Diluvio a Milano
L'esultanza al gol di Raspadori

I presupposti del match

Dopo le partite di Juve, vincitrice a Lecce per 0-1 sabato sera, e della Roma con un'incredibile rimonta ai danni del Parma, il Milan era obbligato a vincere per non ritrovarsi a pari punti con i giallorossi e sotto i bianconeri. La partita con l'Atalanta segnava proprio uno spartiacque per la stagione degli uomini di Max Allegri, soprattutto in risposta al KO tecnico contro il Sassuolo. Nel giorno della festa della mamma, e dell'Unione Europea, San Siro sembrava pronto a tutto, ma non a ciò che stava per accadere.

I tifosi in curva sud avevano già organizzato una contestazione ai danni di Furlani, ma non si sarebbero mai aspettati un caos del genere.

Il riassunto del match

L'Atalanta parte forte, fortissima, anche al netto delle dichiarazione pre partita di Palladino che suonano come un addio. Il mister, arrivato a stagione in corso per sostituire i Juric, ha infatti dichiarato di avere la voglia di formare una squadra a sua immagine e somiglianza, ma da parte della dirigenza non ha trovato lo stesso sentore. Anticipiamo così la domanda: ma chi potrebbe prendere il suo posto? Forse Thiago Motta, unico nome che mi viene in mente. La cosa certa è che dopo Gasperini a Bergamo sono un pò confusi.

Detto ciò al 7° minuto Ederson sigla il vantaggio nerazzurro, e incominciano i primi fischi da parte dei tifosi del Milan. La Dea non sembra volersi fermare, al contrario il Milan accusa il colpo. La mossa di Allegri di mettere una punta fisica come Giménez al fianco di Leao (al posto di Pulisic, che non sta giocando una grande stagione) non ripaga come si pensava. Quello che si nota di più, dal lato Milan, è che l'assenza di Modric pesa e non poco. Così come Jashari a Reggio Emilia, Ricci non riesce nell'arduo compito di prendere le redini del croato.

E quindi, nel più totale caos del Meazza, ci pensa Zappacosta a mettere i puntini sulle i e a far cominciare ad andare via i primi tifosi dallo stadio.

FOTO: Loftus e Raspadori in un contrasto di gioco

Il secondo tempo

Al ritorno in campo l'aria non è cambiata, soprattutto perché dopo pochi secondi la Dea è di nuovo pericolosa. Ormai sembra di vedere un Milan spento, quasi che neanche più i giocatori stessi credano alla Champions, mentre dall'altra parte una Dea in estasi, soprattutto perché deve sperare nella vittoria dell'Inter in Coppa Italia per andare in Conference.

Complice un Maignan tutt'altro che perfetto, Raspadori piazza il 3-0 che fa completamente crollare i sogni rossoneri. San Siro si svuota, Leao abbandonato all campo sommerso di fischi dopo un tiro sparato in tribuna, la situazione è tutt'altro che rose e fiori.

Quando tutto sembrava finito, però, in una mischia in area di rigore dell'Atalanta spunta Pavlovic, che fa 1-3. Adesso sembra esserci entusiasmo, così la squadra si riversa tutta in attacco alla ricerca di una rimonta disperata.

E allora eccola la speranza, calcio di rigore per il Milan per un fallo su Nkunku in area di rigore. Sul dischetto si presenta proprio l'attaccante che si era guadagnato il penalty che fulmina Carnesecchi e fa 2-3.

Tutto questo in pieno recuperi, al 3° dei 6 assegnati dal direttore di gara.

Proprio negli ultimi istanti di partita, il Milan protesta per un altro eventuale rigore per un. fallo di mano. Rivedendo il replay, però, si evince ce come il difensore atalantino prende la sfera con il petto.

Triplce fischio, 2-3 per la Dea, Milan a pari punti con la Roma, sotto la Juve e in crisi totale, sportiva, societaria e della tifoseria.

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