Anche la Summer League NBA 2017 è andata agli archivi, con la vittoria finale dei Los Angeles Lakers sui Portland Trail Blazers. Diversi i protagonisti della rassegna estiva a stelle e strisce, tra i rookie appena scelti al Draft e prospetti ancora giovani desiderosi di mettersi in mostra per guadagnare visibilità e spazio nelle rispettive franchigie di appartenenza. Ecco i migliori prospetti della Summer League appena conclusa: 

Lonzo Ball (Los Angeles Lakers, Point Guard)

L'attesissimo prodotto da UCLA si è aggiudicato il riconoscimento di MVP dell'edizione 2017, confermando tutte le sue doti di tiratore. Non si è depresso dopo un esordio da dimenticare, ha dato via la palla con estrema naturalezza, dando la sensazione di essere sempre sotto controllo. La sua meccanica di tiro è rivedibile, così come i margini di miglioramento nello shooting range. 

Lonzo Ball. Fonte: Garrett Ellwood/NBAE via Getty Images

Jayson Tatum (Boston Celtics, Small Forward)

Ha spiegato a tutti perchè i Boston Celtics lo hanno scelto alla numero tre, preferendolo anche a Josh Jackson. Velocissimo di piedi, ha impressionato per la doppia dimensione perimetrale e interna, che lo caratterizza. Ottimo tiratore, inarrestabile in campo aperto, può ancora salire di colpi in difesa e come passatore, ma è parso nettamente il giocatore più completo del lotto.

Jayson Tatum. Fonte: Ethan Miller/Getty Images

John Collins (Center, Atlanta Hawks)

Gli Atlanta Hawks di Mike Budenholzer possono pensare a ricostruire partendo da questo ragazzone proveniente da Wake Forest. Atletismo e fisicità non gli fanno difetto. Un paio di schiacciate clamorose hanno impressionato scout e critici: talento grezzo, tutto da svezzare, ma dal gran potenziale. Da verificare dal punto di vista difensivo. 

John Collins. Fonte: David Dow/NBAE via Getty Images

Dennis Smith (Dallas Mavericks, Point Guard)

Playmaker dalle caratteristiche opposte rispetto a quelle di Ball, Smith ha confermato di essere una guardia esplosiva, capace di arrivare al ferro con estrema facilità, chiudendo assorbendo i contatti. Buon tiratore, si è dato da fare anche in difesa, al punto che la scelta numero nove al Draft è parsa un affare per i Mavs, un po' meno per chi lo ha scartato. 

Dennis Smith. Fonte: Garrett Ellwood/NBAE via Getty Images

Kyle Kuzma (Los Angeles Lakers, Power Forward)

Nominalmente sarebbe un'ala grande, ma la scelta numero ventisette al Draft dei gialloviola, proveniente dall'University of Utah, ha mostrato di non avere un ruolo predefinito. Rimbalzi e difesa non sembrano un problema, così come mettere palla per terra nonostante la stazza. Si è inventato anche realizzatore, integrandosi alla perfezione con Ball e compagni. Candidato alla steal of the Draft. 

Kyle Kuzma. Fonte:Ethan Miller/Getty Images 

Donovan Mitchell (Utah Jazz, Shooting Guard)

Due sole partite per il nuovo giocatore dei Jazz, destinato ad assumere l'eredità di Gordon Hayward a Salt Lake City. Abile a trattare la palla, buon tiratore, con un eccellente atteggiamento sui due lati del campo, Mitchell sembra perfetto per il sistema di coach Quin Snyder. 

Donovan Mitchell. Fonte: Melissa Majchrzak/NBAE via Getty Images

 Caleb Swanigan (Portland Trail Blazers, Power Forward)

Se Portland ha fatto tanta strada in Summer League, giungendo fino in finale, lo deve anche e soprattutto a Swanigan, lungo ben strutturato dal punto di vista fisico, dominante a rimbalzo e nel pitturato, può migliorare nel range di tiro e nella capacità di trattare la palla nel traffico. 

Caleb Swanigan. Fonte:Ethan Miller/Getty Images 

Josh Jackson (Phoenix Suns, Small Forward)

Forse ci si attendeva di più da una quarta scelta assoluta al Draft, ma Jackson, finito ai Phoenix Suns dopo diverse incomprensioni con Danny Ainge dei Boston Celtics, ha mostrato lampi di talento. E' un two way player, solido, duro, spettacolare quanto serve, buon passatore, con un tasso di atletismo fuori dalla norma. 

Josh Jackson. Fonte: David Dow/NBAE via Getty Images

Bryn Forbes (San Antonio Spurs, Shooting Guard) 

Già visto lo scorso anno con la maglia degli Spurs, Forbes sembra essere un realizzatore nato. Gran tiratore dall'arco, può costruirsi tiri credibili anche dal palleggio. Gli fanno difetto stazza e fisicità, soprattutto nella metà campo difensiva, ma mettere punti a referto in Summer League non è stato un problema.

Bryn Forbes. Fonte: Ethan Miller/Getty Images

Luke Kennard (Detroit Pistons, Shooting Guard)

Per Kennard, prodotto da UCLA, vale in buona misura il discorso fatto per Forbes. Tiratore da tre eccezionale, capisce il gioco e sa come spaziarsi in attacco. Buon trattatore di palla, in alcuni casi playmaker ombra, aggiungerà razionalità al quintetto di Stan Van Gundy.