Serenità e bel gioco, personalità e carattere. La Fiorentina vola a Kiev, con il morale a terra, per una partita che si presenta come un crocevia fondamentale verso il finale di stagione. La caduta fragorosa in Coppa Italia, seguita dalla disfatta del San Paolo, non può che lasciare qualche strascico nella testa di diversi giocatori. La paura, in casa viola, è di arrivare al termine della stagione senza aver raccolto nulla. L'impresa dello Stadium, vanificata da un ritorno tremebondo, è lontana nel tempo e la corsa alla prossima Europa è appesa a un filo sottile, con la Fiorentina al momento quinta, a pari punti con la Samp, inseguita a cinque lunghezze dal Genoa.

Montella è parso preoccupato, dopo il K.O di Napoli, perché la Fiorentina si è come involuta. In passato, anche nelle sconfitte, la squadra aveva sempre dimostrato voglia di fare, di imporre un'idea di calcio, divertente. In queste ultime uscite, complice qualche assenza in ruoli delicati, la sensazione che è emersa lampante è di timore, paura, scoramento.

Kiev è tappa, quindi, cruciale, perché una vittoria può rilanciare la Fiorentina in Europa League, ponendo le basi per una qualificazione in semifinale e in campionato, riportando tranquillità nell'ambiente. La Dinamo, come mostrato nel cammino intrapreso fino ad oggi, non è squadra da sottovalutare, ha individualità importanti, vedi Dragovic e Yarmolenko, e gioca un calcio fisico, di corsa, di impatto. Per informazioni chiedere all'Everton, squadra indicata da molti come possibile pretendente al titolo e travolta dalla Dinamo negli ottavi.

Le possibili formazioni - Montella può sorridere. Il rientro di Pizarro in regia garantisce certezza e manovra. Il modulo prescelto è il 3-5-2, con Tomovic e Savic ai lati di Gonzalo Rodriguez, mentre a centrocampo Joaquin a Marcos Alonso si posizionano sugli esterni, con Badelj e Mati Fernandez a completare il reparto. Attacco composto da Salah e Gomez. Per squalifica manca Basanta, a rischio, per il ritorno, Savic e Badelj.

Rebrov risponde con il 4-3-3. Davanti a Shovkovskiy, Antunes, Khacheridi, Dragovic e Danilo Silva, Rybalka il riferimento centrale, con l'esperto Veloso, visto in Italia, e Sydorchuk a formare il terzetto di centrocampo, Yarmolenko e Lens frecce ai lati di Teodorczyk. Diffidati: Dragovic, Vida, Rybalka e Kravets.

Le parole della vigilia - Montella “Abbiamo individuato le cause, abbiamo lavorato per risolvere i nostri problemi. Da giorni a Firenze non si parla di altro, da parte nostra continueremo a lavorare su questi problemi. E’ successo qualcosa nella testa di tutti noi. Ripeto che abbiamo capito dove abbiamo sbagliato, io credo questa partita contro la Dinamo Kiev arrivi nel momento giusto, servirà mettere in campo concentrazione massima per superare questo avversario. Hanno giocatori veloci e di talento, segnano in tanti modi, sono una squadra completa: sarà necessaria la miglior Fiorentina e sono convinto che giovedì sera ci sarà. La UEFA Europa League è fondamentale per noi, ce la giocheremo fino alla fine. Dovremo essere concentrati, questa sfida con la Dinamo non possiamo sbagliarla. Ma il campionato secondo me è ancora aperto, potrebbe succedere di tutto…”. Su Gomez “Focalizzarsi su un singolo giocatore non è giusto. Tutti abbiamo sbagliato: mi aspetto di più da tutti, ma soprattutto dai giocatori più rappresentativi. Le idee sono abbastanza chiare”, sorride Montella, “sono certo di poter contare su tutti anche a livello mentale”.

Rebrov "Abbiamo guardato diverse partite dei viola, fanno molto turnover, ma con giocatori che hanno militato nei principali campionati europei: sono esperti e forti. Hanno grandi attaccanti e sono temibili soprattutto in trasferta. Dovremo giocare con grande saggezza tattica. Sarebbe meglio evitare di prendere gol".

I precedenti - La Fiorentina nei quattro precedenti incontri con la Dinamo non ha mai perso. In entrambe le doppie sfide i Viola hanno vinto l'andata per un gol e poi pareggiato il ritorno 0-0. Nell'andata del secondo turno della Coppa dei Campioni 1969/70, la Fiorentina si è imposta per 2-1 a Kiev in virtù delle reti di Luciano Chiarugi e Mario Maraschi. Il ritorno di quella sfida si è conclusa a reti inviolate nella cornice di Firenze. Le due squadre si sono incrociate di nuovo nel terzo turno della Coppa UEFA 1989/90. In quell'occasione a siglare la rete decisiva, e unica del doppio confronto con la Dynamo di Valeriy Lobanovskiy, fu Roberto Baggio su rigore. I Viola in quella stagione arrivarono sino alla finale che però vinse la Juventus.