“Yeah, I love it!”. Così Kevin Durant, eroe della serata nella vittoria di Oklahoma, risponde ai cronisti che gli chiedono come ci si sente dopo aver segnato 22 punti dalla lunetta del tiro libero, che si aggiungo ad altri 20 dal campo (9/24, con 2/8 da 3) per complessivi 42 (a due punti dall’high score personale) e regalano la prima vittoria ai Thunder contro degli Utah in fase di riassemblamento. 

 

KD raccoglie la leadership della squadra ancora orfana di Westbrook e riesce a domare gli Utah Jazz, che dopo essere sprofondati anche a -15 riescono a rientrare in partita portando la squadra di Scott Brooks a giocarsi la partita negli istanti finali, trascinati da un grande Alec Burks, autore di 24 punti (13 solo nel terzo periodo) con 6 assist e 6 rimbalzi. Giocate da highlists nel primo tempo il suo canestro in penetrazione dal lato sinistro, quando riesce a evitare la stoppata dei blocchi di OKC, e nella seconda frazione la schiacciata con cui porta i Jazz a -1, 99-98.

 

I Thunder chiudono la partita dalla lunetta prima con Reggie Jackson (buona prova la sua, 14 punti complessivi) a 10” dalla fine e poi con Kevin Durant, che a 6 secondi dalla fine fissa il punteggio sul 101-98, respingendo così i tentativi di rimonta dei Jazz. Gordon Hayward ha però l’occasione per forzare una tripla per il pareggio, ma il tiro non ha buon esito. 

 

Utah perde 22 palloni, merito anche della difesa dei Thunder, anche se non ha ingranato la coppia Ibaka-Perkins, con il duo Kanter-Favors che ha segnato 56 punti nel pitturato. Buono l’apporto anche di Sefolosha, con 14 punti segnati.