"Se qualcosa può andar male, lo farà", ripeteva Arthur Bloch a proposito dei  paradossi pseudo-scientifici che convogliano attorno alla celeberrima Legge di Murphy. A tal proposito, il momento del Milan - ridimensionato dopo la vittoria in Supercoppa Italiana - si avvicina molto al suddetto virgolettato; la vicenda Bonaventura ad esempio, ne è la chiara dimostrazione. 

Giacomo, interprete principe - Jack appunto - del calcio introdotto da Vincenzo Montella al Milan, si sta preparando alla partita con i ferri: in Finlandia, lo attendono per l'intervento chirurgico a cui dovrà sottoporsi dopo il brutto infortunio subito a Udine. Sullo stesso prato dove anche il Grande Alex Del Piero subì lo stop più grave della sua carriera, - era il lontano 1998 - Bonaventura, probabilmente ha lasciato incompiuta la sua stagione in rossonero.
I primi referti medici, parlano di uno stop compreso tra i due ed i quattro mesi. Le ultime voci invece, danno per conclusa la stagione del centrocampista della Nazionale Azzurra, uomo chiave nello scacchiere tattico di Montella. 

Bonaventura dolente a terra. Fonte foto: Getty Images Europe.

L'infortunio subito da Jack, pesa come un macigno sull'economia della stagione rossonera: il tendine del lungo adduttore della coscia sinistra lo ha abbandonato, gettando un velo di disappunto sulla panchina rossonera, alle prese con problematiche di ogni genere. 
Ora, senza Jack l'insostituibile, uomo in grado di garantire attraverso spiccate doti di dinamismo copertura, sacrificio, inserimenti e grande qualità, Montella non può far altro che affidarsi ai nuovi.
Deulofeu e Ocampos però, sono calciatori con caratteristiche diverse, non certo paragonabili a quelle del soldato Bonaventura. Il primo, esterno che agisce di fioretto, risulta poco incline a svolgere compiti difensivi. Il secondo, corridore instancabile, non ha lo stesso tempismo negli inserimenti, ne la capacità di giocare all'occorrenza anche da mezz'ala. 

Deulofeu si dispera. Fonte foto: Getty Images Europe.

A differenza di Bonaventura, i due non sono dei grandi ragionatori con il pallone tra i piedi, ma preferiscono agire d'impulso, alla ricerca della verticalità e della giocata ad effetto. Con loro, Ocampos o Deulofeu che sia, Montella sarà costretto a proporre un tridente vero e spregiudicato; un tridente che potrebbe anche mettere in difficoltà un Milan in riserva di carburante, appannato dietro ed ingolfato in avanti. 
Per questo, il tecnico campano dovrà fare molta attenzione nel riassettare l'equilibrio del suo Diavolo: il centrocampo dovrà sostenere un impulso avversario maggioritario rispetto al passato, e in questo momento della stagione, il Milan non può permettersi di compiere altri passi falsi come quelli di Udine. 

In attesa che a Jack, impegnato sotto i ferri, torni il sorriso di un tempo, la palla passa a Montella e ai suoi due moschettieri: Gerard Deulofeu e Lucas Ocampos, una poltrona per due con l'intento di non far rimpiangere l'assenza di Jack l'insostituibile.