Sette titoli Nba (due con la maglia degli Houston Rockets, tre con quella dei Los Angeles Lakers, due con i San Antonio Spurs), e ora una vita da ambasciatore del basket a stelle e strisce in giro il mondo. L'ultima tappa globale di Robert Horry, anche noto come Big Shot Rob (indimenticabile il tiro da tre punti di gara-5 delle Nba Finals 2005 tra Detroit Pistons e Spurs) è la Spagna, terra di grande cultura cestistica, un'occasione per parlare dei giocatori iberici nella lega di pallacanestro più famosa al mondo.

"Il basket spagnolo è ad alti livelli da molto tempo - le parole di Horry riportate dal quotidiano Marca - anche se recentemente ha dovuto fare a meno di Marc Gasol a causa dell'infortunio al piede. Marc ha molto talento, tornerà più forte che mai nella prossima regular season. Al momento lui è superiore al fratello Pau, che è stato per anni al top dell'Nba ma ora è calato un po' per fattori anagrafici. Invece Marc in questi anni sta dando il meglio di sè ed è davvero un giocatore dominante. Per me è un piacere essere qui in Spagna (a Granada, ndr), ho avuto la fortuna di avere una carriera Nba assolutamente fantastica, che mi sono goduto da giocatore e che ora mi consente di visitare posti straordinari come la Spagna, località in cui avrei già voluto trascorrere del tempo in passato e che sono ancora più belle di quanto si possa intuire tramite Internet. Ormai l'Nba è sempre più internazionale: d'altronde negli ultimi anni ci sono state prime scelte assolute al Draft di giocatori non americani, ma canadesi. E' un esempio della globalizzazione di questo gioco, un processo che ha avuto inizio alle Olimpiadi di Barcellona del 1992, con l'impatto mediatico del Dream Team". Per quanto riguarda i giocatori dell'Nba attuale, Horry non crede che sia qualcuno che possa raggiungere il suo score di sette titoli vinti, "perchè l'unico che poteva farlo era Kobe Bryant, che però si è appena ritirato".

"Nella mia vita ho giocato insieme e contro a tanti fuoriclasse: il più forte è stato Michael Jordan, poi Magic Johnson. Shaquille O'Neal era una forza della natura, qualcosa di inarrestabile, ma Hakeem Olajuwon è stato il centro più dominante che abbia mai visto. Dell'Nba di oggi mi piace molto Kyrie Irving, per il suo ball-handling e per il suo stile di gioco, che lo fa essere uno dei giocatori più divertenti. Ovviamente tra i più forti c'è anche Stephen Curry, che sta dominando l'Nba insieme a pochi altri". E proprio Curry ha parlato nelle ultime ore dei nuovi Golden State Warriors con Kevin Durant: "Se mi prenderò meno tiri con KD in campo? No, ho fatto bene i conti, ho analizzato le statistiche avanzate e...no - le parole dell'MVP - ognuno si prenderà i suoi tiri, anche Kevin, vedrete che troveremo un modo per far funzionare il nostro sistema. Noi superfavoriti? E' ciò che la gente si aspetta da noi: giochiamo per vincere, il resto passa in secondo piano, in particolare dopo quello che è accaduto lo scorso anno, con le 73 vittorie in regular season e la serie finale conclusasi a gara-7. Credo che il nostro livello di concentrazione, di tensione e di fame dovrà essere sopra la media, e spero che nessuno vada nel panico quando perderemo qualche partita, perchè le perderemo. Quest'anno ci saranno cambiamenti importanti, ma la nostra chimica di squadra è buona e la profondità del roster sarà fondamentale. Ognuno di noi ha il suo ego, crediamo tutti di essere i migliori, abbiamo grande fiducia nelle nostre possibilità, ma ci interessa una sola cosa: vincere il titolo di squadra. Ora sappiamo cosa si prova quando si perde, e non vogliamo tornare a provare quelle sensazioni. Perciò credo che i nuovi Warriors funzioneranno. Ci vorrà del tempo, ma il nostro sistema funzionerà".