Si disputa domani l'edizione numero cinquantuno dell'Amstel Gold Race, la cosiddetta Classica della Birra (per via dello sponsor che la organizza) che apre la settimana delle Ardenne. Cotes, ma in questo caso è più corretto parlare di Berg dato il percorso olandese, che si sostituiscono al pavè delle Fiandre. Rispetto a Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi, l'Amstel è senza dubbio la corsa meno prestigiosa del trittico, ma non per questo meno appassionante per il suo finale incerto ed emozionante.

Dopo vari cambiamenti di tracciato, l'Amstel Gold Race si corre ormai da oltre una decina d'anni con partenza da Maastricht e arrivo a Valkenburg, per un totale di 248 km nell'edizione 2016. Un saliscendi lunghissimo per le strade dell'Olanda, con 34 berg da scalare in meno di sei ore (4.000 i metri di dislivello). Si tratta nella maggior parte dei casi di strappi secchi, con pendenze che superano la doppia cifra di percentuali, e di discese brevi ma tecniche, su un asfalto non sempre perfetto in mezzo alla campagna olandese. Lo snodo cruciale della corsa è il famoso Cauberg, rampa di 1.2 km di lunghezza per una pendenza media del 6%, ma con punte che arrivano anche al 12%, da scalare per ben quattro volte nell'arco della giornata, di cui l'ultima risulta spesso quella decisiva, in quanto il traguardo è situato proprio in cima alla collina. Nonostante si tratti di una gara difficile da controllare, il più delle volte il gruppo dei migliori arriva compatto ai piedi del Cauberg, dove i grandi favoriti si danno battaglia tra scatti e controscatti, in un finale esaltante in cui è importante non forzare troppo presto per non rimanere inchiodati negli ultimi metri di corsa. L'Amstel Gold Race si decide tradizionalmente qui, su queste pendenze adatte ai grandi interpreti delle corse di un giorno, ma nei venti chilometri finali verso Valkenburg bisogna affrontare altre due asperità come il Geulhemmerberg (un chilometro al 5.8% di media) e il Bemelerberg (900 metri al 5%).

Campione uscente è il polacco Michal Kwiatkwoski, che l'anno scorso regolò in volata Alejandro Valverde e Michael Matthews. Il corridore del team Sky partirà con i galloni di favorito insieme al talentuoso australiano dell'Orica Greenedge, mentre lo spagnolo di Murcia sta disputando in questi giorni la Vuelta Castilla y Leòn per preparare al meglio la Liegi. Altro nome attesissimo è quello del padrone di casa Philippe Gilbert, già vincitore tre volte sul traguardo di Valkenburg e particolarmente a suo agio su uno strappo breve e duro come quello del Caubert. Il campione belga si è finora nascosto in questo inizio di stagione, ed è chiamato a dare segnali di vita proprio domani, per cominciare al meglio una delle settimane più importanti dell'anno. Tra i favoriti ci sono poi il catalano Joaquim Rodriguez, l'altro australiano Simon Gerrans, l'irlandese Daniel Martin, già a segno al Giro dei Paesi Baschi, senza dimenticare i giovani Alaphilippe, Jungels, Benoot e l'iridato 2013 Rui Costa. Tra gli italiani da segnalare la presenza di Enrico Gasparotto (in settimana secondo alla Freccia del Brabante) e Damiano Cunego, già vincitori rispettivamente nel 2012 e nel 2008. Altre speranze azzurre sono rappresentate da Diego Ulissi, Diego Rosa, Fabio Felline ed Enrico Battaglin. Ecco di seguito l'albo d'oro recente dell'Amstel Gold Race. 

2006. F. Schleck. 2007. Schumacher. 2008. Cunego. 2009. Ivanov. 2010. Gilbert. 2011. Gilbert. 2012. Gasparotto. 2013. Kreuziger. 2014. Gilbert. 2015. Kwiatkowski.