Non c’è occasione in cui Luca di Montezemolo manchi di esprimere il proprio sostegno a Michael Schumacher. Si sa: i due sono legati da un profondo affetto, nato dal (felice) sodalizio in Ferrari e coltivato altrove, lontano dalle piste di F1, nella discrezione della vita privata e con la complicità delle rispettive famiglie.

Perciò dev’essere oltremodo duro sapere l’altro ridotto alla sostanziale inerzia, costretto nella sua villa svizzera a cure no-stop di specialisti di prim’ordine, il fantasma del superuomo che fu. Due anni e mezzo passati così, nel tentativo di riprendersi dallo sfortunato incidente sciistico di Meribel, protetto dal silenzio stampa ermetico imposto dalla moglie Corinne e gestito con tedesco rigore dalla storica portavoce Sabine Kehm.

Così Montezemolo ha voluto rinnovare all’amico il proprio augurio di pronta guarigione: “Sono molto fiducioso nel recupero di Michael. Lo dico con forza e convinzione. - ha detto l'ex presidente della Ferrari in un forum all'Ansa - Michael è ancora oggi per me un compagno di vita. Per 11 anni abbiamo vinto tanto e avuto figli con le nostre vittorie”. 

La sua forza è la grande capacità di reagire e sono molto fiducioso, - ha proseguito LdM - lo dico perché in passato alcune mie parole sono state male interpretate, ma sono convinto che abbia dentro di sé la forza di reagire. Stare a casa circondato dagli affetti della famiglia sarà fondamentali per il suo recupero”.

Montezemolo è tornato anche sul presente della Ferrari, a quel Sebastian Vettel che i tifosi del Cavallino sognano di veder emulare le gesta del Kaiser quanto prima. E che domenica in Bahrain è stato tradito dal propulsore della sua Rossa ancor prima di prendere il via. “Meglio che si rompa un motore prima di partire in seconda fila che non subire nessuna rottura partendo sempre in ottava”. 

Ricordo che Schumacher nel '96 appena ruppe il motore a Magny Cours nel giro di ricognizione, una grande delusione, ma poi noi vincemmo a Spa e a Monza. Mi auguro che quello di domenica sia un segnale che ci riporta a quegli anni lì e sia di buon auspicio. C'è molto, molto da lavorare, come sempre in F.1”.