ORLANDO MAGIC 118-125 WASHINGTON WIZARDS

Sul parquet della capitale sono Wall e Gortat ad alzare la voce per primi, ma subito Payton accende Biyombo, che si muove bene sulla linea di fondo per cinque punti consecutivi. Washington continua, ovviamente, ad attaccare la vernice, soprattutto in transizione, mentre in casa Magic è Fournier a dettare schemi e ritmi ai suoi. Wall è imprendibile, Mahinmi ci mette il suo con il fisico, quando Gordon appoggia gli ultimi due punti è 34-33 per i Wizards.
Il secondo quarto continua a punteggio piuttosto alto: tra le seconde linee figurano bene Satoransky ed Afflalo, che si scambiano due colpi non da poco al tiro pesante, ma anche Jonathon Simmons, brillante nel trovare l’area. Nella seconda metà del quarto è Bradley Beal a mettere in piedi il suo show personale: una cascata di punti consecutivi tra penetrazioni, triple e tiri dalla media che mandano al manicomio i Magic. Payton prova a rispondere con la stessa moneta, Orlando aggancia, e nonostante tutto a fine primo tempo è solo -2.

Il secondo tempo si apre com’era finito il primo, ovvero con Washington a fare la partita grazie alle penetrazioni di Porter e Oubre Jr., alle quali risponde Gordon col tiro da tre. Payton trova il tabellone per il -4, ma subito Morris e Bradley Beal combinano per riportare il gap ad 84-77. La guerra delle triple continua tra Oubre e Speights, che ne mette due filate in uscita dalla panchina, ed ecco che i Magic sono di nuovo in parità, se non avanti di due con la schiacciata di Simmons.
Tutto rimandato al quarto decisivo dunque: Hezonja lo battezza bene dall’arco, ma Washington fa circolare palla e uomini troppo rapidamente per la difesa ospite. Mahinmi si fa trovare pronto due volte, Payton prova ad accorciare con il contributo di Biyombo, ma John Wall sale finalmente in cattedra e, costruendo magie dal palleggio, scava il parziale di 9-0 praticamente da solo. Gortat ringrazia per l’alley-oop, i Magic non riescono più a ricucire ed alla fine devono piegarsi: 125-119 per la squadra della capitale alla sirena.

NEW YORK KNICKS 108-118 MINNESOTA TIMBERWOLVES

Pronti, via, Porzingis e Kanter fanno subito sentire i chili in area, Minnesota regge il colpo dei sei punti combinati: il turco non si ferma, ma Wiggins a rimbalzo offfensivo fa -2. Porzingis e Teague fanno centro dall’arco dei tre punti, ma sono due realizzazioni consecutive dalla media di Butler a ricucire i conti. New York prova a ricreare il parziale, ed in parte ci riesce: Hardaway Jr. si inventa la tripla del 27-22.
Thibodeau manda dentro Bjelica e Deng per aumentare la stazza accanto a Towns, ma i Knicks chiamano in causa Beasley per rimanere avanti. Il quarto scavalla in perfetta parità, prima che Porzingis e Hardaway inizino a mettere su il proprio show: con la tripla del prodotto di Palmetto è 57-53, che diventa -2 all’intervallo.

Nel secondo tempo i T'Wolves accelerano e tocca ancora a Porz provare a togliere le castagne dal fuoco. Minnesota è oramai lanciata e trova continuità, soprattutto con le penetrazioni di Teague e Butler, ma si procede a braccetto anche nel terzo quarto, quando è Taj Gibson a mettere in crisi la difesa della grande mela, sia a rimorchio che in post. Beasley fa il suo, ma l’ex-Chicago è in fase di strapotere offensivo: serve una tripla di Hardaway, marcato, a riportare in corsa i Knicks. La rubata di Butler inchioda il punteggio a 81, Jones, ancora in contropiede, tiene i suoi a contatto sulla sirena.
La frazione decisiva vede Towns e Bjelica duettare per dilatare il vantaggio casalingo fino alla doppia cifra, con il 32 protagonista anche di un 2+1 da circo nel pitturato. Minnie cambia marcia nella parte centrale del quarto quarto, New York non riesce a fare altrettanto, e quando vanno a segno Jones e Teague è +16 T’Wolves, che diventa addirittura 19 per mano di Jamal Crawford. Porzingis e Beasley provano a suonare la carica, dimezzano lo svantaggio, ma l’ennesima schiacciata di Gibson rimanda al mittente ogni velleità di rimonta: finisce 118-108 al Target Center.