Nel pomeriggio di domenica 12 luglio 2026, nella tutt'altro che splendida cornice del "Centre Court" di Wimbledon, a causa delle pessime condizioni del terreno di gioco, si è disputata la finale del torneo più importante della stagione tennistica. I protagonisti: il vincitore dell'edizione 2025, nonché numero 1 del mondo Jannik Sinner; ed il fresco vincitore del Roland Garros e numero 3 della classifica mondiale, Alexander Zverev.

Il percorso nel torneo di Sinner

Il torneo di Jannik è iniziato in maniera tutt'altro che facile: sono infatti serviti ben 5 set per battere Kecmanovic. Poi il tennista altoatesino ha alzato il proprio livello di gioco. 0 set persi tra il secondo turno e la semifinale, affrontando in ordine: Borges, Brooksby, Mochizuki, Struff e soprattutto Novak Djokovic.

Match nel quale non c'è mai stata storia e che ha dimostrato ormai l'inevitabile passaggio di consegne tra i due, dato il ritmo tenuto da Jannik per tutti e 3 i set giocati, insostenibile per il 39enne serbo. Si sono così aperte le porte della finale, per il secondo anno consecutivo, al tennista italiano, sempre più padrone dell'erba inglese.

Il percorso ai Championships di Zverev

Anche il percorso del tedesco è stato tutt'altro che facile, ma ha dimostrato di essere ad un livello altissimo, anche sulla superficie che non esalta le sue caratteristiche, sia fisiche che tecniche. L'esordio è stato con Alexander Block, battuto al quarto set. Poi i due 3-0 consecutivi, contro Royer e Giron.

Agli ottavi di finale Sascha si è trovato di fronte Lehecka, in una delle sue superfici preferite, e con il match che è stato interrotto a causa dell'oscurità e rimandato al giorno successivo. Ma non è bastato: perde il terzo set, ma poi vince il match al tie-break del quarto.

Ai quarti è il turno di Fritz. La partita sulla carta sarebbe dovuta essere estremamente equilibrata, ma così non è stato: Zverev chiude in 3 set, concedendo solamente 10 game allo statunitense.

La semifinale ha invece rispettato le attese: dopo un percorso incredibile da wildcard, dove era riuscito a battere anche Dimitrov e Cobolli, Arthur Fery si è trovato di fronte uno Zverev ingiocabile. 3-0 e prima finale in carriera a Wimbledon per il tedesco, il quale non era mai andato oltre i quarti.

Il riassunto della finale

Inizia Sinner al servizio, il primo set è tiratissimo: pochi scambi, servizio estremamente incisivo da entrambe le parti del campo, e un tie-break deciso solamente da un dritto vincente del tedesco, che chiude sul 9-7, dopo un'ora e 5 minuti di gioco.

Secondo set che riparte sulla stessa identica trama del primo, 0 palle break concesse da entrambi i finalisti. Altro tie-break, ma con esito totalmente diverso dal precedente: Jannik va avanti di due mini-break, ne restituisce uno, ma non cede, tira tre risposte fantastiche e chiude 7-2. Un set pari dopo 2 ore e 10 di gioco.

Il terzo set inizia nella stessa maniera dei due precedenti: nel 7° game Jannik salva una palla break ma riesce comunque a portarsi sul 4-3. Nel gioco successivo poi la svolta: Zverev inizia con un doppio fallo, ma riesce successivamente a portarsi sul 40-15. Sinner però alza il livello, tira due risposte stupende e si porta sul 40 pari, punteggio sul quale Zverev concede un altro doppio fallo.

Manda Sinner a palla break, nella quale scivola incredibilmente, ma ecco il break, che porta Jannik a servire per chiudere il terzo set. Non può sbagliare, chiude 6-3 e si porta avanti 2-1 nel conto dei parziali.

Anche per una buona metà del quarto set, servizio e prima la fanno da padroni, nonostante il ritmo si sia abbassato con i due che accusano un po' la stanchezza. Arriva poi il settimo game: Jannik vince il punto più bello del match, prima difende, poi esegue un gran lob, ed infine chiude con una volèe e si porta sullo 0-15. Si guadagna poi due palle break, annullate magistralmente da Zverev, il quale ne concede una terza; è quella buona, 4-3 e servizio Sinner.

Nel turno successivo Jannik chiude rapidamente a 0. Sascha serve sul 5-3 per allungare il match, Sinner mette il risparmio energetico, concentrandosi esclusivamente sul suo successivo game di servizio. Jannik è glaciale, lascia Zverev a 30 e diventa campione di Wimbledon per il secondo anno consecutivo.