Berlusconi vende, no ci ripensa, no concede una proroga, i cinesi non esistono, esistono e Fininvest conosce i loro nomi... sulla vicenda della cessione del Milan a Sino Europe Sports gli ultimi giorni hanno registrato un picco improvviso di voci e teorie legate a questa storica trattativa. Lunga, articolata e complessa e che ha imboccato il rettilineo finale se si rimane ancorati ai comunicati ufficiali e anche alle dichiarazioni delle ultime ore proprio dello stesso Silvio Berlusconi.

Il presidente rossonero è tornato a parlare su Rai Tre della situazione legata al club e ha usato più o meno gli stessi concetti degli ultimi giorni: closing fissato per il 13 Dicembre, se la burocrazia allungherà i tempi e ci saranno garanzie da parte della cordata, nessun problema ad andare all'inizio del 2017 per chiudere il tutto. Berlusconi, però, parla quasi già da ex, da pagina di un libro di storia: "Vendo il Milan ai cinesi? E' già venduto. Ci sono difficoltà per gli acquirenti, che occupano posti di notevole valore all'interno dell'economia cinese, ad ottenere le autorizzazioni previste per l'esporto dei capitali dalla Cina. Il closing è fissato per il prossimo 13 dicembre e, se per caso le autorizzazioni non arrivassero, ove noi avessimo la certezza di capitali depositati da loro presso delle banche internazionali, non avremmo nulla in contrario a rinviare il closing di un mese, un mese e mezzo. I tifosi saranno presto accontentati: io dopo il 13 sarò passato, è un dato di fatto, e Montolivo sarà infortunato per mesi, quindi il Milan dovrebbe vincere tutto."

Berlusconi con Yonghong Li e Han Li, repubblica.it

Tralasciando la frecciatina al popolo rossonero, le dichiarazioni di Berlusconi sembrano abbastanza limpide e di facile lettura e interpretazione. Il Milan è davvero ad un passo dal salire in groppa al Dragone d'Oriente, ma per finalizzare il tutto si deve pazientare, a causa di quella burocrazia che anche in Cina esiste e che non prevede scorciatoie o trattamenti di favore come qualcuno dalle nostre parti potrebbe sospettare. In ogni caso Fininvest e Sino Europe continuano a lavorare in maniera serrata per arrivare al 13 Dicembre per il closing, così come annunciato nei comunicati ufficiali congiunti di qualche settimana. Come è normale che sia, poi, si ragiona anche su un'eventuale alternativa per non farsi trovare impreparati. Qualora, dunque, entro il fine settimana non dovessero arrivare le famose autorizzazioni ecco il piano B. Da quello che filtra nelle ultime ore sembra che Sino Europe, anche su pressione di Fassone, sia pronta a svelare i nomi dei componenti della cordata e a dimostrare in maniera concreta a Fininvest l'esistenza dei 420 milioni del saldo con un deposito presso una banca internazionale di fiducia della controllante di via Paleocapa. Al momento, però, è un'ipotesi. L'intenzione di tutti è di chiudere il 13, come da accordi presi e sottoscritti.