L'attesa sta per terminare. Il torneo NCAA giungerà al termine questa notte e il vincitore sarà uno tra Villanova e Michigan. La palla a due verrà alzata alle ore 3.20 italiane, con una marea di persone già pronte a riempire l'Alamodome di San Antonio. Scopriamo insieme chi sarà la favorita fra le due squadre e se potrà esserci qualche sorpresa.

IL CAMMINO

Partiamo dal dato più recente che riusciamo a ricordare, ovvero le due partite dalle semifinali concluse poco più di 24 ore fa. La prestazione super di Villanova è negli occhi di tutti e lo sarà ancora per diverso tempo: il record di triple in una partita di Final Four (13) è stato frantumato dai Wildcats, che hanno chiuso con 18/40 dall'arco. Kansas è rimasta in partita soltanto i primi 2 minuti, il resto è stato un dominio degli avversari. Meno sorprendente la vittoria dei Wolverines su Loyola-Chicago, anche se arrivata dopo una rimonta non banale nel secondo tempo. Michigan, fino ad ora, ha avuto un cammino piuttosto favorevole, che lo ha portato ad affrontare al massimo una squadra con la testa di serie numero 6. Nonostante ciò hanno fatto non poca fatica, soprattutto al secondo turno contro Houston, in cui il freshman Jordan Poole ha salvato i suoi con una tripla sulla sirena. Più netto il percorso di Villanova, che ha sempre vinto con uno scarto di almeno 12 punti, senza mai rischiare di uscire dal torneo.

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MIGLIOR ATTACCO VS MIGLIOR DIFESA

Per far capire il livello della squadra di Jay Wright, molti esperti si sono chiesti la sua fosse la squadra con l'attacco migliore di sempre. Non risponderemo a tale domanda in questa sede, ma il quesito è giustificato perché le armi a disposizione dei Wildcats sono numerose. Il tiro da tre punti è senz'altro l'arma principale, ma state tranquilli che non vedremo 18 o più triple nella partita di stanotte, e il motivo è presto spiegato. Michigan ha una delle difese più efficaci di tutto il college, non perché segua un modello ben preciso, ma perché riesce sempre ad adattarsi all'avversario che si trova di fronte. Contro Loyola-Chicago ha limitato perfettamente il tiro da due, ma ha già dimostrato più volte di avere la qualità necessaria per difendere sul perimetro.

Wright sa benissimo che i suoi avranno qualche difficoltà in attacco, ma è consapevole di avere anche altre possibilità. Ad esempio, nel match vinto contro Texas Tech alle Elite Eight, Villanova ha tirato con 4/24 da tre punti, ma ha comunque vinto per 71-59. La differenza in quel caso l'hanno fatta i rimbalzi (51-33) e la presenza dalla lunetta (29/35 per Brunson e compagni). In parole povere, con la difesa dei Red Raiders che ha agito perfettamente nel contestare il tiro da tre punti, i Wildcats si sono adattati e hanno iniziato ad attaccare dentro l'area, guadagnandosi diversi tiri liberi. La chiave del match sta proprio qui: partendo dal presupposto che Michigan dovrà preoccuparsi in maggior modo del tiro da tre, se non vuole soccombere come Kansas, come faranno ad evitare di essere divorati dentro l'area?

I PROTAGONISTI

Inutile dire che, se i Wolverines vogliono avere qualche speranza, molto dipenderà da Moritz Wagner. "Mo" è il trascinatore dei suoi, sia in termini di punti e rimbalzi, che di leadership. Il tedesco è ormai abituato ad essere al centro dell'attenzione e non ha certo paura, ma di fronte a sè avrà una difesa preoccupata in gran parte solo di lui. La sua prestazione però non sarà l'unica ad essere fondamentale, perché nel torneo ha fatto un passo in avanti anche Charles Matthews, capace di creare canestri in ogni modo. Fra i comprimari è neccessario che Abdur-Rahkman torni a giocare ai livelli a cui è stato per tutta la stagione, mentre nel Ballo di Marzo ha avuto diverse difficoltà. Da non sottovalutare l'apporto della second unit, che è almeno allo stesso livello degli avversari se non migliore, con Poole e Robinson che avranno diverse responsabilità in attacco.

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Dall'altra parte è difficile identificare uno o due giocatori in grado di fare la differenza, visto l'enorme talento che contraddistingue Villanova. Chiaramente ci si aspetta molto da Jalen Brunson, eletto giocatore dell'anno, e Mikal Bridges, prossimo al salto nella NBA con buone prospettive. Chi però ha cambiato le partite fino ad ora sono stati Eric Paschall e Omari Spellman. I due lunghi non sono hanno l'atletismo e la stazza tipiche del proprio ruolo, ma tirano da tre punti come fossero delle point-guard. Uno dei due è quasi sempre sul terreno e stavolta avranno anche il compito di difendere l'uomo più pericoloso degli avversari, Mo Wagner. Dalla panchina poi usciranno DiVincenzo e Gillespie, che potrebbero cambiare il corso del match se riuscissero a far respirare i titolari.

LA CHIAVE TATTICA

I rimbalzi. E' probabile che se una delle due squadre riesce a dominare in questo fondamentale, il risultato del match vada a loro favore. Come detto, ci aspettiamo che almeno nel primo tempo Michigan possa mettere in difficoltà gli avversari con la sua difesa perimetrale, per cui i Wildcats saranno spinti sotto canestro. E' lì che i lunghi di Villanova, e alcune volte anche DiVincenzo, hanno agito per chiudere le partite o girarle a loro favore, ed è lì che i Wolverines dovranno fare attenzione. Contenere gli avversari sotto questo fondamentale (e ovviamente il tiro dall'arco), sarebbe un primo passo importante per provare a ribaltare i pronostici.

IL PRONOSTICO

Pronostici che, appunto, favoriscono nettamente la compagine allenata da Jay Wright. Secondo alcune agenzie di scommesse, è la squadra più favorita in finale NCAA dalla Duke del 2010. Basta questo dato a far capire quanto Villanova venga ritenuta superiore, almeno sulla carta, agli avversari. Detto ciò, bisogna anche ricordare che è l'anno in cui una numero 16 del seed ha dominato contro la numero 1, e l'anno in cui la favola di Sister Jean e Loyola-Chicago (numero 11 del tabellone) per poco non li portava alla finalissima. Insomma, le sorprese possono accadere, e Michigan non vuole certo fare da comparsa.