Maledizione finita
Sembrava poter essere l'ennesima annata da secondo posto. In effetti quanto sarebbe stato da Arsenal essere stato primo per 3/4 della stagione, per poi perdere il campionato nelle ultime giornate? Invece, quest'anno, la storia è stata diversa. Pur avendo perso lo scontro diretto contro gli uomini di Guardiola, i guenners hanno ottenuto una striscia di vittorie consecutive senza subire gol che gli ha permesso di festeggiare nella serata di ieri la vittoria del campionato.
Un'attesa estremamente lunga per i tifosi che però ora possono finalmente gioire insieme alla squadra, con una finale di Champions ancora da giocare.
E a Manchester?
Sicuramente nella partita di ieri hanno interferito le voci sull'ormai quasi certo addio di Pep Guardiola dalla sponda blu di Manchester. Lo stesso allenatore sembra essersi lamentato con la dirigenza e i media per le tempistiche con le quali è stata divulgata la notizia, soprattutto perché ai giocatori era stato detto l'opposto. Scendere in campo in queste condizioni, con la pressione di dover per forza vincere, non deve essere stato affatto facile per i cityzen, che nel finale di partita hanno anche cercato di recuperare il risultato. A mettere il proprio nome sul tabellino per l'1-1 finale non poteva che essere il re norvegese, uno dei più tristi al fischio finale, nonostante una stagione che ha visto arrivare ben due trofei in casa City.
A quanto pare il nome più in voga nelle ultime ore per proseguire il lavoro di Guardiola è quello di Enzo Maschera, l'allenatore italiano che si è separato dal Chelsea nel corso di questa stagione da campione del mondo in carica.
Uno dei volti più freschi del panorama mondiale per quanto riguarda gli allenatori, mentre sulla sua ex panchina siederà un altro allenatore esonerato, Xabi Alonso.
Riusciranno a non far iniziare un dominio rosso in Inghilterra con Arteta al comando?
Una squadra pragmatica
Quando pensate ad Arteta, cosa vi viene in mente? Sicuramente il fatto che sia stato allievo di Guardiola e che, quindi, per i primi anni nel nord di Londra abbia cercato di replicare il calcio spettacolo del suo mentore. In effetti è stato così, arrivato in quella che fu la casa di Wenger, l'allenatore spagnolo ha tentato di portare quel tiki-taka, scambio di posizioni, movimenti liberi, che hanno reso grande Guardiola e la sue squadre. Quest'anno, però, la musica è cambiata. Dopo i 3 secondi posti di fila, con le vittorie di City e Liverpool, quest'anno si è scelto il pragmatismo. Una squadra con una base molto solida, i vari Rice, Havertz, Saka, non sono andati via. Quello su cui ci si è concentrati è la difesa: Saliba, Gabriel, Calafiori, White, Hincapie, sono stati semplicemente impeccabili. I gunners, grazie ad un super Ray, hanno tenuto per 19 volte la porta inviolata, consapevoli che poi lì davanti, qualcosa si sarebbero inventati. Se poi a questo roster aggiungi un attaccante che alla prima in Premier ti fa in doppia cifra, e un trequartista con la qualità di Eze, che, c'è poco da fare.
E quindi, ad un calcio ben strutturato, dei movimenti in campo studiati (molto spesso abbiamo visto Calafiori cambiare posizione e da terzino passare ad essere interno di centrocampo), l'Arsenal è finalmente riuscito a ritornare ad avere quella coppa tra le mani... e forse siamo tutti un pò contenti.
Manca solo un piccolo passo
Una stagione già grande, che potrebbe però essere incorniciata nella storia del club. L'Arsenal non ha ancora mai perso in questa Champions League e, al traguardo finale, manca solo una partita: la finale contro il PSG.
Sicuramente non una partita facile, anzi, tutt'altro, ma se dovessero portare a casa anche quella, questa stagione sarebbe indimenticabile. Ovvio però che di fronte i gunners si troveranno un'armata pronta a fare 2/2 in Champions e che metterebbe paura a qualunque squadra del mondo. I parigini sono, al momento, il miglior club del mondo, soprattutto grazie al condottiero che hanno in panchina. Chissà se Arteta riuscirà a fare lo sgambetto ad un altro suo connazionale, ed entrare definitivamente nella storia dell'Arsenal vincendo Premier e Champions (quest'ultima senza mai perdere).
Una piccola critica
In questa giornata di Serie A abbiamo assistito a quello che è, forse, il più grande circo mai creato. Un caos incredibile sulla decisione degli orari delle partite, per rispettare la contemporaneità nella sfida Champions e tutti i problemi logistici legati al derby e la finale degli Internazionali di Roma. Alla fine, dopo un grande macello, si è riusciti a trovare una soluzione, e farci godere dopo tanto tempo diretta gol, una cosa che a noi tifosi fa impazzire. Mi viene quindi spontanea la domanda: come è possibile che in Premier, due squadre che si stanno giocando il titolo, con una differenza di soli 2 punti, non abbiano giocato in contemporanea? Questo avrebbe anche permesso all'Arsenal di alzare il trofeo in casa, senza doverlo fare in trasferta. I diritti TV ci hanno tolto la magia di diretta gol.