Burdisso: "In campo c'è una squadra forte"
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BURDISSO - Questo primato la Roma lo merita tutto e non c'è da aver paura di Juventus e Napoli. Si è ancora all'inizio certo, ma l'impressione è che questo possa essere l'anno del riscatto per la terza Roma targata dirigenza America. A parlare a tutto tondo della situazione giallorossa è Nicolas Burdisso, il difensore argentino che nelle ultime partite ha giocato da titolare. "Non penso che Juventus e Napoli siano più attrezzate della Roma. Noi siamo molto forti, abbiamo avuto un periodo sfortunato con tanti attaccanti fuori, ma adesso rientreranno, come ad esempio Destro. Abbiamo giocato un bel calcio e non abbiamo vinto 10 partite di fila casualmente". Non a caso la Roma è prima, dunque. I rientri di Destro e Gervinho, come quello di Totti a Dicembre, riconsegneranno maggiore qualità a questa squadra che ha bisogno di tutte le forze possibili per dimostrare il proprio riscatto. Ma Nicolas ha parlato anche dei precedenti anni di delusioni e frustrazioni: "I primi due anni sotto la gestione americana secondo me non hanno contribuito a creare la forza della Roma attuale. In questi ultimi anni si è cambiato tantissimo, e alla fine siamo arrivati a questo, non so se in maniera voluta o meno". Ma il passato è passato, quello a cui bisogna pensare è al presente: "Adesso in campo c'è una squadra forte, che si sente forte. Ma non dobbiamo dimenticare che siamo solo all'inizio, la mentalità che si è vista in queste 10-12 partite e che ci ha portato ad essere primi in classifica la dobbiamo portare fino alla fine. L'obiettivo è più vicino, non è utopia". Nicolas Burdisso parla da leader ma, in queste prime partite di campionato, Rudi Garcia lo ha impegnato poco, visto che la coppia Castan-Benatia consegna solide garanzie alla squadra. "Non sono preparato per non giocare, io voglio giocare" precisa il numero 29. "Sono alla Roma, in una grande squadra, e ho l'obiettivo di giocare il Mondiale con l’Argentina. Gli ultimi due mesi sono stati particolari, diversi, perché non mi era mai capitato in carriera di fare 10 partite di fila in panchina senza entrare".
SENSI - Tre anni fa ci fu il passaggio di proprietà. Rossella Sensi lasciò la Roma a Thomas Di Benedetto, anche se con grande rammarico, a causa dei grandi debiti che affliggevano la società. Ma l'ex presidente è tornata a parlare della Roma, svelando un particolare retroscena: "Benitez? Piaceva a miei collaboratori ma non e' mai stato preso in considerazione perché all'epoca allenava una squadra". Inoltre, Sensi è tornata a parlare della questione stadio: "Mi auguro si faccia veramente, perché ne ha bisogno non solo la Roma ma il calcio italiano, servono stadi adeguati al nostro calcio. Non so a che punto stia la legge ma ce sarebbe bisogno".
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