Il Napoli scrive un’altra pagina importante della propria storia calcistica conquistando a Riad la terza Supercoppa Italiana, un successo che va ben oltre il semplice 2-0 inflitto al Bologna. La finale disputata all’Al-Awwal Park mette in evidenza una squadra matura, consapevole dei propri mezzi e perfettamente calata nella mentalità trasmessa da Antonio Conte. Fin dai primi minuti gli azzurri prendono il controllo della partita, imponendo un ritmo elevato e un pressing asfissiante che toglie respiro agli avversari. Il Bologna di Vincenzo Italiano, pur provando a mantenere ordine e compattezza, è costretto spesso a rintanarsi nella propria metà campo, schiacciato dall’intensità del Napoli. La circolazione di palla dei campani è fluida, le catene laterali funzionano e il centrocampo detta i tempi, permettendo alla squadra di creare occasioni in serie senza mai dare la sensazione di essere in difficoltà nella gestione della gara.

Il vantaggio azzurro arriva nel finale del primo tempo ed è il frutto di una superiorità già ampiamente meritata. Al 39’ David Neres illumina la serata con una giocata di grande classe: si accentra dalla destra, prende la mira e lascia partire un sinistro a giro che si infila all’incrocio dei pali, facendo esplodere la gioia dei tifosi napoletani presenti sugli spalti. È un gol che racchiude tutta l’essenza del talento brasiliano, capace di unire tecnica, rapidità di pensiero e precisione balistica. Prima e dopo la rete, il Napoli continua a spingere, sfiorando il raddoppio con Hojlund e con le incursioni degli esterni, mentre il Bologna fatica a reagire e si affida quasi esclusivamente alla fase difensiva per restare in partita. Il primo tempo si chiude così con un Napoli padrone del campo e con la sensazione che il risultato stia persino stretto agli uomini di Conte.

Nella ripresa il copione non cambia in maniera sostanziale. Il Bologna prova ad alzare il baricentro e a rendersi più intraprendente, ma il Napoli dimostra grande solidità mentale e organizzazione tattica. L’unico vero brivido per gli azzurri arriva da un tentativo di Ferguson che avrebbe potuto riaprire la sfida, ma poco dopo arriva l’episodio che spegne definitivamente ogni speranza rossoblù. Un disimpegno impreciso tra Ravaglia e Lucumí viene letto alla perfezione da Neres, che si avventa sul pallone e con un tocco sotto elegante firma il 2-0. È il gol che chiude la finale e consacra definitivamente l’esterno brasiliano come uomo copertina della Supercoppa. Da quel momento in poi il Napoli gestisce il vantaggio con autorevolezza, sfiorando in più occasioni anche il terzo gol e concedendo pochissimo a un Bologna ormai privo di energie e soluzioni offensive.

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Un chiaro segnale al campionato

Nel dopo partita emergono tutta la soddisfazione e l’orgoglio del mondo napoletano. Antonio Conte elogia i suoi ragazzi per il percorso compiuto e per l’atteggiamento mostrato nelle due gare decisive del torneo, sottolineando l’importanza di aver regalato un trofeo ai tifosi. David Neres si gode una serata da protagonista assoluto, ribadendo come la vittoria conti più delle reti personali, mentre Matteo Politano rivendica la forza di un gruppo che ha saputo rispondere sul campo alle critiche ricevute dopo l’ultima sconfitta in campionato. Anche Aurelio De Laurentiis esprime piena fiducia nel progetto tecnico e nella crescita dei nuovi innesti. Per il Bologna resta l’amarezza di una finale persa, ma anche la consapevolezza di un percorso importante. Per il Napoli, invece, la Supercoppa rappresenta la conferma di una squadra solida, ambiziosa e pronta a recitare un ruolo da protagonista nel prosieguo della stagione. Questo trionfo, inoltre, assume un valore simbolico importante per l’ambiente napoletano.

Vincere la Supercoppa dopo undici anni significa rafforzare una mentalità vincente che il club sta cercando di consolidare stagione dopo stagione. Non è solo una coppa da esibire in bacheca, ma un segnale lanciato al campionato e alle dirette concorrenti: il Napoli sa soffrire, sa colpire e sa gestire i momenti chiave delle partite decisive. Nel silenzio quasi surreale dello stadio di Riad, con le luci del deserto a fare da cornice, gli azzurri hanno dimostrato di saper “ballare” anche lontano da casa, portando a Napoli un trofeo che rafforza entusiasmo, fiducia e ambizioni per il resto della stagione.