CLEVELAND CAVALIERS - PHOENIX SUNS 115-93

I Cleveland Cavaliers tornano (forse) a giocare e a divertirsi una volta per tutte, dopo il licenziamento di Blatt e tutti gli scossoni conseguenti all'ambiente. Una grande prova di LeBron, coadiuvato da Love, ha permesso a Tyronn Lue di pervenire alla sua terza vittoria sulla panchina della franchigia dell'Ohio, un rotondo 115-93 sui poveri Phoenix Suns, ancora privi di Leuer e Knight (oltre al lungodegente Bledsoe), ma che riescono tutto sommato a rimanere in partita nel primo quarto, prima di subire il parziale di 16-0 che mette in chiaro le cose e porta di fatto i Cavs a chiudere anzitempo la pratica.

Cleveland tocca anche il massimo vantaggio di 28 punti prima di accomodarsi e chiudere col più classico dei garbage time, guadagnandosi la 32esima vittoria e rafforzando il proprio primato a Est, con Toronto che rimane dietro. I top scorer della gara sono James e Love, 21 a testa, mentre per i Suns è Devin Booker a mettersi in luce con 16 punti (e un fallo non proprio delicato a inizio partita su LeBron). Le due squadre saranno di nuovo in scena sabato notte, i Cavs a Detroit, i Suns al Madison Square Garden.

DETROIT PISTONS - PHILADELPHIA 76ERS 110-97

Grazie a un parziale di 36-18 nell'ultimo quarto di gioco, i Detroit Pistons raggiungono la 25esima vittoria stagionale contro i derelitti Philadelphia 76ers, che peggiorano il loro record a 7-40 con la sconfitta di serata. La franchigia della Pennsylvania ha cominciato con un ottimo piglio, cavalcando la buonissima vena di Nerlens Noel e Jerami Grant, protagonisti di giornata con la squadra priva di Jahlil Okafor causa influenza, ma non sufficiente  per ottenere una vittoria nonostante il 36-26 sul quale si è trovata la squadra di Brett Brown nel secondo quarto. A ricucire definitivamente lo strappo ci ha pensato Reggie Jackson con una tripla quasi improponibile ma efficace che vale il 44-45.

Dalla parità sull'86-86 è cominciato una sorta di supplementare con 7.31 da giocare, e ad avere la meglio è stata nettamente la franchigia di van Gundy, che è riuscita anche a resistere all'hack-a-Drummond: il centrone ha chiuso con 25 punti, 18 rimbalzi e un 7/12 ai liberi certamente migliore dell'improbabile recente 1/14. Ha chiuso invece a quota 27 Jackson, decisivo nel finale insieme a un ottimo Stanley Johnson, 18 in uscita dalla panchina.

ATLANTA HAWKS - LOS ANGELES CLIPPERS 83-85

Gli Atlanta Hawks perdono 23 palloni, i Clippers tirano 5/27 da tre, ma i danni reali nella sfida forse più divertente della notte si vedono in un bellissimo finale punto a punto. Nella notte dei ritorni nella Georgia (Doc Rivers da giocatore negli anni '80, Jamal Crawford in tempi più recenti), Chris Paul e compagni sono riusciti ad espugnare la Phillips Arena di Atlanta rimanendo in partita con i punti da palle perse, sopravvivendo all'hack-a-Jordan (6/8, 7/12 in generale) e riuscendo a trovare i canestri vincenti nel finale, ottenendo la vittoria numero 14 nelle ultime 17 gare, 13 di esse senza Blake Griffin, che rimarrà ancora fuori per almeno un mese.

Con la parità a quota 79, Jamal Crawford in penetrazione fa +2, ma ci pensa Korver a giustiziare da tre: 82-81. Palla a Chris Paul, che fa quanto di meglio potesse: penetrazione e scarico per DeAndre Jordan, schiacciata e 83-82. Cominciano gli errori di Atlanta: Millsap sbaglia una prima volta un canestro facile, poi fallo su Crawford che fa 2/2 e 85-82. Fallo intenzionale per LAC, Horford in lunetta sbaglia il primo e segna il secondo, ma sulla rimessa Paul non trattiene la palla sul disturbo di Teague. Palla Hawks, Millsap si prende l'ultimo tiro in penetrazione senza trovare i due punti. Non bastano 16 di Teague, Atlanta cade ancora.