
La semifinale di ritorno tra Atalanta e Lazio alla New Balance Arena di Bergamo si è trasformata in una battaglia di nervi, tecnica e resistenza. Dopo il 2-2 dell’andata, anche il ritorno ha offerto un copione simile: equilibrio, tensione e un finale incandescente.
La partita, bloccata per lunghi tratti, si è accesa solo negli ultimi minuti dei tempi regolamentari. All’84’ Alessio Romagnoli ha portato avanti i biancocelesti con un colpo da opportunista sugli sviluppi di un calcio d’angolo, sfruttando una disattenzione della difesa nerazzurra.
La risposta dell’Atalanta è stata immediata: due minuti più tardi Mario Pasalic ha trovato il pareggio con un rasoterra preciso dal limite, riportando tutto in equilibrio e trascinando la sfida ai supplementari.
SUPPLEMENTARI
Nei 30 minuti aggiuntivi, la Dea ha sfiorato il vantaggio con un palo colpito da Scamacca e con un gol, successivamente annullato dopo revisione al VAR, di Raspadori che aveva insaccato di testa.
Episodio che ha alimentato le proteste della squadra di Palladino e acceso ulteriormente il clima della gara.
La Lazio, dal canto suo, ha provato a colpire in ripartenza, sfiorando il gol con Romagnoli e Isaksen, ma senza trovare la zampata decisiva. Così, dopo 120 minuti di equilibrio totale, la qualificazione si è decisa dal dischetto.
LA NOTTE DI MOTTA
Ai rigori è andata in scena la favola di Edoardo Motta, portiere classe 2005, protagonista assoluto della serata.
Dopo aver subito il primo penalty di Raspadori, il giovane biancoceleste ha parato in sequenza i tiri di Scamacca, Zappacosta, Pasalic e De Ketelaere, regalando alla Lazio una qualificazione storica.
Un’impresa che lo ha consacrato come nuovo idolo dei tifosi e che ha lasciato confusa l’Atalanta, incapace di superare il muro biancoceleste.
La sequenza perfetta di Isaksen e Taylor dagli undici metri ha completato l’opera, fissando il risultato sul 2-3 e consegnando alla squadra di Sarri l’accesso alla finale del 13 maggio contro l’Inter.
UN TRAGUARDO CHE POTREBBE SALVARE LA STAGIONE
La Lazio approda così all’undicesima finale di Coppa Italia della sua storia, al termine di una stagione complicata ma impreziosita da una serata che resterà negli annali.
Sarri ha elogiato il gruppo e il suo giovane portiere, sottolineando la maturità mostrata in un contesto di altissima pressione.
Per l’Atalanta resta il rammarico per le occasioni mancate e per gli episodi sfavorevoli, ma anche la consapevolezza di aver disputato una semifinale intensa e combattuta fino all’ultimo respiro.

