Vincenzo Montella, a precisa domanda, non ha avuto remore nell'ammettere che il suo Milan è cambiato dopo le prime due giornate di campionato. Contro Torino e Napoli si era vista una squadra alla ricerca di un gioco offensivo e bello da osservare, a costo di rischiare qualche cosa di più in fase divensiva. I sette gol in due partite, però, hanno fatto tornare Montella sui propri passi.

Meglio prima sistemare la fase difensiva per trovare compattezza e magari quei risultati in grado di aiutare, soprattutto a livello mentale, una squadra reduce da annate ricche di pesanti batoste psicologiche. Da quel momento si è visto un Milan diverso, più speculativo e meno propositivo, ma non per questo meno efficace in zona gol. L'ultima dimostrazione della nuova versione rossonera targata Montella è arrivata nella gara di ieri sera contro il Chievo di Maran. Chievo in grado di partire a mille con un pressing a tutto campo in grado di mettere in difficoltà la costruzione della manovra del Milan dalla difesa. Non sono mancati errori in disimpegno, così come bisogna rimarcare l'assenza di interventi prodigiosi da parte di Donnarumma nella prima parte di gara. Il Milan ha fatto fatica a farsi vedere in avanti con la difesa del Chievo schierata e allora l'unico modo per provare a cogliere impreparata la squadra di Maran era quello di provare a rubare il pallone a propria volta con un pressing organizzato e corale.

Il Milan può festeggiare, tuttosport.com

Quello che succede in occasione del sinistro di Kucka che segna il primo solco nella gara. Il Chievo si appoggia all'indietro su Sorrentino, Bonaventura si spinge in avanti e chiama i propri compagni ad aggredire sulla possibile circolazione veronese. Il portiere di casa, pressato dall'ex Atalanta, sceglie Cacciatore, su cui sta già accorciando Niang. L'appoggio del terzino verso Radovanovic al centro è superficiale e impreciso, ma Kucka e soprattutto Lapadula sono già addosso al centrocampista del Chievo per non permettergli una giocata facile. L'ex attaccante del Pescara recupera con una scivolata, poi l'ex Genoa, approfittando anche di una pattinata dello stesso Radovanovic sul prato umido del Bentegodi trafigge con tre tocchi Sorrentino.

Ad inizio ripresa, poi, ci si aspetta un Chievo ancora più aggressivo, ma è il Milan a mettere maggiormente pressione sui padroni. A 40 secondi dall'inizio del secondo tempo ancora Kucka sporca una palla a centrocampo, Dainelli accorcia in avanti e per eludere Niang e Lapadula tocca il pallone con uno scavetto. Giocata difficile e in una zona pericolosa del campo, non a caso il pallone si allunga e Bonaventura, con grande presenza, lo rigioca in avanti con un tocco con la suola di controbalzo che ancora una volta evidenzia la tecnica in possesso del numero 5 del Milan. Niang e Lapadula a questo punto vanno dritti verso la porta, con il francese che decide di fare tutto da solo. Un paio di finte di gambe e poi sinistro ad incrociare dal limite dell'area che ancora una volta non lascia scampo a Sorrentino.

Il gol nel finale di Bacca è tanto fortunoso quanto casuale e arriva in una situazione in cui il Chievo è stanco e tutto in avanti a cercare il pareggio. Nei due gol che di fatto indirizzano la gara, però, è utile evidenziare come il Milan li abbia creati non costruendo la manovra contro una difesa schierata, ma andando ad aggredire il possesso palla avversario. Quello che di solito capita a parti invertite. Montella per ora ha messo in un angolo l'estetica, privilegiando solidità e concretezza. Al Milan qualche risultato sta iniziando ad arrivare e su questa strada bisogna proseguire per cercare di accumulare punti buoni per puntare al ritorno in Europa la prossima stagione. Al pressing organizzato Montella sa che dovrà aggiungere nelle prossime settimane anche un miglioramento nella qualità della manovra, elemento troppo importante per un obiettivo nel medio-lungo periodo.

Vincenzo Montella, tuttosport.com