Stramaccioni ha l'influenza. Quasi un segno premonitore di un esonero già scritto. Nell'aria da mesi, esploso violentemente dopo la disfatta interna con l'Udinese. Si attende solo il colloquio tra il tecnico e il Presidente per rendere tutto ufficiale. Niente Simeone, osteggiato dal clan argentino, solo una telefonata con Mancini, l'ex che tanto piace al patron. Arriverà, a meno di clamorosi colpi di scena Walter Mazzarri. Sarà lui il nuovo condottiero dell'Inter. Apprezzato dai grandi vecchi e da tutto lo spogliatoio. Lui che fin qui non ha mai fallito. Dal miracolo Reggina, salvezza impossibile a fronte di una penalizzazione consistente, alla crescita col Napoli, passando per la Sampdoria. Le imprese in Champions con gli azzurri a testarne la tenuta europea. Tutto d'un pezzo, duro, pratico, uomo d'altri tempi. Non accetta compromessi, pretende il massimo. Sempre. Il tecnico giusto da cui ripartire.

 

3-5-2 il suo modulo prediletto. Necessariamente dovrà partire da qui la riflessione sul futuro mercato nerazzurro. Gli acquisti già conclusi si adattano perfettamente alla sua idea di gioco. Campagnaro è un fedelissimo di Walter. Icardi talento che può esplodere. La ricerca si concentrerà ora sugli esterni e su un centrocampista di livello in grado di completare il reparto. Zuniga è il preferito. Ha il contratto in scadenza nel 2014 e su di lui è forte la pressione della Juve. De Laurentiis vorrebbe monetizzare e spara alto. 10 milioni. Ma il colombiano è tentato da Milano. Dal proseguire l'avventura col suo mentore. Poi Basta e Isla. Il primo era già sul taccuino di Stramaccioni. É senza dubbio uno dei più forti esterni del campionato. Con l'inserimento di qualche giovane si potrebbe fare. Il cileno, in comproprietà tra Juve e Udinese, viene da una stagione difficile, lastricata da infortuni e scelte tecniche che spesso lo hanno costretto ai margini. Ha voglia di cambiare aria e si sta guardando intorno. Non solo Inter però. Anche la Fiorentina e altri club prestigiosi pensano a lui. Si è parlato di un possibile scambio con Ranocchia, sottotono nell'ultima parte di stagione nerazzurra, ma tutto resta nel campo delle ipotesi. Gino Peruzzi, considerato in patria l'erede naturale di Zanetti, continua a essere monitorato, ma il suo status di extracomunitario per ora frena la trasttativa.

 

In mezzo al campo tanti i possibili nomi. Paulinho è da mesi in procinto di lasciare il Corinthians, ma ha preferito restare in patria per preparare al meglio la Confederations Cup. Ora potrebbe partire. Tutto dipenderà dal costo del cartellino. Il preferito di Mazzarri è Nainggolan, ambito anche da Roma e Napoli. Pista difficile, ma l'Inter ci sta provando. Soluzione più abbordabile Fernando del Porto, finito spesso in panchina quest'anno e acquistabile senza un eccessivo esborso economico. Sarà comunque un giocatore di spessore. Una diga da piazzare davanti alla difesa per liberare l'estro di Kovacic. Guarin sarà l'Hamsik nerazzurro, per questo l'ex tecnico del Napoli lo ha inserito da subito nella lista degli incedibili, così come Handanovic. Impossibile trovare in circolazione un portiere all'altezza dello sloveno.

 

Con il cambio della guardia in panchina potrebbe avere un'altra chance anche Antonio Cassano, nonostante le sue ultime parole sappiano di addio. Il problema è il rapporto coi compagni, che è andato via via deteriorandosi nel corso dell'anno. Critiche le posizioni di Jonathan, discreto nel finale di stagione, e Pereira. Sull'urugaiano pesa anche l'esborso economico. Più di dieci milioni spesi dalla società per accaparrarselo. Alvarez, in caso di offerta congrua, partirà. Nessuna preclusione per la vecchia guardia. Da Cambiasso a Samuel. Si valuterà caso per caso e se meriteranno saranno della partita.

 

Resta l'incognita giovani. Mazzarri non ha mai puntato molto sui talenti in erba (vedi il caso Vargas a Napoli), preferendo non rischiare su giocatori non ancora considerati pronti. All'Inter rientreranno da infortuni e prestiti Duncan, Longo, Obi e tanti altri. Si deciderà su chi scommettere definitivamente e chi invece mandare a farsi alle ossa in qualche club di A. Potrebbe essere questo il caso di Bardi, potenziale fuoriclasse, chiuso da Handanovic, ma incedibile per la dirigenza nerazzurra. Il discorso non riguarda invece Kovacic, che ha già calcato palcoscenici importanti in Champions League e ha dimostrato di non soffrire il battesimo a San Siro.