Una notte che può cambiare il finale

Non sarà mai una partita normale. Torino-Juventus non lo è quasi per definizione, ma questa volta il peso specifico del derby è ancora più grande. L’ultima giornata di Serie A mette davanti due squadre con motivazioni profondamente diverse ma accomunate dalla voglia di chiudere la stagione lasciando un segno.

La Juventus arriva al derby con l’obbligo assoluto di vincere. Il clamoroso ko interno contro la Fiorentina della scorsa giornata ha complicato terribilmente la corsa Champions proprio quando sembrava ormai chiusa. Una sconfitta pesantissima, contro una squadra che non aveva più obiettivi reali di classifica, e che ha riportato paura e tensione nell’ambiente bianconero.

La squadra di Spalletti è attualmente sesta, a pari punti con il Como, e non può permettersi passi falsi. Centrare la qualificazione alla prossima Champions League era l’obiettivo richiesto al tecnico toscano quando, in corsa, ha preso il posto di Tudor. Fallirlo significherebbe trasformare una stagione complicata in una delusione molto più pesante.

Dall’altra parte, però, c’è un Torino che non vuole assolutamente fare da comparsa.

Il Derby della Mole tra Torino e Juventus. Fonte: Getty Images

Il Toro e quel sogno lungo dieci anni

La classifica del Torino è ormai definita. I granata non hanno più nulla da chiedere a questo campionato, ma il derby cancella qualsiasi logica tradizionale. E la possibilità di condannare la Juventus a una stagione senza Champions League rappresenta uno stimolo enorme.

Se non bastasse il peso emotivo della stracittadina, anche questo dettaglio aggiunge ulteriore tensione a una partita già carica di significati. Il Toro vuole regalare una gioia ai propri tifosi e soprattutto interrompere un digiuno che pesa come un macigno.

L’ultima vittoria granata nel Derby della Mole risale infatti al 26 aprile 2015. Più di dieci anni senza riuscire a battere la Juventus. Un’attesa diventata quasi ossessione, un traguardo che per molti tifosi somiglia alla famosa “isola che non c’è”.

Per questo il Torino dovrà buttare il cuore oltre l’ostacolo. Lo stadio sarà una bolgia e l’ambiente granata è pronto a vivere la partita con tutto quello che ha. Perché vincere un derby così significherebbe molto più di tre punti.

Il calore dei tifosi granata nel Derby della Mole. Fonte: Getty Images

Spalletti, Conte e un futuro ancora tutto da capire

In casa Juventus, inevitabilmente, i riflettori sono puntati anche sul futuro di Luciano Spalletti. Nonostante le difficoltà delle ultime settimane, la posizione del tecnico non sembra realmente in discussione. Il recente rinnovo firmato con il club è un segnale chiaro della fiducia della società.

Eppure il calcio vive di equilibri sottili. E l’eventuale addio di Antonio Conte al Napoli potrebbe riaccendere vecchi pensieri nella dirigenza bianconera, soprattutto nella mente di Giorgio Chiellini, da sempre grande estimatore dell’attuale allenatore azzurro.

Sono discorsi che probabilmente verranno affrontati solo dopo la fine del campionato. Prima c’è un derby da vincere e una Champions da conquistare.

Spalletti dovrà però fare i conti con diverse assenze pesanti. Kenan Yildiz non sarà della partita e il candidato principale a sostituirlo è Boga. Fuori anche Bremer, con Gatti pronto a guidare la difesa, mentre a centrocampo Thuram difficilmente recupererà e dovrebbe lasciare spazio a Koopmeiners.

Davanti, invece, ci sarà Dusan Vlahovic. E potrebbe essere la sua ultima notte in maglia bianconera.

Antonio Conte, possibile suggestione per la Juventus. Fonte: Getty Images

Ultima chiamata per Vlahovic

Il futuro del centravanti serbo appare sempre più lontano da Torino. Il rinnovo non è arrivato e, a questo punto della stagione, immaginare una permanenza sembra complicato.

Per questo Torino-Juventus rischia di trasformarsi nell’ultima immagine di Vlahovic con la maglia della Juventus. Una partita dal peso enorme, nella quale il numero 9 avrà il compito di trascinare la squadra verso la Champions League.

Di fronte troverà un Torino aggressivo e motivato, guidato dalla qualità di Vlasic, dalla fisicità di Zapata e dal Cholito Simeone, uno degli uomini più amati da Spalletti ai tempi dello scudetto di Napoli. Sulla fascia ci sarà ancora Rafael Obrador, autore di una stagione positiva anche se il suo futuro in granata resta incerto.

Tutto lascia pensare a una partita sporca, nervosa, intensa. Perché il derby raramente premia chi gioca meglio: spesso premia chi regge di più emotivamente.

E allora il finale perfetto sembra già scritto dal destino. Da una parte una Juventus che si gioca tutto, dall’altra un Torino che vuole interrompere un’attesa lunga dieci anni.

Nel Derby della Mole non conta il passato, non conta la classifica e non contano le promesse. Conta solo chi avrà il coraggio di prendersi Torino.