Giocare un Mondiale in casa non è mai semplice, la Russia finora però non ha deluso le aspettative. La qualificazione agli ottavi con un turno di anticipo ha candidato gli Orsi al titolo di outsider, insieme a tante altre selezioni che stiamo scoprendo man mano. Ora però è il momento di tirare fuori il meglio, perchè l'avversario da battere non sarà più del livello di Arabia Saudita o Egitto: il nuovo obiettivo porta il nome di Spagna e, aldilà delle difficoltà incontrate, è una delle fazioni più attrezzate nell'ottica di un'eventuale vittoria finale.

La sensazione è che l'impresa sia possibile. Ci crede l'ambiente russo, con ritrovata fiducia dopo le buone prestazioni di debutto in questo torneo, aldilà di quanto di negativo messo in campo contro l'Uruguay. Il CT Stanislav Cherchesov sembra intenzionato a cavalcare quest'ondata di entusiasmo proponendo in campo un undici tutt'altro che conservativo. Si riparte dal sistema che ha pagato di più: 4-2-3-1, con quattro giocatori tendenzialmente offensivi in campo e senza alcuna variazione. I nomi sono i soliti. Samedov ed il ritrovato Cheryshev sugli esterni, sulla trequarti la qualità pura di Aleksandr Golovin; in avanti, Dzyuba col compito di fare a spallate con due clienti scomodi come Piqué e Sergio Ramos.

Il resto della formazione non dovrebbe essere difficile da prevedere. In porta il titolare è Akinfeev e verrà confermato. I terzini, Mario Fernandes e Zhirkov, manterranno i loro compiti fondamentali in fase di costruzione. Nel mezzo, sarà confermato Kutepov al fianco del veterano Ignashevich. A centrocampo l'unico dubbio riguarda il compagno di Zobnin: ancora più qualità, con l'inserimento di Kuzjaev; oppure una soluzione più d'equilibrio con Gazinskiy? Al momento, quest'ultima idea pare essere la più probabile, visto il tasso qualitativo già non banale presente dalla trequarti in su. Il ballottaggio verrà comunque sciolto da Cherchesov solo a poche ore dal calcio d'inizio di domani.