Se Mauro Icardi segna, l’Inter vince; se il capitano resta a secco, restano a secco anche i nerazzurri. Dati alla mano, l’incidenza dell’argentino sui risultati della squadra è impressionante: ad eccezione di Inter-Palermo, in occasione del primo goal in campionato, terminata 1-1, gli autografi di Icardi hanno sempre portato i 3 punti a Milano, contro Pescara, Juventus, Empoli e Torino.

Sempre presente dal primo all’ultimo minuto in tutte le gare di Serie A finora, i risultati degli uomini di De Boer sono indissolubilmente legati alle reti del capitano, ma anche le prestazioni degli undici. Infatti, nelle gare in cui non ha segnato Icardi anche le prestazioni collettive sono state deludenti: è emblematica la sfida contro il Cagliari al Meazza il 16 ottobre, giorno in cui è scoppiata la polemica riguardo alle parole di minaccia contro alcuni ultras contenute nell’autobiografia del calciatore, conclusasi con la vittoria dei sardi dopo che lo stesso Icardi aveva anche sbagliato un calcio di rigore.

Questo legame così forte fino ad adesso non ha pagato più di tanto, visto la deludente posizione in classifica e la gestione dello spogliatoio da parte del tecnico olandese che hanno portato la dirigenza a pensare anche al cambio in panchina. È vero anche che, per caratteristiche, Mauro Icardi ha bisogno del sostegno dei compagni per rendersi pericoloso in zona goal ed i continui cambi di modulo e posizione in campo dei giocatori voluti dall’allenatore creano forse un po’ di confusione in tutto l’ambiente. I pesanti investimenti della nuova proprietà cinese nel mercato estivo miravano ad evitare la dipendenza verso un solo giocatore e quel giocatore così tanto importante è stato anche quello più vicino alla cessione nella sessione di trasferimenti, con il Napoli pronto a fare follie per l’argentino dopo la cessione di Higuaìn.

È certamente troppo presto per dare giudizi definitivi e soprattutto sui responsabili da individuare, anche perché quando una squadra non gira la colpa non è da addossare ad un solo elemento, l’allenatore nella stragrande maggioranza dei casi, ma la pazienza dei tifosi dell’Inter, dopo anni di delusioni, non può durare all’infinito e la soluzione per una svolta deve essere trovata in fretta, anche in ossequio al Financial Fair Play, i cui parametri devono essere rispettati, e dopo gli ingenti fondi spesi è assolutamente necessario centrare la qualificazione alla competizione europea più importante, la Champions’ League.