Pau Gasol ha comunicato ieri ai Chicago Bulls la propria intenzione di non esercitare la player option prevista in suo favore dal contratto per la prossima stagione (7.7 milioni di dollari l'anno) ed è così ora ufficialmente un free agent. A riportarlo è Marc Stein di Espn, che segnala che la mossa del centro catalano non ha colto di sorpresa il frontoffice della franchigia della Windy City, che si è appena cautelata inserendo nel suo roster Robin Lopez, arrivato da New York nell'ambito della trade che ha visto Derrick Rose approdare ai Knicks

E proprio nella Grande Mela potrebbe sbarcare lo stesso Gasol, che già da dicembre aveva reso nota la sua volontà di cambiare aria dopo due anni a Chicago. Le indiscrezioni sul conto del catalano parlano infatti di un riavvicinamento con Phil Jackson, allenatore di Pau negli anni dell'ultimo repeat dei Los Angeles Lakers (2009-2010). Dopo aver fatto un tentativo la scorsa estate, i Knicks ci starebbero riprovando adesso, secondo quanto riportato da Ian Begley, sempre per Espn. L'alternativa per Gasol, che vorrebbe tornare a far parte di una squadra che lotti per il titolo, sarebbero i San Antonio Spurs, ancora incerti sul futuro del proprio uomo franchigia Tim Duncan e bisognosi di affiancare un altro lungo a LaMarcus Aldridge dopo il probabile addio di David West (uscito dal contratto per sondare il mercato). Intanto ai Bulls tira aria di rivoluzione, anche se il general manager Gar Forman non vuole nominare la parola rebuilding: "Abbiamo trascorso dieci anni al top della Eastern Conference - ha detto ieri Forman presentando alla stampa il nuovo rookie Denzel Valentine da Michigan State - grazie a un gruppo che pensavamo potesse essere competitivo ai massimi livelli, e che poteva ambire anche al titolo Nba. Purtroppo gli infortuni ci hanno un po' condizionato, specie negli ultimi anni, ma ora siamo pronti a tornare in pista con un roster di giocatori più giovani e atletici che ci garantisca buone prospettive per il futuro. Ciò che abbiamo in testa è qualcosa che riguarda il lungo periodo, quindi le nostre mosse di mercato sono tutte orientate in quella direzione. Naturalmente ci interessa anche la prossima stagione, ma anche e soprattutto le successive annate, per costruire un gruppo che duri nel tempo".

Ai Bulls tiene ancora banco l'affaire Jimmy Butler, che nel corso degli ultimi mesi non ha mancato di punzecchiare più volte il suo nuovo allenatore Fred Hoiberg, che dal canto suo assicura però di non avere alcun problema con il giocatore, al momento unica stella della squadra. "Io e Jimmy siamo in contatto continuo sin dalla fine della stagione - le parole dell'head coach dei Bulls - l'ho incontrato a Los Angeles un paio di settimane fa e gli ho parlato anche nei giorni scorsi. Ora è concentrato su Team USA, che vuole rappresentare al meglio alle prossime Olimpiadi, credo che a breve andrà a New York con la nazionale e poi al traning camp di Las Vegas. Spero di vederlo lì nel corso della Summer League con Doug Mc Dermott e tutti gli altri giovani della nostra squadra. Ha sempre uno spirito positivo, lo allenerò sicuramente anche la prossima stagione"

Butler, aggregato alla spedizione a cinque cerchi degli Stati Uniti, non ha invece parlato specificamente del suo allenatore, ma si è concentrato sul momento della squadra: "Non potrò fare tutto da solo - le sue parole dopo l'addio di Derrick Rose - avrò bisogno dell'aiuto dei miei compagni di squadra, ovviamente anche quelli che usciranno dalla panchina. Se poi verrò scambiato, andrò via. Ma in questo momento, ogni volta che mi sveglio la mattina, penso a quanto sono fortunato a giocare in una lega come questa. L'unica cosa che posso controllare è l'intensità degli allenamenti, la mia voglia di migliorare sempre di più, il resto non dipende da me. Rose? All'inizio sono stato un po' sorpreso per la sua partenza, ma se ripensiamo a come si sono messe le cose recentemente, era un'eventualità che poteva capitare. Forse non me l'aspettavo ma ora dobbiamo farci i conti".