Nel nostro viaggio all'interno dell'Ncaa e dei suoi migliori prospetti in ottica NBA Draft abbiamo già incontrato per due volte la squadra di Duke con Wendell Carter Jr e Marvin Bagley III. A loro due va aggiunto anche il terzo big three: Gary Trent Jr. Di come la guardia di Apple Valley sia stata decisiva nella scelta di Durham dell'amico Carter Jr ne abbiamo già parlato, oggi bisogna analizzare cosa fa in campo il numero due dei Blue Devils.

La squadra allenata da Coach K è molto giovane, solo tre giocatori non sono al loro primo anno e l'unico realmente importante è Grayson Allen, e quindi pecca di inesperienza in alcune partite. La giovinezza, però, è ben bilanciata dalla forza mentale dei propri atleti e Gary Trent Jr è uno di quelli che quando ce n'è bisogno tira fuori gli attributi. La guardia tiratrice classe 1999, figlio di quel Gary Trent visto anche a Roma nel 2005, è stato inserito nel 2016 nei prospetti più fulgidi del continente a stelle e strisce da Espn, Rivals e Scout.com, rivelando poi le sue intenzioni di andare a Duke sempre nello stesso anno e firmando la lettera d'intenti. Trent Jr è stato All American nel 2017 e ha vinto un oro Mondiale con la selezione statunitensi Under17, mentre con la Under16 ha vinto il trofeo delle Americhe diventandone anche l'Mvp.

Dicevamo, però, della sua forza mentale. Un'attitudine che si è palesata nel primo viaggio stagionale di Duke, quando, contro Indiana, in una serata pessima al tiro che lo vedeva protagonista di un deprimente 0-6 a tre minuti dalla sirena, smette di tirare dall'arco per cercare la penetrazione trovando il fallo e trasformando i due liberi. Quella giocata ha smosso i Blue Devils che da lì in poi hanno trovato fiducia e carica per andare a vincere la partita della Assembly Hall. Una prestazione che ha spinto Coach K ad elogiarne la tenacia al termine del match: "Gary Trent, he could not hit a shot, but then he got that steal and he got fouled and hit two free throws. I’m proud of him because freshmen, if they’re not hitting, they can go, ‘That’s it. It’s not a good day.’ But that’s not him". Per capire ancor di più la particolarità di quella serata e la straordinaria reazione avuta da Trent Jr, si deve sapere che il tiro dall'arco è il marchio di fabbrica della guardia proveniente da Prolific Prep e la sua importanza è ancor più rimarcabile poiché, di fatto, lui è la quarta opzione offensiva della squadra. L'attacco di Durham infatti è guidato principalmente da quelle due macchine da guerra che corrispondono ai nomi di Bagley e Carter Jr, con Allen a fare da terzo violino offensivo, riducendo la guardia ad essere la quarta opzione. Tuttavia, Coach K ha studiato e trovato il modo di tenerlo in ritmo per tutta la partita favorendone l'isolamento o l'uscita dai blocchi, situazioni in cui Trent Jr tira rispettivamente con il 54.5 eFG% ed il 50%FG. Il figlio d'arte non sarà certamente Ray Allen o Klay Thompson, ma la minaccia da tre è reale.

All'abilità da tre punti, che lo rende un piatto ricco per molte squadre NBA (i Knicks, per esempio), a renderlo una possibile ottima chiamata è la sua versatilità. Trent Jr ha mostrato in questa stagione di poter fare tranquillamente il role player e switchare, quando serve, diventando la stella polare del sistema di Duke, come accaduto nella trasferta di Boston dove ha messo a segno 25 punti o contro Miami in cui ha realizzato il career high di 30 punti.

Tuttavia, ogni giocatore ha dei punti deboli e ancor di più al college. Il numero due dei Blue Devils non eccelle nello smazzare assist, 1.4 di media in stagione - un po' pochi per una guardia - e nel prendere rimbalzi, soprattutto in difesa. Questi due aspetti lo hanno fatto scendere nei vari mock draft, ma la sua pick non dovrebbe valere meno della quindicesima scelta e potrebbe salire di molto in base alle prestazione che offrirà nella March Madness.

(Dichiarazione Coach K presa da Duke Chronicle; Dati statistici Accsport.com)