Juventus - Tanta sofferenza contro la Lazio ma tre punti dorati: lo Scudetto è più vicino

Juventus - Tanta sofferenza contro la Lazio ma tre punti dorati: lo Scudetto è più vicino

I bianconeri di Allegri soffrono come mai in stagione ma superano per 1-2 un'ottima Lazio. Al di là della prova negativa, sottolineata da Allegri nel post-gara, la Juve ha confermato una forza mentale non comune. Grandissima prova di Joao Cancelo, bene anche Bernardeschi.

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Antonio Abate

Se quando giochi la tua peggiore gara dell'anno riesci comunque a vincere, appare francamente difficile pensare a qualcosa di diverso dalla vittoria dello Scudetto. La Juventus vista ieri contro la Lazio è stata la più brutta della stagione ma pur giocando male non si è lasciata sfuggire la possibilità di mettere altri due punti tra lei e il Napoli. Un successo esterno dal peso specifico importante, quello del posticipo, con i bianconeri capaci di soffrire per circa un'ora di gioco. Intervenuto nel post-gara, Massimiliano Allegri ha criticato in maniera non troppo velata le sue scelte e il primo tempo della Juventus, inoffensiva con addirittura zero tiri in porta fino al sessantesimo. Dati così negativi in casa bianconera non si vedevano da più di un decennio, giusto per far capire.

Scesa in campo con il solito "4-3-fantasia" e con Cristiano Ronaldo e Douglas Costa ai lati di Dybala, la Juventus ha sofferto fin dalle prime battute la voglia della Lazio. Parolo a destra ha spesso frenato le incursioni di Alex Sandro tagliando i ponti a CR7, la fantasia di Correa e Luis Alberto non ha fatto dormire sogni tranquilli alla mediana bianconera. L'ex Siviglia è stato il più pericoloso dei suoi, a tratti imprendibile anche per uno come Blaise Matuidi. Il problema della Juventus è stato proprio lì, al centro, dove l'assenza di Pjanic ha pesato come un macigno. Emre Can non ha convinto da regista arretrato, perdendo palloni importanti e mancando di quella facilità di tocco comune al bosniaco. Anche Bentancur non è riuscito a brillare da mezzala, facendo meglio nella ripresa come regista.

Per tutto il primo tempo la Juventus non ha creato pericoli. Douglas Costa ha provato qualche strappo venendo sempre raddoppiato, Cristiano Ronaldo si è riscoperto mortale e ha subito l'ottima copertura difensiva di Wallace. Dybala, solo in mezzo ai Titani, ha sofferto un ruolo che fatica a apprendere. L'argentino ha bisogno degli spazi giusti per guizzare e manca della lucidità della prima punta. Una prima punta alla Mandzukic per dire, la cui presenza avrebbe permesso agli attaccanti laterali di liberarsi della marcatura dei possenti centrali biancocelesti. Il primo tempo tempo si chiude quindi con la Lazio in avanti e spesso pericolosa. La Juventus deve invece ringraziare Szczesny per più di una parata provvidenziale.

Nella ripresa, la musica non cambia. La Lazio continua a pressare alto e non cala fisicamente, la Juventus soffre e sembra scricchiolare. Alla fine i biancocelesti di Inzaghi riescono anche a segnare all'ora di gioco, quando è Emre Can a marcare un goffo autogoal sugli sviluppi di un corner. E' il peggior momento della Juventus, il migliore per la Lazio. I padroni di casa hanno però il grandissimo demerito di mantenere viva la sfida a causa dei molti errori sotto porta. Clamoroso quello di Immobile al 64'. A tu per tu con Szczesny, l'attaccante partenopeo spara infatti alto e manca il goal del possibile KO. E' il momento in cui la gara comincia a mutare. Pochi secondi dopo, Allegri lancia nella mischia Bernardeschi e trasforma in 4-2-3-1 l'assetto tattico.

L'ex viola galoppa come un purosangue sulla corsia mancina e comincia a far vacillare le certezze difensive bianconere. Il vero cambio di rotta lo si registra però al 71', quando il tecnico ospite getta nella mischia Joao Cancelo da esterno alto. Assieme a Bernardeschi, il lusitano allarga la manovra bianconera e costringe i centrali avversari a fare lo stesso. Il centrocampo della Juventus soffre di meno e anche Emre Can si riassesta sui binari della sufficienza. Cannibale, la Juventus affonda il colpo alla prima occasione. Al 74', Bernardeschi strappa a sinistra e mette un pallone in mezzo colpito da Dybala di prima intenzione. Strakosha respinge ma la sfera viene raccolta da Cancelo che segna il più facile dei goal. 

La Juventus torna Juventus e inizia a creare occasioni, non sfruttandole. Protagonista è sempre Cancelo. L'ex Inter prima manca  un controllo facile facile e non crea pericoli a Strakosha, poi si procura un rigore approfittando dell'errore di Lulic. Il laterale laziale se lo perde e lo trattiene, spingendo l'arbitro Guida a chiamare il penalty. Brutto calo di tensione di Lulic che, se non avesse toccato il portoghese, lo avrebbe lasciato in offside, vanificando probabilmente l'azione bianconera. Dagli undici metri non sbaglia Cristiano Ronaldo, bravo a battere il portiere di casa con un rigore potente e centrale. La Juventus completa la rimonta e quasi cala il tris al al novantesimo, quando è Cancelo a servire Bernardeschi senza però pensare al tiro da ottima posizione.

La gara non regala altre emozioni alla Lazio, portando tre punti in dote alla Juventus. Si potrebbe dire tanto, dei bianconeri, forti ma non bellissimi, aiutati perché no dalla Dea Bendata. La Juventus ha però avuto il grandissimo merito di approfittare degli unici due scricchiolii della Lazio, punita da un guizzo di Bernardeschi e da un errore di Lulic. Allegri sicuramente non si aspettava una sofferenza del genere, in vista delle prossime gare bisognerà dunque alzare i ritmi, sperando di recuperare qualche effettivo. Non ci dimentichiamo infatti che i bianconeri ieri hanno giocato senza Pjanic, Mandzukic e Khedira e con un Bonucci uscito prematuramente. Il difensore ex Milan dovrà stare fermo un mese, Allegri confida nelle condizioni di Chiellini e nella voglia di Rugani. Questa, però, è un'altra storia. 

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