Sloane Stephens è la maggior speranza americana insieme a Madison Keys. Tocca a loro sostenere la bandiera a stelle e strisce, in assenza di Serena Williams. Venus e Vandeweghe sembrano avere meno opportunità, almeno sulla carta. La risalita della Stephens è entusiasmante, a livello temporale e per qualità. Il rientro a Wimbledon, prematura uscita di scena con la Halep, fatale a Sloane anche nel successivo torneo, a Washington. Da lì, il cambio di passo, con le semifinali di Toronto e Cincinnati. Un'alba dorata, illuminata dal percorso slam a Flushing Meadows. Due le vittorie pesanti, al secondo turno contro Dominika Cibulkova e al quarto con la Goerges, "spremuta" al terzo da una Stephens incontenibile. Sette apparizioni all'US Open, il quarto turno del 2013 come punto più alto. Lo scorso anno assenza forzata, ora l'obiettivo quarti alla portata.  

L'avversaria odierna è Anastasija Sevastova, sulle copertine di recente per il sigillo inatteso con Maria Sharapova. Errori in serie per la divina di Russia, sbavature provocate dall'intelligenza tattica della lettone, brava a colpire nei punti deboli di Masha. Un arsenale ricco, non solo potenza e soluzioni definitive. Braccio educato, la Sevastova ha in dote variazioni in grado di alterare il ritmo. Punta a replicare il risultato dello scorso anno - se possibile a migliorarlo. Dodici mesi fa, quarti di finale, un turno separa la ragazza di Liepaja dal colpaccio. Produce buon tennis in ogni contesto, in stagione, semifinali a Dubai e Madrid, titolo a Mallorca. Dal cemento all'erba, nel mezzo la terra. All'US Open, approccio con la Witthoeft, poi Kozlova e Vekic, prima del balzo in avanti con la Sharapova. 

Nessun incontro in archivio tra Stephens e Sevastova, la partita è in programma sull'Arthur Ashe, al termine del confronto tra Carreno Busta e Schwartzman.