
Il derby della Capitale non è mai una semplice partita.
È un racconto che si trascina dentro la città per giorni, tra i bar dove non si parla di altro se non del derby e motorini che attraversano Roma con le sciarpe al vento.
Il derby di Roma è appartenenza, identità, orgoglio cittadino. Per una settimana si ride o si soffre in base al risultato, perché la stracittadina ha il potere di cambiare l’umore di un’intera città.
È il Tevere che si divide a metà. Da una parte il giallo e il rosso che cercano un altro assalto all’Europa che conta, dall’altra il biancoceleste ferito, stanco, quasi schiacciato dal peso di una stagione che sembra non finire mai. E allora Roma-Lazio torna a essere quello che è sempre stato: una resa dei conti emotiva, prima ancora che calcistica. Novanta minuti che dividono famiglie, accendono cori, trasformano l’Olimpico in un teatro dove la tensione si sente persino nel silenzio prima del fischio d’inizio.
Roma, il sogno continua
La Roma arriva al derby con entusiasmo e risultati che hanno rimesso i giallorossi in piena corsa Champions.
I capitolini sono a quota 67 punti dopo 36 giornate, appaiati al Milan e vicinissimi alla Juventus, in una lotta apertissima per il quarto posto.
Nelle ultime settimane la squadra ha trovato continuità e gol pesanti, trascinata anche dall’impatto devastante di Donyell Malen. L’attaccante olandese ha completamente stravolto l’attacco romanista con accelerazioni, profondità e una freddezza sotto porta che fino al suo arrivo non possedeva, accendendo le speranze dell’Olimpico.
Nell’ultima uscita contro il Parma ha dimostrato tutto il suo valore andando a prendersi al minuto 101 il rigore decisivo per il 3-2 dei giallorossi, tenendo acceso un sogno che fino a 7 minuti prima sembrava essere svanito.
La sensazione è che la Roma abbia ritrovato fiducia proprio nel momento decisivo della stagione e il derby può diventare il crocevia definitivo per il ritorno nell’Europa più prestigiosa.

Lazio sempre più in crisi
Dall’altra parte c’è invece una Lazio in piena crisi, travolta da una stagione che ha lasciato più rimpianti che soddisfazioni. I biancocelesti sono scivolati lontano dalla zona Europa e mercoledì sera è arrivato anche il colpo più duro: la sconfitta nella finale di Coppa Italia contro l’Inter. Un 2-0 netto, senza appello, impedendo l’accesso ad un posto in Europa League per i biancocelesti e concludendo nel peggiore dei modi un’annata piena di difficoltà.
La squadra è sembrata fragile mentalmente, incapace di reagire nei momenti decisivi e il clima intorno all’ambiente si è fatto pesantissimo. Contestazioni, delusione e il timore concreto di non vedere una luce in fondo al tunnel, stanno accompagnando una Lazio che arriva al derby con più dubbi che certezze.
Proprio per questo, però, la stracittadina potrebbe rappresentare l’ultima occasione per salvare almeno una parte dell’orgoglio, facendo inciampare i "cugini" e facendogli rischiare la qualificazione in Champions League.

Il derby delle coincidenze
Nel lontano 2015 Claudio Lotito chiese lo slittamento del derby al lunedì, così da permettere alla Lazio di riposare dopo la sconfitta in finale di Coppa Italia contro la Juventus.
Quel derby era fondamentale per il secondo posto e quindi per la qualificazione in Champions League, infatti la Lazio si trovava al terzo posto con 66 punti e la Roma al secondo con 67.
All’epoca la seconda classificata andava in Champions League, la terza ai play off e la quarta in Europa League.
La partita finì 2-1 a favore dei giallorossi grazie alle reti di Iturbe e Yanga-Mbiwa, consentendo ai giallorossi di qualificarsi nell’Europa che conta.
A distanza di 11 anni Roma e Lazio si affronteranno nuovamente alla 37° giornata di campionato, con la Lazio che è uscita sconfitta in finale di Coppa Italia, e in una partita che per i giallorossi non varrebbe la Champions, ma di sicuro le consentirebbe di mettere un tassello importante qualora dovesse trovare i tre punti.

E forse è proprio questo il destino del derby di Roma: arrivare sempre nel momento in cui tutto sembra sul punto di cambiare. Perché in questa città il calcio non è mai soltanto calcio, ma memoria, rivincita e identità. La Roma vede la Champions a un passo, la Lazio prova a non affondare definitivamente. Novanta minuti per decidere chi continuerà a sognare e chi, invece, dovrà fare i conti con un’altra estate di rimpianti.

