Il cambiamento è "nelle porte"
Stekelenburg, Goicoechea, Lobont e De Sanctis
"Una parata che ha più o meno il valore di un gol". Quanti, tra telecronisti, radiocronisti e tifosi, hanno pronunciato questa frase durante una partita di calcio? Tanti, di sicuro. Ma notoriamente non viene dato giusto spazio ad un ruolo che, in tutte le partite di pallone, fa la differenza. L'esempio lampante la si può trovare in casa Roma: il Dr. Jeckyl e Mr. Hide della squadra giallorossa 2013 infatti ha visto un cambiamento repentino soprattutto nel ruolo dell'estermo difensore. Dagli incerti titolari Stekelenburg, Goicoechea e Lobont all'insostituibile De Sanctis.
TRE UOMINI E UNA PORTA - L'inizio del 2013 non prometteva nulla di buono alla Roma. Una situazione di classifica da media squadra, un rendimento difensivo di bassa fascia e l'incertezza di chi fosse il portiere all'altezza della situazione. Da Gennaio a Giugno, la Roma trovò a chiedersi quale portiere fosse in grado di difendere i pali con personalità e cinismo. Ma tra Stekelenburg, Goicoechea e Lobont, non venne fuori l'identikit adeguato. Nonostante un secondo posto nei Mondiali di Calcio 2010 in SudAfrica, l'olandese Marteen Stekelenburg non riuscì mai a confermare pienamente le aspettative: i suoi due anni alla Roma infatti sono per lo più ricordati per i tanti gol presi (su 48 partite giocate, 70 gol presi) e i suoi molti infortuni che collezionò nella Capitale. Nel mercato estivo, il primo olandese a vestire la maglia romanista prese il primo volo direzione Fuhlam: cessione che porterà nelle casse della Roma 5,6 milioni di euro circa. La sua avventura in giallorosso è stata condizionata anche dall'arrivo di un giovanissimo, tale Mauro Goicoechea. Zeman lo considerava una scomessa per il futuro, i tifosi lo ricorderanno per l'incredibile papera nella partita dell'Olimpico con il Cagliari persa 2 a 4. Prelevato dalla Dinamo in prestito, la dirigenza romanista decise di rispedirlo a casa viste le deludenti prestazioni (in 15 partite giocate, 24 gol subiti). Il terzo incerto titolare portava il nome di Bogdan Lobont: il portiere rumeno, messo in terza posizione da Zeman, trovò molto più spazio con Andreazzoli, ma è protagonista della tragica finale di Coppa Italia persa contro la Lazio. Nonostante questo però, Lobont rimane a Roma e firma un contratto di altri tre anni con la società capitolina.
INAMOVIBILE - La Roma è in serie difficoltà. Ceduti Stekelenburg e Goicoechea, la squadra ha a disposizione Julio Sergio e Lobont come portieri. La società non è convinta e Sabatini trova l'identikit del portiere perfetto in Morgan De Sanctis. Dopo i suoi ultimi anni a Napoli, nella quale ha lasciato molti bei ricordi sia in campionato che in Champions, l'italiano decide di sbarcare a Roma e sposare il progetto di Garcia. Lo scetticismo di molti però rimane: portiere d'esperienza sicuramente, ma non si amalgama bene con l'idea di una squadra giovane. Inoltre, i critici più duri non pensavano a De Sanctis come una reale sicurezza per il reparto difensivo romanista. Il risultato? Dopo 17 giornate la Roma è seconda in classifica, con solamente 7 reti subite, la miglior difesa di tutta Italia. E gran parte del merito è da assegnare al numero 26 giallorosso. Ad elogiarlo non sono solo i numeri, ma anche le sue prestazioni in campo: riflessi da giovincello e carattere da leader, Morgan è sempre pronto a comunicare con i compagni di reparto, ordina la squadra ed esulta come un vero tifoso. E tutto questo alla modica cifra di 500 mila euro.
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