E' finita. Anche questa sessione estiva di calciomercato è giunta alla conclusione. Tanti movimenti, tanti soldi, anche tanta fantasia nelle operazioni a causa di un momento difficile per il calcio italiano. Come da programma, la Serie A non è più il campionato di grande appeal di un tempo e i grandi campioni sono migrati verso altre parti d'Europa come l'Inghilterra, la Spagna (Madrid e Barcellona) e la Germania (Monaco). Le squadre italiane si sono prodigate in operazioni a livello nazionale e le trattative con grandi club esteri hanno portato pressochè a cessioni importanti: su tutti, per questo, spicca il Torino che ha venduto a Borussia Dortmund e Atletico Madrid i suoi gioielli Immobile e Cerci. Ma vediamo come si è mosso il Milan in questa lunghissima finestra di calciomercato.

IL MERCATO DEL MILAN NEL DETTAGLIO

10 ACQUISTI: Il Milan ha riportato in patria il giovane M'Baye Niang dopo il prestito al Montpellier. Il francese sembrava destinato a rimanere poco a Milanello ma ha impressionato nel precampionato e la sua cessione è stata bloccata, potrebbe essere l'anno della sua consacrazione. Per la difesa i rossoneri hanno riportato alla base anche il giovane Albertazzi, considerato un valido jolly difensivo da mister Filippo Inzaghi dopo la buona stagione con l'Hellas Verona.

Alex e Menez sono arrivati dal PSG a parametro zero, due ottimi colpi (soprattutto per il risparmio sui cartellini) che aggiungono esperienza alla rosa. Il brasiliano è ancora un validissimo difensore nonostante l'età e porta centimetri nell'area di rigore rossonera; l'ex Roma sarà perfetto per il 4-3-3 che ha in mente Inzaghi e potrà formare una coppia spumeggiante con il ritrovato El Shaarawy. Il Milan ha poi raggiunto un accordo con l'Udinese per il prestito oneroso di Pablo Armero. Il terzino colombiano non aveva fatto una grande stagione a Napoli ma il mondiale lo ha riscattato e la sua corsa può essere un'arma in più per i rossoneri. 

La società ha deciso di rivedere completamente la batteria dei portieri: dopo l'arrivo di Agazzi a zero dal Chievo e delle prestazioni poco convincenti, Adriano Galliani ha portato in Italia il portiere titolare del Real Madrid Diego Lopez. L'amico Florentino Perez ha regalato il suo estremo difensore ai rossoneri regalando a San Siro un numero 1 di sicura affidabilità e relegando il veterano Abbiati in panchina. Finalmente il Milan torna ad avere un grande portiere di livello internazionale tra i pali.

L'abilità di Galliani però si è vista nella duplice trattiva sull'asse Milano-Londra. L'ad rossonero ha chiuso con il Chelsea un doppio colpo importante portando in Italia il Niño Fernando Torres e il giovane Marco van Ginkel. L'attaccante spagnolo arriva a parametro zero e con un ingaggio ridotto con una gran voglia di ritornare quello degli anni dell'Atletico Madrid e del Liverpool. Il Milan avrà così finalmente un grande numero 9 che mancava ormai da qualche anno. Van Ginkel invece è un giovane centrocampista olandese di grandi prospettive, purtroppo arriva in prestito secco annuale ma sarà una valida pedina di qualità del centrocampo rossonero. 

Infine, a un'ora dalla chiusura del mercato, "il condor" ha chiuso l'ultimo colpo del mercato del Diavolo: dall'Atalanta arriva Giacomo Bonaventura. Il centrocampista è stato prelevato dai neroazzurri bergamaschi per 5 milioni più 2 di bonus e ha firmato un quinquiennale. La duttilità del calciatore nostrano sarà utile a Pippo Inzaghi che potrà schierarlo sia come mezz'ala, sia come centrocampista avanzato. Dalla sua una buona esperienza in Serie A e la giusta età per consacrarsi (25 anni).

13 CESSIONI: I tifosi non rimpiangeranno sicuramente gli addi di Silvestre (fine prestito), Amelia (svincolato), Coppola (al Bologna) e Birsa (al Chievo). Lascia il Milan dopo un'avventura in chiaroscuro anche l'esterno olandese Urby Emanuelson, titolare inamovibile ai tempi di Massimiliano Allegri. Il giocatore è passato a titolo definitivo gratuito alla Roma dopo la fine del contratto con i rossoneri. Lasciano Milanello per fare esperienza in prestito Petagna, al Latina, e Gabriel, al Carpi.

Il Milan saluta (di nuovo) una bandiera della sua storia, Ricardo Kakà. Il brasiliano, tornato per un anno a vestire la maglia numero 22 dopo l'esperienza al Real Madrid, è andato in prestito al San Paolo, la squadra che lo ha lanciato, aspettando di trasferirsi negli USA agli Orlando City. Galliani ha poi sgravato ulteriormente il monteingaggi con la cessione di Robinho, diventato un peso di cui la società rossonera cercava di liberarsi da qualche sessione di mercato. Il brasiliano torna in patria e precisamente al Santos. Il Milan è riuscito a piazzare anche Kevin Constant in Turchia: dal Trabzonspor sono arrivati 2,5 milioni di euro.

E ora i movimenti in uscita più importanti: il Milan ha chiuso una clamorosa trattativa lampo con il Liverpool e ha rispedito Mario Balotelli in Inghilterra. La storia tra il bad boy bresciano e la società di via Aldo Rossi si è conclusa nonostante la buonissima media realizzativa di SuperMario. Ha prevalso il lato umano sul profilo del calciatore e Galliani ha accettato l'offerta di 20 milioni di euro più bonus proveniente dai Reds. La sua cessione può però, per molti, fare solo bene al Milan che potrà diventare più squadra e dare libero sfogo alle potenzialità di El Shaarawy, il quale ha sempre sofferto la presenza di Balotelli (almeno) in campo. Molto discutibile è stato il mancato riscatto di Adel Taarabt. Il marocchino aveva fatto benissimo nei suoi 6 mesi in rossonero ed era diventato l'idolo dei tifosi. Purtroppo il talento di Fes non rispecchiava l'identikit tracciato da Inzaghi per il suo esterno d'attacco. Un peccato che Taarabt sia tornato al QPR, soprattutto dopo la qualità mostrata e le dichiarazioni d'amore lanciate verso i colori rossoneri. Per chiudere, la nota più stonata del mercato del Milan: Bryan Cristante. Il centrocampista classe 1995 è passato al Benfica a titolo definitivo per 6 milioni di euro. Galliani ha ammesso che è stato il ragazzo a chiedere la cessione ma sarebbe stato logico mandarlo in prestito per farlo maturare. Privarsi così di un futuro centrocampista di spessore e qualità è sembrata una mossa insensata. Ancora una volta il progetto giovani del Milan è stato buttato nel cestino in partenza.