Sono i team che hanno dominato di più negli ultimi 20 anni di Formula 1 ed ora sono sempre loro al vertice di questa categoria che cambia pelle di giorno in giorno. Sono Ferrari, Red Bull e Mercedes, 16 titoli costruttori a partire dal 1999, a cui si aggiungono anche 13 titoli piloti. La Mercedes è in assoluto la nuova dominatrice dell’era Hybrid, la Ferrari non vince un titolo dal 2008, ma è sempre lì, nel bene o nel male, ai vertici e sotto le luci della ribalta della F1, la Red Bull è invece quella che ha scombussolato la F1 dal 2010 in poi, guidata da un entourage di geni e strateghi da far invidia a tutto il circus. Il suo dominio è stato interrotto dai cambiamenti regolamentari e da una Mercedes super, ma a Milton Keynes sfornano sempre innovazioni geniali, che permette ai piloti del team di lottare sempre ai vertici.

Dopo i test di Barcellona abbiamo già visto quali sono le principali peculiarità di questi tre team nelle scelte tecniche che hanno evidenziato tre filosofie completamente differenti, con la Ferrari che si è posta a metà strada tra le scelte di Milton Keynes e di Stoccarda.

MERCEDES W08 - Tante novità dal sapore rivoluzionario in casa Mercedes, che punta su una vettura ad alto carico aerodinamico, come dimostra l’allungamento del passo di oltre 20 cm, rispetto all’antenata W07. A questo si aggiunge un rake non estremo che grazie ad alcuni deflettori posti davanti alle fiancate generano l’effetto delle minigonne, già sperimentato a Barcellona nel 2016. (Il rake è un particolare assetto, che più è maggiore e più tende ad aver un avantreno molto più basso rispetto al retrotreno. In questo modo si avrà un assetto che permetterà di generare più carico aerodinamico grazie al fondo vettura e al diffusore). Nonostante il maggior carico la W08 è risultata velocissima in rettilineo, ma ha dimostrato di non avere ancora il dinamismo della Red Bull o della vecchia W07, probabilmente anche a causa di un assetto estremo, dove è difficile centrare il setup ideale.

Fonte: Lewis Hamilton official page

RED BULL RB13 - Linee semplici e pulite, ma tante novità: ecco la nuova RB13. A causa dei problemi al motore Renault il team non è riuscito a coprire la stessa distanza percorsa da Ferrari e Mercedes, ma soprattutto paga ai due team rivali un notevole scarto in termini di velocità, al quale Newey e soci hanno sopperito diminuendo la resistenza aerodinamica. Questo, però, non ha avuto affatto effetto sulla fluidità di guida della Red Bull, che si è dimostrata molto pulita sia negli inserimenti, che in percorrenza ed uscita di curva, anche grazie al sistema Y250, un vortice che si sviluppa nella sezione centrale della vettura. Tra le novità quella che salta più all’occhio però è il lungo condotto dell’S-Duct, suddiviso in tre sezioni ed alimentato dalla piccola pinna, che è l’elemento più evidente del sistema.

Fonte: Getty Images

FERRARI SF70H - È la vettura che ha destato maggiori certezze durante i test, un misto tra le novità Rb e Mercedes, dalle quali si differenzia sia per il passo, più corto rispetto a quello Mercedes, ma anche per la resistenza aerodinamica e il rake non eccessivo, come quello della RB13. Tra le novità portate in pista, la più interessante potrebbe essere un’ala posteriore a cucchiaio, che garantirebbe una minore resistenza aerodinamica sui lunghi rettilinei e che potrebbe esordire in Cina, dove si trova uno dei rettilinei più lunghi dell’intero mondiale. Molto bene anche la gestione gomme della neo-nata Ferrari, che ha svolto un ottimo programma di sviluppo con Soft e Medium, mentre sono state un po’ snobbate, almeno in quanto a simulazioni di gara, le gomme SuperSoft e UltraSoft.

Sembra difficile che questi tre team possano portare degli sviluppi già in Australia, dove sicuramente vedremo l’ultima evoluzione del motore Mercedes. Sempre parlando di Power unit, dovrebbe esordire anche la versione rivista della PU Renault che tanto ha fatto penare i piloti Red Bull durante i test. Ferrari, invece, sembra avere già in mente i piani del futuro e ciò può essere soltanto che positivo, dato che se un team guarda già alle evoluzioni future significa che la base su cui lavorare è solida. A spazzare gli ultimi dubbi ci penserà il primo Gp della stagione in Australia dove i team dovranno, per forza di cose, darsi battaglia, senza la possibilità di nascondersi.