Festa grande. Il ritorno in Europa del Torino si trasforma in una serata di calcio e spettacolo. Ad accompagnare la sfida di campo una cornice creata ad hoc dagli oltre ventidue mila attesi all'Olimpico. Si respira l'aria di una notte speciale, si odora il calcio di una volta, quello del Grande Torino appunto. Senza scomodare paragoni ingombranti, il Toro scende con emozione e orgoglio nell'arena di casa per espletare l'ultima formalità prima dell'accesso ai play-off, viatico decisivo verso la fase a gironi.

Il 3-0 di Stoccolma, firmato senza le stelle più luminose, permette ai granata di scendere in campo con relativa tranquillità. Cerci, reduce dalle fatiche Mondiali resta ai box, mentre scalpita Quagliarella, il dopo Immobile. Davanti confermata, almeno dall'inizio, la coppia Larrondo - Barreto, con un centrocampo di quantità retto da Nocerino, coadiuvato dallo spagnolo Ruben Perez, in regia al posto di Vives. Corsa sugli esterni con Darmian e Molinaro. Glik a guidare la difesa a tre.

Ventura "Lo stadio pieno ad agosto è il segno che il Toro è tornato. Una dimostrazione d'affetto dei tifosi, del loro spirito d'appartenenza: a volte si vince e altre no, ma i 6 mila tifosi in trasferta a Firenze o i 22 mila di stasera rappresentano una nuova pagina di sport e storia".

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