All’età di 37 anni il centrocampista croato decide di appendere gli scarpini al chiodo, comunicando il suo addio tramite un lungo messaggio social dove ha ripercorso tutta la sua immensa carriera.

Rakitić pone fine alla propria carriera dopo aver giocato l'ultima stagione con la maglia dell'Hajduk Spalato.

In carriera ha vestito le maglie di Basilea, Schalke 04, Siviglia, Barcellona, nuovamente Siviglia, Al-Shabab e quindi Hajduk.

Una carriera non poco indifferente, vestendo maglie importanti come quella del Barcellona e del Siviglia, ma soprattutto condita da 17 titoli tra cui:

con il Siviglia 2 Europa League nel 2013-2014 e 2022-2023. Con il Barcellona 1 Champions League nel 2014-2015, 1 Supercoppa UEFA nel 2015, 1 FIFA Club World Cup nel 2015, 4 La Liga nel 2014-2015, 2015-2016, 2017-2018, 2018-2019, 4 Copa del Rey nel 2014-2015, 2015-2016, 2016-2017, 2017-2018, 2 Supercoppa di Spagna nel 2014-2015, 2017-2018.

Con il Basilea 1 Coppa di Svizzera nel 2006-2007 ed infine con lo Schalke 04 1 Coppa di Germania nel 2010-2011.

Ivan Rakitić ha costruito una carriera impressionante, spaziando dal successo nazionale in Svizzera e Germania fino ai trionfi europei con Siviglia e i grandi onori globali con il Barcellona, tra cui il triplete 2014‑15. È stato un punto fermo anche per la Croazia, collezionando 106 presenze (2007‑2020), quarto giocatore più presente e 15 gol, contribuendo al loro storico secondo posto al Mondiale 2018. Sul piano individuale, ha ricevuto premi di fair play, riconoscimenti continentali e nazionali, confermando il suo status da vero leader dentro e fuori dal campo.

Un centrocampista talentuoso, considerato tra i migliori della sua generazione, il suo modo di fare calcio verrà ricordato sicuramente per la tecnica, purezza e semplicità.

Centrocampista completo, che poteva ricoprire tutti i ruoli della metà campo, bravo ad impostare, intercettare i palloni e muoversi negli spazi. Non un centrocampista con l’istinto del gol, ma nonostante ciò è riuscito a segnare gol decisamente pesanti come quello in finale di Champions League nel 2015 a Berlino contro la Juventus dove ha dato il via al trionfo blaugrana.

Chiude la sua carriera con 971 presenze tra club e nazionale.

L’addio al calcio di Ivan Rakitić segna la fine di una delle carriere più eleganti e complete della sua generazione. Centrocampista raffinato, intelligente tatticamente e straordinariamente versatile, ha lasciato un’impronta profonda ovunque abbia giocato.

Il suo ritiro non è solo la chiusura di un capitolo, ma l’omaggio a un professionista esemplare, capace di unire qualità tecniche, leadership silenziosa e un senso del gioco moderno. Non ha mai cercato i riflettori, ma ha sempre illuminato il campo con la sua intelligenza e le sue giocate.

Un campione che se ne va in punta di piedi, ma con un palmarès che parla forte.

Ecco le parole dove ha annunciato il suo addio: "Caro Calcio. Sei stato parte della mia vita sin dal primo giorno. Dai campi di Mohlin, la mia città natale in Svizzera, agli stadi più grandi del mondo, ci sei sempre stato. Mi hai dato la mia prima opportunità all'FC Basilea. Ero solo un ragazzino, ma tu mi hai fatto credere che tutto fosse possibile. E quello è stato solo l'inizio. Allo Schalke 04, sono cresciuto con te. È stata la mia prima volta lontano da casa e ho imparato ad affrontare nuove sfide, nuove culture e nuove lezioni. Mi hai reso più forte, e quella crescita mi ha aperto nuove porte.

Così sono arrivato al Siviglia FC. E lì ho vissuto qualcosa di diverso. Mi hai dato molto di più: mi hai dato una casa. Ho avuto l'onore di essere capitano, di sollevare il mio primo trofeo europeo... e, cosa più importante, è lì che ho incontrato l'amore della mia vita. Grazie a te, ho trovato la mia compagna, la madre delle mie figlie. Ho costruito la mia famiglia. E proprio quando pensavo di aver vissuto tutto, mi hai sorpreso di nuovo.

Poi è arrivato il Barça. Mi hai fatto vivere un sogno che non avrei nemmeno osato immaginare. Ho giocato al fianco dei migliori, ho sollevato trofei e ho vissuto notti magiche al Camp Nou. Mi hai dato il privilegio di diventare parte della tua storia. Ma non ti sei fermato qui. Mi hai permesso di tornare a Siviglia, per chiudere il cerchio, per dire grazie, per sentirmi di nuovo a casa... e per vincere di nuovo.

E ancora, avevi altro in serbo per me. Quando meno me lo aspettavo, mi hai portato in un posto diverso, con un nuovo ritmo e un nuovo modo di viverti: l'Al Shabab. È stato un capitolo speciale e orgoglioso, dove ho stretto amicizie che dureranno una vita. E come se sapessi quanto avrebbe significato per me, mi hai regalato un ultimo capitolo indimenticabile. Tornare alle mie radici. Giocare in Croazia per la prima volta, rappresentare l'Hajduk Spalato... è stata un'esperienza che porterò con me per sempre. Ma soprattutto, mi hai dato il più grande onore di tutti:

Indossare la maglia del mio paese, rappresentare la Croazia. Per un paese piccolo come il nostro, raggiungere una finale di Coppa del Mondo è stato più di un successo sportivo, è stato un momento eterno, un regalo a un'intera nazione.

Calcio, mi hai dato più di quanto avessi mai sognato. Mi hai dato amici, emozioni, gioia e lacrime. Mi hai dato un'intera vita, una vita che porterò sempre con orgoglio. Ora è il momento di dire addio. Perché anche se mi allontano da te, so che tu non ti allontanerai mai da me. Grazie, calcio. Per tutto".