La deadline del 18 Febbraio per il mercato NBA si avvicina e gli oggetti del desiderio non sono sempre e solo i giocatori. Parliamo infatti dei Brooklyn Nets del magnate russo Mikhail Prokhorov che, licenziati Billy King e Lionel Hollins, rispettivamente ex GM e head coach, è ancora alla ricerca dei sostituti ideali.

Per la panchina sembrano attualmente in lizza per il posto Jeff Van Gundy, ex allenatore di Knicks e Rockets e attualmente commentatore per ESPN, Tom Thibodeau, ex dei Chicago Bulls ed il neo allenatore della nazionale azzurra Ettore Messina, attualmente assistente allenatore di Gregg Popovich a San Antonio.

L’allenatore nato a Catania sembra avere più di un filo conduttore col proprietario della franchigia newyorkese: infatti Prokhorov è stato per anni il proprietario del main sponsor del CSKA Mosca, oltre ad avere una parte delle quote societarie della squadra stessa,  anche quando sulla panchina russa sedeva proprio il coach azzurro, segno che la dirigenza Nets conosca molto bene le doti e la mentalità vincente dell’assistente allenatore di Popovich.  Inoltre il coach italiano ritroverebbe nel proprio roster il “Mago” Andrea Bargnani, che vedrebbe quindi una speranza di ridare una spinta alla propria carriera nella massima lega americana che sembra giunta al capolinea. Infine la visibilità che acquisita durante l’All Star Weekend da Ettore Messina (“Ettorre” direbbe lo speaker di Toronto), che ha guidato la rappresentativa del “resto del mondo” nella gara del Venerdì, fa presagire che il passo per il posto da capo allenatore su una panchina NBA non è più solo un sogno. Un obiettivo che Messina si è sempre posto e lo ha dichiarato apertamente più di una volta e che lo porterebbe ad essere il primo allenatore non americano nella storia a predere la guida di una squadra NBA.  La nomina però dell’ ex allenatore delle Vu Nere di Bologna non sembra in cima ai sondaggi. Infatti Messina sembra destinato ad essere l’erede di coach Pop sulla panchina degli Spurs una volta che uno degli allenatori più vincenti della storia del gioco abbandonerà il suo ruolo di capo allenatore della franchigia texana per prendere il comando della nazionale USA dopo le olimpiadi di Rio. Il nome più probabile quindi sembra essere quello di Tom Thibodeau, coach duro, severo e solido, che tanto bene aveva fatto a Chicago portando la squadra a 5 edizioni dei playoff consecutivamente, lanciando il più giovane MVP di sempre, Derrick Rose, e che porterebbe quindi la compattezza e la disciplina che sembra il vero fattore mancante in quel di Brooklyn. Van Gundy infine sembra sul gradino più basso del podio in quanto non sembra intenzionato a riprendere posto su una panchina NBA avendo trovato una propria stabilità come commentatore tv. Ultimo nome da outsider è Chris Mullin, attuale allenatore tra gli altri del giovane talento azzurro Federico Mussini a Sant John’s.

Per quanto riguarda il ruolo di General Manager sono rimasti in 3 a contendersi il posto che fu di Billy King ovvero  Bryan Colangelo, Arturas Karnisovas e Sean Marks. Chiunque verrà scelto non avrà vita facile però in quanto in primo luogo dovrà sopperire ai disastrosi errori di King, due in particolare ovvero il contratto da oltre 24 milioni di dollari a stagione per Joe Johnson e l’impossibilità di avere una scelta al draft fino al 2019, che rendono i Nets una squadra poco mobile al momento parlando in termini sia economici sia di obiettivi sul campo (anche se le due cose spesso vanno a braccetto). Inoltre il futuro Gm non avrà carta bianca sulle mosse da effettuare in quanto Prokhorov detiene il 100% delle azioni societarie avendo sborsato circa 1.5 miliardi di dollari per l’acquisizione totale della franchigia bianconera oltre che del Barclays Center.