Come nei film, quelle scene in cui hai un sola pallottola, e non puoi sbagliare il colpo. Non hai scelta, proprio come il Milan, già troppi i colpi sparati a vuoto quest'anno. Il cecchino ha la mano che trema. Così forse si spiega il nervosismo di Allegri in settimana, quella tensione che inevitabilmente accompagna la vigilia di una partita complessa.

Il grande Milan, le partite che contano non le ha mai sbagliate; non è Champions League, non è un dentro e fuori, ma è come se lo fosse. Non è Barcellona, non è Real Madrid, è il Genoa di Gasperini, ma ora fa altrettanta paura. 3 vittorie nelle ultime 3, zero gol subiti, difesa blindata dopo il ritorno del mister.

Allegri dovrà fronteggiare le solite assenze: l'ex El Shaarawy, De Sciglio, Pazzini, Silvestre, Nocerino, Zaccardo e Amelia non saranno della partita, così come capitan Montolivo, espulso nel finale al Bentegodi. Si rivedrà Bonera, assente dal precampionato, che si accomoderà in panchina, dopo aver accarezzato per un po' la maglia da titolare. Zapata, nonostane gli impegni con la nazionale colombiana, prenderà il suo posto al centro della difesa, al fianco di Mexes.

La difesa è al banco di prova, 19 gol subiti finora, addirittura di più di quelli segnati, soprattutto contro una squadra in salute come il Grifone; l'ex Gilardino scalpita, è in forma, già 5 gol questa stagione, due più di Balotelli, a secco da troppo tempo. Addirittura l'ultimo gol in Serie A di Supermario risale alla sfida interna contro il Napoli, prima di essere espulso da Banti. Anche lui è atteso al varco, il popolo rossonero si aspetta che il numero 45 torni decisivo come la scorsa stagione.

A caccia di conferme, e perchè no, di gol, Alessandro Matri; rendimento ampiamente sotto le attese per l'ex Juventus, che contro il Genoa però ha la fedina penale sporca, avendolo punito per ben quattro volte in carriera. L'unico gol segnato, contro il Parma, non è bastato per scacciare il malumore del tifo casciavit, che apertamente non ha avallato il suo acquisto estivo.

Sono 90 i precedenti in massima serie tra Milan e Genoa, ed hanno visto vincenti i rossoneri in 44 occasioni, contro le 15 rossoblù, 31 i pareggi. I milanesi non perdono da sei partite contro i genoani, che è riuscito a segnare solo una rete in questi confronti. Allargando lo sguardo, in 11 delle ultime 14 partie, il Genoa non è andato in gol contro i rossoneri, che hanno vinto le ultime tre sfide tra le mura amiche per 1-0. A San Siro, la scorsa stagione, fu decisivo El Shaarawy, su assist di Abate. Il Milan non vince addirittura da 4 partite in Serie A, mai inizio fu peggiore dal 1981/82, stagione in cui il Milan conobbe l'onta della retrocessione. Molti gli ex della partita, da entrambe le parti: gli ultimi in ordine di tempo sono Antonini e Birsa, protagonisti di uno scambio estivo di mercato, ma come dimenticare Gilardino, campione d'Europa nel 2007 in maglia rossonera. Anche Amelia ed El Shaarawy hanno indossato la casacca del Genoa, prima di approdare a Milanello. Sarà una sfida particolare anche per Andrea Poli, che ha militato fino alla scorsa stagione nella Sampdoria, un derby per lui.

Anche Mario Balotelli, quando vede rossoblù, si infiamma: 3 gol in 5 partite contro la squadra del presidente Preziosi, da sempre grande amico di Adriano Galliani. Domani sarà anche la 200esima presenza in Serie A per Kakà, che è stato recuperato proprio in extremis per questa sfida. Scartata, per il momento, l'ipotesi del brasiliano come regista al posto di Montolivo. L'idea c'è e frulla da un po' nella testa di Allegri, ma i tempi ancora non sono maturi per un cambio di ruolo così radicale. Sulla linea mediana, i titolari saranno Poli, Muntari e De Jong, a supportare Kakà. In panchina, le alternative da provare a partita in corso sono i giovani Saponara e Cristante, più che convincenti nell'amichevole di Berna durante la pausa, oltre al jolly ed ex Birsa, che a San Siro hail vizietto del gol.

L'Europa è lontana, i tre punti sono quantomai obbligatori, e se è pur vero che non si può sempre lottare per il vertice, è altrettanto legittimo attendersi un Milan che lotti per degli obiettivi più prestigiosi rispetto a quelli che si stanno materializzando questa stagione. E' insolito vedere il Milan così lontano dal vertice, e se la qualità, in contronto ad altre stagioni d'oro scarseggia, saranno il cuore e lo spirito a dover emergere, come già dimostrato in molte rimonte da inizio campionato.

Il Genoa, dal canto suo, ha ritrovato la consapevolezza nei propri mezzi, grazie al lavoro e all'esperienza di Gasperini, che ha rivoltato la squadra come un calzino, rinunciando anche a elementi di qualità come Lodi. I risultati danno ragione al mister, e la classifica sorride. Nonostante ciò, a San Siro Gasp dovrà fare a meno di Kucka e Gamberini, due insostituibili del suo undici. Antonini scalerà nei tre di difesa, aprendo le porte a Marchese per una maglia da titolare sulla sinistra. Mancheranno anche Santana e Bertolacci, mentre a centrocampo ci sarà l'ormai insostituibile Matuzalem, insieme a Biondini.

In casa Milan, lo stesso mister Allegri ha scoperto le carte, confessando che d'ora in poi saranno tutte sfide da dentro o fuori, e minimizzando sulle strigliate rivolte ai giocatori in settimana. La verità è che il Milan non può più aspettare, domani parte l'ultimo volo per risollevare una stagione fin qui disastrosa; ci vorranno grinta e cuore per imbarcarsi. E' un diretto, non fa scalo.