Un punto che non accontenta fino in fondo nessuno, in una partita dove è la noia a dominare. Gara da dimenticare, quella tra Eintracht Francoforte e Amburgo, che chiude il sabato della 25esima giornata di Bundesliga. Uno 0-0 probabilmente già scritto emerge dalla serata della Commerzbank-Arena, un punteggio frutto di un match scialbo e non memorabile.

Le scelte - Torna Fabian dal primo minuto nell'undici di Kovac, mentre Marco Russ prende il posto dell'infortunato Hasebe, rientrando da titolare  per la prima volta dopo aver sconfitto il tumore. Si rivede anche Abraham, Oczipka torna sulla corsia mancina. Gisdol si affida ai fedelissimi, con Wood unica punta e i tre fantasisti dietro. Confermati Sakai ed Ekdal in mezzo, Jung rileva Mavraj in difesa. Stesso identico undici che settimana scorsa ha battuto il Gladbach per 2-1.

In controtendenza rispetto alla media stagionale, i padroni di casa premono subito sull'acceleratore, ma gli ospiti non sono da meno. La prima conclusione dell'incontro è frutto di un assolo di Holtby, il suo mancino scivola però sull'esterno della rete. L'illusione dei ritmi alti dura solo dieci minuti, l'Eintracht torna presto a controllare tentando verticalizzazioni improvvise, sulle quali è spesso Adler a uscire. Alla mezz'ora, il primo campanello dalle parti del portiere dell'HSV: Rebic dalla linea di fondo crossa di prima, Hrgota taglia al centro e calcia al volo mandando alto di poco. Nel quarto d'ora finale subentra anche un pizzico di nervosismo, la gara non ha continuità fino al duplice fischio di Cortus, che sancisce il termine di un primo tempo abbastanza molle.

Chandler e Wood. | Fonte immagine: Twitter @Bundesliga
Chandler e Wood. | Fonte immagine: Twitter @Bundesliga

Contrariamente alla frazione d'apertura, il secondo tempo inizia con poca intensità, solo uno spunto dalla destra che genera un colpo di testa di Rebic, alto di poco, anima la gara. Incorna anche Abraham, da corner, anche lui fuori dai pali. L'Amburgo prova ad allungarsi inserendo Gregoritsch al posto di Holtby, riuscendo a ripartire all'ora di gioco: Kostic viene steso in area da Abraham, l'arbitro lascia correre, ma i dubbi permangono. La gara si trascina in avanti (letteralmente), ancora da corner l'Eintracht semina il panico nell'area avversaria, devono immolarsi in due per respingere la botta di Hector in piena area piccola; il giamaicano ha però una seconda opportunità, stavolta sono decisivi i riflessi di Adler.

La prima conclusione degna di questo nome per la squadra di Gisdol arriva a sette dal termine, peraltro da piazzato: Gregoritsch si inventa una botta da 30 metri che sfiora la traversa, comunque sotto il controllo di Hradecky. Nel finale qualche mossa, ma nessuna grande occasione, anche perchè Adler neutralizza il cross basso di Blum a cinque secondi dal termine. Termina, giustamente, a reti bianche.