"È il 16 marzo 2026, il Vicenza batte l'Inter U23 e torna in Serie B dopo 4 anni di assenza".
Una stagione da sogno
Erano 4 anni che il Lanerossi mancava dal campionato cadetto, 4 lunghi anni di tentativi, sofferenze e speranze infrante su un muro invalicabile che continuava a chiamarsi Serie C. Poi arriva la stagione 2025-2026.
L'eredità di Stefano Vecchi, adesso allenatore dell'Inter U23, passa in mano a Fabio Gallo.
Arriva una stagione quasi perfetta, con 2 sole sconfitte su 31 partite, 6 pareggi e 23 vittorie, 54 gol fatti e 19 subiti.
Poi arriva il 16 marzo e offre una situazione di classifica a dir poco impensabile: il Vicenza è a +17 sul Brescia secondo in classifica, con solo 18 punti rimanenti da poter conquistare.
Il destino scritto per un'ex
Ai ragazzi di Gallo basta vincere per conquistare il campionato e la promozione diretta in Serie B, e dovranno farlo contro l'Inter U23.
Il destino vuole, però, che sulla panchina dei nerazzurri sieda proprio Stefano Vecchi, l'allenatore dei biancorossi che per due anni consecutivi ha sfiorato la promozione nel campionato cadetto.
Allo stadio Romeo Menti di Vicenza, alle ore 20.30, l'arbitro Fabio Rosario Luongo fischia il calcio d'inizio, dando il via alle speranze e ai sogni di un intero popolo.
Al minuto 31 il sogno si avvicina sempre di più: su un pallone spiovente in area, Calligaris esce a vuoto e permette a Capello di spedire in rete di testa il vantaggio biancorosso.
Il secondo tempo recita lo stesso copione: a fare la partita sono i ragazzi di Gallo, che dopo 10 minuti trovano anche il raddoppio. Zonta arriva sul fondo e crossa in area dove Stuckler, lasciato colpevolmente solo dalla difesa nerazzurra, appoggia in rete il 2-0 e sigla il suo undicesimo gol stagionale.
Una promozione diretta conquistata a Marzo, tuttavia, non sarebbe così bella senza un briciolo di paura e sofferenza: al 66' Kamate accorcia le distanze con un cross che, senza deviazioni, beffa Gagno e termina in rete.
La sofferenza finale e la festa del Menti
Il 2-1 dell'Inter mette paura al Vicenza, che fino a quel momento sembrava in totale controllo della partita e che ora rischia di farsi sfuggire una vittoria importantissima.
Un assedio dell'Inter U23, un forcing totale di oltre 10 minuti e un'occasione folle in contropiede per Alessio che, a tu per tu con Calligaris, non sfrutta la palla per il 3-1.
Poi arriva il momento, arriva il fischio finale, arriva la fine della partita, arriva l'inizio della festa.
Il Vicenza conquista la vittoria, conquista il campionato, conquista la Serie B e si regala una notte folle, da sogno. Una stagione perfetta (al 99% almeno) che si chiude con 20 punti di distacco sul secondo posto già a metà marzo.
E ora, con la testa già alla prossima stagione in cui il Lanerossi tornerà, a distanza di 4 anni, a giocare nel campionato cadetto, la festa vicentina è realtà.
Un successo "Made in Vicenza"
Un'altra particolarità del Vicenza di questa stagione è la quantità di giocatori cresciuti nel vivaio, di ragazzi vicentini che hanno contribuito a questo successo.
Dal classe 2004 Pellizzari passando per Alessio, Cavion, Zonta e Vescovi, il club biancorosso è un simbolo di totale appartenenza alla squadra della propria città.
E se si pensa che, fino al 2018, la squadra del patron Stefano Rosso non aveva neanche un settore giovanile, questa è forse la notizia più bella della promozione in Serie B del Vicenza.
Bella, Bellissima e Biancorossa
E allora sì, dopo 4 anni Vicenza può finalmente festeggiare il ritorno in B.
Merito di mister Gallo, merito di capitan Costa, merito del suo (e per ora anche assoluto) capocannoniere Stuckler, merito di tutti i ragazzi entrati sul terreno di gioco anche solo per un minuto.
Ma soprattutto, merito di una piazza che ha saputo reggere l'urto di sconfitte, di occasioni sfumate, di speranze spente all'ultimo istante e che, quest'anno, possono finalmente tornare a sognare ad occhi aperti.
Un Vicenza che centra la promozione a metà marzo si può riassumere solo in un modo: è Bello, Bellissimo e Biancorosso.