La Roma e i suoi X factors
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ROMA - Niente panico, non è successo nulla. Giornali, televisioni ed emittenti radiofoniche tuonano alla notizia del secondo posto della Roma, superata in classifica dalla Juventus (ora inseguita dai giallorossi a -1), frutto dei tre pareggi consecutivi della squadra giallorossa. C'è chi parla di ridimensionata degli obiettivi o di aspettative mal riposte in questa squadra. Ma i giudizi sono prematuri: la squadra capitolina, dopo due anni di campionato a dir poco deludenti, è al secondo posto dopo 13 giornate, con l'unica difesa a poter vantare solo 3 gol subiti (le altre squadre hanno subito almeno più di 10 reti) e il terzo miglior attacco d'Italia con 26 gol (superata solamente da Inter e Juventus, rispettivamente a 30 e 28). Inoltre, la Roma è l'unica squadra imbattuta di questo campionato. C'è poco quindi da allamarsi, perchè il campionato è lungo e l'obiettivo di questa squadra rimane sempre e solo uno: il terzo posto, la Champions League. Ovviamente non possiamo lasciar passare inosservati i tre pareggi rimediati con Torino, Sassuolo e Cagliari. Tutti questi temi possono essere trattati meglio parlando dei vari "fattori X" che sono stati notati nella Roma di Garcia.
PAREGGI - Ovviamente quando si parla di "fattore X" è intuibile l'associazione con i tre pareggi consecutivi ottenuti in altrettante partite. Torino, Sassuolo e Cagliari: 2 gol fatti (di cui uno autogol di Longhi) , 2 gol subiti. Fin qui nulla di strano, eccetto la bassa frequenza con cui la Roma abbia segnato in queste ultime tre partite. Certo, i tre pareggi non sono di buon auspicio per una squadra che punta alle posizioni di alta classifica, ma la difesa continua ad essere solida e questo è un dato che a Roma non si deve sottovalutare.
DIFESA - La linea difensiva della Roma mostrata negli ultimi anni era a dir poco insufficiente per una squadra che puntava al ritorno in Europa: Luis Enrique e Zeman, con il sostituto Andreazzoli, non seppero dare una concreta fiducia a questo reparto. Rudi Garcia, invece, sembra aver trovaro il fattore giusto per creare una squadra che in 13 giornate di campionato ha subito solamente 3 gol (Biabiany, Cerci e Berardi gli unici a segnare alla Roma), l'unica ad aver subito gol sotto la doppia cifra (basti pensare che la seconda difesa meno battuta del campionato è della Juventus, con 10 reti subite). L'inserimento nelle file di Benatia e Maicon, nonostante il partente Marquinhos, hanno ridato equilibro ad un reparto che prima dei loro arrivi creava aspettative soltanto su carta. I ritrovati Balzaretti e Castan poi, con un Dodò sempre più in crescendo, fanno sperare solo ad un miglioramento costante. Un merito speciale lo si deve anche a Morgan De Sanctis, grande protagonista anche lui della partita con il Cagliari.
ASSENTI - Qui si parla precisamente dell'attacco: Totti, Gervinho e Destro. Gli infortuni dei primi due hanno privato la rosa giallorossa di una buona fetta di qualità e velocità vista durante le prime giornate di Serie A. Si può costantarlo facilmente nell'ultimo pareggio ottenuto con il Cagliari: Gervinho ha ridato una manovra fluida e veloce, come non si vedeva dalla decima giornata di campionato. L'assenza del capitano poi riduce l'inventiva e la fantasia del terminale offensivo giallorosso. Infine Mattia Destro, non ancora impiegato a causa del suo brutto infortunio, può rivelarsi la risorsa in più in questo momento per Garcia.
CINISCMO - Fattore traballante quello di cui parliamo ora. Nelle prime giornate di campionato la Roma era solita vincere con 2 gol di scarto, giocando per 90 minuti ed arrivando al gol spesso nei secondi tempi. Il ciniscmo che all'inizio la squadra giallorossa mostrava, ora sembra aver preso una direzione di rallentamento: nelle partite con Sassuolo e Cagliari, in particolare, la Roma ha mostrato una carenza del cinismo (e anche di fortuna) nell'insaccare la palla in rete.
CARATTERE - 10 vittorie, 3 pareggi e 0 sconfitte. Comunque la si legga, è possibile sottolineare un aspetto importante: la Roma ha carattere, finalmente. Dopo due anni di completo anonimato, Garcia ha dato forza di gruppo e fame di vittorie ad una squadra che aveva smarrito la propria identità, non avendo un gioco che mostrasse il proprio carattere.
DIRIGENZA - Mettiamo anche un valore psicologico a questo "fattore X". Pallotta e Unicredit litigano sull'esistenza o meno di investitori cinesi, e questo può aver destabilizzato l'ambiente, già difficile di suo dopo la cessione della società da parte della famiglia Sensi. Il presidente James Pallotta vuole il meglio per questa Roma, ma le sue dichiarazioni, smentite da Unicredit, fanno riflettere molti tifosi giallorossi.
OBIETTIVO - Infine è bene ricordare l'obiettivo stagionale di questa Roma. Da sempre, Garcia ripete la stessa frase: "Il nostro obiettivo è l'Europa". Dopo due anni di delusioni e di bevute amare, la società giallorossa è restia a voler puntare allo Scudetto. Di certo la posizione odierna di classifica e il gioco mostrato fin qui dalla Roma la candidano tranquillamente ad una delle pretendenti alla vittoria del campionato. Ma bisogna ricordare che questa Roma è stata costruita per il terzo posto. Gli obiettivi potranno cambiare, ma per questo se ne parlerà a fine stagione. Comunque vada, questa squadra sta dimostrando di sapersela giocare e di avere, nel bene o nel male, fattori X da grande squadra.