
"Spettacolo al Parco dei Principi", "Questa è la Champions League", "Una partita folle"... no, nessuno di questi titoli avrebbe reso omaggio allo spettacolo che abbiamo potuto ammirare ieri sera in quel di Parigi.
Tra gol, giocate, un ritmo forsennato e occasioni come se piovessero, PSG e Bayern Monaco hanno regalato una delle migliori partite della storia della Champions League.
Primo tempo: non ci si è capito nulla
Si parte subito con un ritmo altissimo: 12 minuti, un giallo preso da Marquinhos per fermare una ripartenza, 8 dribbling e un’occasione per parte.
Passano altri due minuti, Diaz viene pescato in area e, al momento di calciare, viene steso da Pacho: l’arbitro Schärer non ci pensa due volte e decreta il calcio di rigore a favore del Bayern Monaco. Dal dischetto va il solito, glaciale, Kane: palla da una parte, Safonov dall’altra e 138 gol in 142 presenze con la maglia dei bavaresi, una statistica che lo porta nella top 10 dei marcatori all-time del Bayern dopo solo due stagioni in terra tedesca.

Servono solo 10 minuti al PSG per pareggiare i conti, ma in mezzo c’è tempo per due grandi occasioni: dapprima Olise, pescato solo in area da Kane, viene murato da Safonov, e successivamente Dembélé si divora l’1-1 a tu per tu con Neuer, calciando incredibilmente a lato. E poi ci pensa Kvara: il georgiano riceve, sterza sul destro e calcia a giro sul palo lontano: palla in rete, partita in equilibrio e il Parco dei Principi riprende vita.
Le due squadre aumentano i giri, il pubblico alza il volume e dal divano noi continuiamo a stropicciarci gli occhi ad ogni giocata. Poi i parigini raddoppiano nel modo più assurdo: calcio d’angolo da sinistra e Joao Neves, il più piccolo forse dei 22 in campo, stacca di testa in maniera imperiosa e supera Neuer, portando avanti i ragazzi di Luis Enrique.
Da qui cresce il PSG, con il Bayern che arranca nel gioco e rischia di subire il terzo gol. Ma si sa, ai ragazzi di Kompany basta una scintilla, che molto spesso ha un nome e un cognome: Michael Olise. La stella francese riceve dal limite, tocca 3 volte il pallone e fredda Safonov con un mancino perfetto.
Perfetto, primo tempo finito in pareggio giusto? Ecco, quando dico che “non si è capito niente” intendo letteralmente niente: a un minuto dalla fine Davies colpisce il pallone in area con la mano e, dopo una verifica Var, l’arbitro svizzero fischia il secondo calcio di rigore dei primi 45 minuti di gioco. Dal dischetto si presenta Dembélé, che col destro potente batte Neuer e permette al PSG di andare a riposo in vantaggio per 3-2.

Secondo tempo: qualcuno ci faccia un film
Il secondo tempo si apre con lo stesso copione del…ah no, il Bayern non scende in campo per i primi 15 minuti, e allora il PSG ne approfitta.
Dopo solo cinque minuti il Bayern rischia di subire il secondo calcio di rigore di serata, ma è Kvara a calciare il polpaccio di Upamecano: ottima la decisione di Schärer di far giocare.
Ma è la scintilla che accende la fiamma degli 11 di Luis Enrique.
Al 56’ Hakimi sfonda sulla destra, crossa forte al centro dove la difesa bavarese non riesce a liberare e la palla arriva fino all’accorrente Kvara che, di prima, impatta il pallone col destro e batte Neuer, firmando la sua doppietta personale e il gol numero 100 in carriera.
Neanche tre minuti dopo il Bayern soccombe completamente: ripartenza letale parigina, con Doué che trova Dembélé sulla destra. Il pallone d’oro del 2025 riceve, sterza verso il centro del campo e, prendendo in controtempo tutti, calcia di destro sul primo palo, firmando la seconda doppietta della partita e il provvisorio 5-2.
Budapest sembra vicinissima per la squadra capitanata da Marquinhos, ma se c’è una cosa che questa stagione ci ha insegnato è che il Bayern Monaco non è in grado di morire, solo di addormentarsi.
In 4 minuti la squadra di Kompany riapre partita e discorso qualificazione: prima Upamecano, che di testa sfiora sul cross di Kimmich e rimette in gara i tedeschi, e poi Luis Diaz.
Kane lancia il colombiano alle spalle di Marquinhos con una palla alta, Diaz stoppa, temporeggia e poi fulmina Safonov con un destro potentissimo: 5-4 al 70’, un risultato che sembra provenire dal futsal più che dal calcio a 11.
L’ultima scintilla della partita è la traversa di Mayulu: il francese, servito da Vitinha nella fascia laterale dell’area di rigore, calcia senza guardare la porta, ma il suo mancino si stampa sul montante superiore della porta tedesca.

E se questa era l’andata…
Finisce così, con un 5-4 pirotecnico che lascia tutto aperto per la gara di ritorno dell’Allianz Arena di Monaco.
Ci si aspettava una partita stellare, è vero, ma probabilmente nessuno si sarebbe aspettato una partita simile.
I 9 gol in 90’ - in 70, se proprio vogliamo essere precisi - hanno dato vita alla semifinale con più reti nella storia della Champions League, e forse anche alla partita più bella vista in questa stagione, in quella scorsa e forse anche in quelle degli ultimi 10 anni.
E le parole di Luis Enrique a fine gara sono state forse l’unico commento adatto per una partita del genere: “Questa sera abbiamo meritato di vincere, pareggiare e perdere allo stesso tempo.”
Senza storia. Semplicemente la miglior pagina di calcio per questa stagione.
Grazie al Bayern e al PSG, grazie a Kompany e a Luis Enrique.
Grazie al calcio.
Tabellino
PSG (4-3-3): Safonov; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes (84’ Lucas Hernandez); Zaire-Emery (64’ Fabian Ruiz), Vitinha, Joao Neves; Doué (70’ Barcola), Dembélé, Kvaratskhelia (84’ Mayulu).
BAYERN MONACO (4-2-3-1): Neuer; Stanisic, Tah, Upamecano, Davies (45’ Laimer); Pavlovic, Kimmich; Olise, Musiala (79’ Goretzka), Diaz; Kane.
Marcatori: 16’ Kane (r.), 24’ Kvaratskhelia, 33’ Joao Neves, 41’ Olise, 45+5’ Dembélé (r.), 56’ Kvaratskhelia, 58’ Dembélé, 65’ Upamecano, 68’ Luis Diaz.
Ammoniti: Marquinhos, Fabian Ruiz, Hakimi (PSG)
Arbitro: Sandro Schärer (Svizzera)

