AEK ATENE – RIJEKA 2-2
Aek Atene (4-3-3): Anestis, Galo (Livaja, min. 30), Vranjes, Chygrysnky, Lopes; Galanoupulos (Kone, min. 68), Simoes, Bakakis; Christodouloupulos (Rodriguez, min. 85), Arajuo, Bakasetas.
Rjieka (4-3-3): Prskalo; Vesovic, Zuparic, Elez, Zuta; Bradaric, Males, Pavicic; Acosty (Kvrzic, min. 70), Gavranovic (Puljic, min.81), Gorgon.

Primo tempo particolarmente favorevole al Rijeka, che nei primi quarantacinque minuti riesce a mettere alle corde i greci dell’AEK Atene. Già all’ottavo infatti gli ospiti passano in vantaggio grazie a Gorgon, che di testa batte i centrali greci sovrastandoli fisicamente. Sulle ali dell’entusiasmo, l’esterno sinistro continua a rendersi pericolosissimo, come conferma la traversa che al 21’ gli impedisce di fare doppietta. Poco male, comunque, considerando che cinque minuti dopo il 20 ospite batte Anestis con un missile terra-aria. Prima del duplice fischio, l’AEK Atene alza però la testa: a fare 1-2, ci pensa infatti Arajuo, che imbeccato da Bakakis accorcia le distanze.
Seconda frazione che vede un AEK più combattivo, deciso a conquistare quel punto che le consentirebbe di tenere a debita distanza i rispettivi avversari. Tale atteggiamento porta i padroni di casa a segnare al 55’, quando è Lazaros Christodouloupulos a battere Prskalo con un colpo di testa davvero imponente. All’ora di gioco, ancora Arajuo in goal, l’arbitro però annulla tutto. Succede davvero poco fino al novantesimo, con le due formazioni che si dividono la posta in palio: greci che salgono a quota 7 e restano secondi, Rijeka indietro a 4.

Esultanza dei giocatori dell'AEK Atene | Photo: profilo Twitter AEK Atene

BRAGA – HOFFENHEIM 3-1
Braga (4-3-3): Matheus; Goiano, Ferreira, de Silva, Jefferson; Fransergio, Danilo, Vukcevic; Esgaio, Fernandes (Sousa, min. 71), Teixeira (Martins, min. 77).
Hoffenheim (3-5-2): Baumann; Posch, Vogt, Nordveidt (Gnabry, min. 47); Zuber (Szalai, min. 63), Demirbay, Grilltisch, Geiger (Uth, min. 52), Schulz; Amiri, Kramaric.

Al 1’ subito portoghesi vincenti e pericolosi con Goiano, che da vero rapace dell’area di rigore piomba su un pallone vagante e supera Baumann con un tiro abbastanza centrale. Per tutta la restante parte di frazione, l’equilibrio domina incontrastato: i tedeschi, infatti, non riescono a superare l’arcigno Braga, che dando forza di educazione tattica riesce a frenare tutte le velleità offensive dell’Hoffenheim.
Secondo tempo ugualmente equilibrato, come se le due compagini sia accontentassero di un risultato tutt’altro che favorevole ai tedeschi. Dopo i cambi, l’Hoffenheim inizia a girare meglio, pungendo al 69’ con un tiro di Uth messo in corner da Matheus. Poco male, comunque, per gli ospiti, che cinque minuti dopo pareggia proprio grazie ad un guizzo di Uth. Compattandosi, il Braga ritorna subito in avanti all’82’, quando è Fransergio ad agganciare e a battere Baumann. Nella fase finale c’è ancora spazio per la rete del Braga, con Fransergio che sul finale si regala una doppietta. Braga che resta dunque primo, Hoffenheim ultimo.

Azione di gioco tra Braga ed Hoffenheim | Photo: twitter Sporting Braga

LUDOGORETS – BASAKSEHIR 1-2
Ludogorets (4-4-1-1): Renan; Cicinho, Plastun, Moti, Natanael; Wanderson, Anicet, Goralski (Campanharo, min. 82), Lukoki (Keseru, min. 46); Marcelinho, Vura.
Basaksehir (4-2-3-1): Gunok; Caicara, Attamah, Epureanu, Erdem; Inler, Kahveci; Visca (da Costa, min. 94), Napoleoni (Mossoro, min. 67), Frei; Erdinc (Elia, min. 88).

Trasferta particolarmente favorevole, per i turchi, che già nel primo tempo fanno capire chi comanda ai malcapitati padroni di casa del Ludogorets. Dopo un goal annullato per fuorigioco, gli ospiti passano in vantaggio al ventesimo con Visca, il cui tiro fa il pari col suo perfetto inserimento in aria. Appena sette minuti dopo, il Basaksehir festeggia grazie a Frei, che ringrazia una deviazione fortunosa al momento di concludere.
Secondo tempo più favorevole al Ludogorets, con il collettivo di casa pronto ad impegnare Gunok al 47’, quando è Wanderson a concludere senza fortuna da ottima posizione. Poco male, comunque, per i padroni di casa, che cinque minuti dopo l’ora di gioco accorciano grazie ad un preciso tocco di testa di Marcelinho. Fino al novantesimo, comunque, la gara non si sblocca, anche se sono molte le occasioni che tengono col fiato sospeso i tifosi presenti. Tra le più importanti, segnaliamo il guizzo di Frei al 90’, che trova la decisa risposta di un Renan lucido nell’evitare un pesante passivo. Ludogorets che conserva il secondo posto, Basaksheir che sale a -3.

Photo: twitter Ludogorets

                                                                                

MACCABI TEL AVIV – SLAVIA PRAGA 0-2
Tel Aviv (4-4-2): Rajkovic; Yeini, Tibi, Ben Haim, Davidzada; Battocchio (Susic, min. 75), Peretz, Rikan (Golasa, min. 60), Micha; Schoenfeld (Atar, min. 60), Kjartansson.
Slavia Praga (4-2-3-1):  Lastuvka; Frydrych, Deli, Jugas, Sobol; Ngadeu-Ngadjui, Soucek; Stoch (van Buren, min. 79), Husbauer (Danny, min. 88), Zmrhal; Necid (Skoda, min. 69).

Primo tempo molto nervoso, in Israele, con i padroni di casa che non disdegnano interventi ruvidi e punti con un cartellino giallo. Al 18’ è però lo Slavia Praga a provarci per primo, quando è Zmrhal a colpire in area ma a mandare fuori di poco. Continuando a pressare, alla mezz’ora sono ancora gli ospiti a mettersi in evidenza con Necid, bravo ad agganciare ma poco lucido al momento di battere Rajkovic. Prima del duplice fischio, l’impegno dello Slavia viene massimamente premiato: a fare 1-0, infatti, è Husbauer, che dai venti metri lascia partire un tiro imparabile per Rajkovic.
Secondo tempo ancora a fortissime tinte slave, ancora con Husbauer che al 54’ batte il portiere con una conclusione potente ed angolata. Destandosi dal torpore, nella seconda fase di tempo è il Maccabi Tel Aviv ad imporsi, sfiorando spesso la rete con i propri calciatori: al 68’ è Atar a concludere ma a trovare la traversa, appena un attimo dopo il neo-entrato ci riprova, trovando però solo un corner. Succede poco altro fino al novantesimo, con il Maccabi che resta in coda a quota 1. Sale di posizione e diventa secondo, invece, lo Slavia Praga.

Lo Slavia Praga attacca | Photo: twitter Slavia Praga

PARTIZAN – YOUNG BOYS 2-1
Partizan (4-4-2): Stojkovic; Vulicevic, Miletic (73), Mitrovic, Miletic (26); Jankovic, Bilher, Jevtovic, Pantic (Ilic, min. 82); Ozegovic (Radin, min. 79), Tawamba (Ostojic, min. 89).
Young Boys (4-4-2): Ballmoos; Mbabu, Nuhu, Wuthrich (Fassnatch, min. 85), Benito; Ngamaleu, Sow, Aebischer, Sulejmani; Assalé, Nsame (Hoarau, min. 69).

Primo tempo che vede Partizan Belgrado e Young Boys darsi battaglia, generando uno spettacolo equilibrato ma povero di occasioni particolarmente di rilievo. A segnare per primi sono i padroni di casa al 12’, con Jamba che ringrazia Jankovic per il preciso calcio di punizione e che piazza in rete un pallone leggermente deviato dal suo marcatore. Affatto inclini ad accettare una sconfitta, al 25’ sono gli svizzeri a pareggiare i conti, quando è Moumi a fiondarsi con un puma sul pallone e a fare 1-1.
Seconda frazione in cui la maggior classe del Partizan Belgrado inizia a delinearsi in maniera inevitabile, con i padroni di casa che al 53’ ripassano in vantaggio grazie ad un preciso colpo di testa di Ozegovic imbeccato, però, dall’ottimo cross di Pantic. Riassestandosi lentamente, gli svizzeri ci provano solo al 75’, quando è Ngamaleu a trovare da posizione centrale la decisa risposta di Stojkovic. Dopo l’idea del calciatore ospite, succede poco altro: il Partizan festeggia la vittoria confermandosi seconda forza del girone, svizzeri ultimi.

Photo: twitter Young Boys

SHERIFF TIRASPOL – ZLIN 1-0
Sheriff (3-5-2): Mikulic; Racu, Posmac, Kulusic; Susic, Brezovec (de Noijeer, min. 70), Anton, Kendysh, Cristiano; Badibanga, Jairo.
Zlin (4-4-2): Zlamal; Matejov, Baco, Gajic, Bartosak; Ekpai (Holzer, min. 53), Hnanicek, Jiracek, Dzafic; Zeleznik, Mehanovic.

Primo tempo equilibrato ma favorevole allo Sheriff, che al 18’ sfrutta la prima chance di gara mettendo la palla dentro grazie a Jairo, che conclude ottimamente in rete e batte l’incolpevole Zlamal. Fino al duplice fischio, nessun’altra emozione particolare: lo Zlin manca infatti del plus per far male, il Tiraspol controlla senza particolari problemi.
Seconda frazione ugualmente incerta, con le due formazioni che non riescono a scardinarsi fino all’ora di gioco. Per assistere ad una conclusione pericolosa bisogna infatti aspettare fino al 66’, quando è un bolide di Mehanovic a trovare la traversa. Cinque minuti dopo, invece, è il turno di Badibanga, che tira non trovando però lo specchio della porta. L’ultima azione di un secondo tempo abbastanza equilibrato capita ancora sui piedi di Badibanga, che a botta sicura trova la decisa risposta di Zlamal. Sheriff che si conferma primo della piazza, Zlin che resta ultimo.

Source photo: twitter Zlin

SKANDERBEU – DINAMO KYEV 3-2
Skanderbeu (4-3-3): Shehi; Vangjeli, Radas, Aliti, Mici; Muzaka, Osmani (Nimaga, min. 70), Lilaj; Gavazaj (Taku, min.72) , Ali Sowe (Dita, min. 90), Adeniyi.
Dinamo Kiev (4-4-2): Bushchan; Kedziora (Rusyn, min. 72), Khacheridi, Kadar, Pivaric; Tsygankov, Korzun (Shaparenko, min. 60), Shepeliev, Morozyuk; Moraes, Besedin.

Lontani dal proprio stadio, gli albanesi dello Skanderbeu non sceglie di essere la vittima sacrificale della Dinamo Kiev, che al 16’ passa comunque in vantaggio grazie ad una rete da vero cecchino di Tsygankov. Gli albanesi però, come detto, mettono in difficoltà i più forti avversari e due minuti dopo pareggiano con Lilaj, che tira dalla distanza e gioisce anche grazie ad una deviazione fortunata. Prima del duplice fischio, altre due occasioni, una per parte: al 40’ è Moraes a sparare alto, tre minuti dopo stessa sorte capita ad Ali Sowe.
Secondo tempo ancora positivo per gli albanesi, che facendo leva sulla voglia di secondo posto metto alle corde i più forti avversari della Dinamo Kiev. Attaccando, al 53’ lo Skanderbeu passa in vantaggio grazie a James, che ringrazia Ali Sowe battendo Bushchan. Appena quattro minuti, la prima punta scrive il proprio nome sul tabellino dei marcatori, scattando sul filo del fuorigioco e battendo il portiere avversario con un goal da prima punta. Nell’ultima parentesi di gara, dopo tanto equilibrio, la Dinamo cerca di animare il clamoroso pareggio con Rusyn, che al 95’ spara rasoterra e trova il definitivo 2-1. Poco male, comunque, per gli ucraini, ancora primi. Albanesi che invece continuano a sperare. 

Photo: twitter Dinamo Kiev France