Alcaraz sale sul trono, battuto Djokovic in 4 set
Alcaraz con le braccia al cielo dopo la vittoria in finale contro Djokovic

Dalle 9:30 di questa mattina, domenica 1 febbraio, è andata in scena a Melbourne, nella Rod Laver Arena, la finale del primo Slam della stagione. La sfida era generazionale, da un lato, Carlos Alcaraz, il fuoriclasse, insieme a Jannik Sinner, di questo momento storico del tennis. Dall'altro, uno dei più grandi di sempre, il 38enne Nole Djokovic, 24 volte campione Slam.

  • Il percorso

Lo spagnolo arrivava a questa sfida dalla maratona in semifinale contro Alexander Zverev, un match concluso al quinto set, con 5 ore e mezzo di gioco, che hanno visto il tedesco non sfruttare a pieno le diverse occasioni lasciate da Carlitos (condizionato anche dai crampi), per raggiungere la seconda finale consecutiva in Australia. Nei turni precedenti, il numero 1 del mondo non aveva concesso neanche un set, nonostante avesse affrontato, tra i tanti, Moutet, Tommy Paul, e soprattutto il padrone di casa e numero 6 del mondo Alex De Minaur.

Djokovic invece, è arrivato a questa finale con un percorso molto particolare. Infatti, dopo i primi tre turni passati agevolmente con 9 set vinti e nessuno concesso, battendo in ordine: Pedro Martinez, Maestrelli e Van de Zandschulp. Avrebbe dovuto affrontare Jakub Mensik, il ceco classe 2005 però, si è ritirato ancor prima di scendere in campo per un problema all'addome. Situazione simile nel turno successivo, quando in vantaggio di due set e con il serbo ormai alle corde, Lorenzo Musetti si è dovuto ritirare per un dolore al muscolo della coscia destra. Questa situazione ha permesso a Nole di affrontare Sinner in semifinale con molte energie risparmiate, elemento fondamentale per resistere a ritmi altissimi di gioco, soprattutto a 38 anni. La sfida tra i due infatti, è stata epica, 5 set equilibratissimi, con il 24 volte campione Slam che ha sfruttato tutti i piccoli spiragli lasciati dall'altoatesino, il quale, al contrario, non è riuscito a mostrare il suo miglior tennis.

  • Il match

Il serbo parte meglio, conquista il break nel 4º game e poi lo raddoppia nell'ultimo turno di servizio dello spagnolo del primo set. 3-6. Alcaraz sembra contratto e che non riesca a fare ciò che vorrebbe, con la racchetta, ma soprattutto con le gambe, data anche la condizione non ottimale dopo i crampi nella semifinale con Zverev. Il secondo set è totalmente il contrario del precedente: il numero 1 del ranking, fa correre Nole molto di più e conquista il parziale con un doppio break, nel terzo e nel settimo game. 6-2. Djokovic, come spesso fatto, va negli spogliatoi a riordinare le idee, ma la situazione nel terzo set non cambia, nonostante sia molto più combattuto rispetto ai due precedenti, durati solamente un'ora in totale. Lo spagnolo, strappa il servizio all'avversario due volte, nel 5º e nell'ultimo game, portandosi per la prima volta in vantaggio. 6-3 e 2-1 parziale. Il quarto set è lotta pura: nel primo game di servizio, il serbo annulla 6 palle break, poi si procede on serve, fino a quando sul 4-4, Nole non ha una palla break, che lo avrebbe portato a servire per allungare il match al quinto set. Ma non la sfrutta. Si continua, e sul 6-5 Djokovic è costretto a servire per portare il set al tie-break. Alcaraz vince uno scambio da 24 colpi che lascia Nole con la vista annebbiata dalla stanchezza, infatti manca totalmente di lucidità, e con due errori gravi, concede due championship point allo spagnolo. Al tennista murciano basta il primo, cade a terra, vince per la prima volta a Melbourne e diventa il più giovane di sempre a vincere tutti e 4 gli Slam. Dall'esultanza si capisce quanto desiderasse portarsi a casa questo trofeo, che lo proietta sempre di più in vetta al ranking mondiale.

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