Classe, stile ed eleganza. In quel di Lisbona, sponda Sporting, ci sanno fare con i talenti e non a caso ne hanno lanciato tantissimi nel corso di questi anni. L'ultimo emigrato dalla compagine portoghese è Joao Mario, uno dei tanti talenti messi in mostra dalla nuova generazione portoghese che ha toccato il tetto d'Europa dopo anni e anni di duro lavoro. E' reduce da una stagione travagliata e al di sotto delle sue potenzialità, ma è una transizione che necessita di questi piccoli incidenti di percorso per la maturazione. Il portoghese ha alle spalle l'etichetta di "Mister 50 milioni" e passare dal campionato lusitano a quello italiano non è mai facile, soprattutto per un classe '93. C'è da dire anche che la sua esperienza all'Inter è stata piuttosto confusionale, visti i continui cambi di allenatore che lo hanno costretto a svariare in diverse soluzioni tattiche. Con Spaletti, però, sembra essere scoccato un feeling particolare che lo ha portato al cosiddetto "ritorno alle origini". Joao Mario, infatti, è pronto ad esplodere definitivamente perché giocherà nel ruolo a lui tanto caro, ossia il trequartista. Da inizio ritiro predilige in posizione avanzata, con il tecnico che ha compreso che così è più libero di svariare, aiutando anche quando viene schierato in mediana.

Come e dove utilizzare il portoghese? Le sue caratteristiche si sposano perfettamente con la filosofia di gioco dell'allenatore e ci sono buone possibilità di assistere alla sua definitiva consacrazione. Nel 4-2-3-1 partirà da trequartista, in quel che si prospetta una sorta di Nainggolan. I suoi tempi d'inserimento e la sua ottima visione saranno di vitale importanza per innescare i tagli degli esterni e i movimenti in profondità di Icardi. All'occorrenza potrà rivestire i panni del rifinitore davanti alla difesa, anche perchè le caratteristiche per agire in quel ruolo non gli mancano. Buon mix di quantita e qualità, la classica geometria e una buona facilità di corsa lo rendeno idoneo per tornare in quella posizione, sposata qualche anno fa con lo Sporting Lisbona.

Possiamo definirlo come il "tuttocampista" di Spalletti, una sorta di jolly che è pronto ad esplodere. E' questione di tempo, perché Joao Mario ha dei numeri veramente notevoli e da grandi palcoscenici: uno che è stato acquistato dal Porto non è mai da sottovalutare, meglio ancora se qualche anno più tardi sbarcherà nell'accademia di uno Sporting che lanciò due talenti del calibro di Figo e Cristiano Ronaldo. Se al tutto aggiungiamo la lunga gavetta con il Portogallo (dall'U15 alla prima squadra), verrà fuori il classico calciatore predestinato. L'Inter ha fatto bene a puntare su di lui e i risultati saranno presto visibili al grande pubblico.