Quello tra Alexis Sanchez e l'Arsenal è un matrimonio relativamente felice, che vive di alti e bassi. Alti per il giocatore, bassi per il club, volendo essere puntigliosi. Il cileno a Londra sembra aver trovato la sua dimensione di leader, di uomo-simbolo della squadra, di trascinatore. Parlano i numeri: l'ex Udinese sta vivendo il miglior periodo sotto l'aspetto della prolificità, avendo marcato 47 gol nelle ultime due stagioni in maglia Gunner. Quest'anno lotta per la classifica cannonieri in Premier League, ha anche chances di vincerla contro prime punte pure quali Kane, Lukaku, Aguero, Ibrahimovic, Diego Costa. Gli assist sono già in doppia cifra.

C'è un enorme però a rompere l'incantesimo di una fiaba felice. Sanchez segna, ma l'Arsenal non vince. O meglio, non vince il campionato (diamo atto a Wenger di aver conquistato quattro trofei negli ultimi 36 mesi), la massima ambizione per una squadra a cui il titolo nazionale manca dal 2004. Anche quest'anno il trofeo lo alzerà qualcun altro, probabilmente il Chelsea. Sicuramente, assodato, non l'Arsenal. Questa situazione sta cominciando a rimanere sullo stomaco al Nino Maravilla, che, col contratto in scadenza 2018, sembra essere sempre più sul mercato, complici richieste astronomiche al board (15 milioni netti l'anno).

Fonte immagine: Your Soccer Dose

Cifre da campionato Cinese o, forse, da paesi mediorientali, più che da Arsenal, dove il tetto ingaggi scollina di poco oltre i 10 milioni. Le incertezze generali non aiutano, il rinnovo sembra lontano, le pretendenti sono tante, troppe. Difficile stimare un costo del cartellino, ma è quasi sicuro che, non dovesse arrivare il rinnovo, sarà il giocatore a scegliere la propria destinazione estiva. E, come merita un giocatore di tale livello, le pretendenti non mancano. Probabilmente il giocatore potrebbe anche rimodellare le sue richieste, a seconda di chi possa bussare alla sua porta.

Paris Saint-Germain - Le voci più fitte e più datate riguarderebbero un forte interesse del Psg. Il 6-1 di Barcellona sembra aver indotto Al-Khelaifi a prendere in considerazione uno smantellamento piuttosto massiccio della squadra, e in tanti stanno pensando di muovere verso altri lidi, Verratti in testa, sempre stando ai rumors. La ricostruzione parziale potrebbe partire dall'innesto di Sanchez e dai tentativi di trattenere Di Maria e Cavani, con Draxler pronto a subentrare e pungere. Gestire un attacco di tale peso - con le spinte dei giovani, Augustin su tutti, alle spalle - non sembra una cosa da poco, quindi la decisione del cileno potrebbe anche dipendere dalla scelta dell'allenatore, che toccherà allo sceicco. Inoltre, non parliamo di una squadra dalla forte identità e tradizione europea, peraltro potrebbe anche non vincere il campionato. Sarebbe davvero un upgrade per il cileno? Probabilmente no.

Alexis in azione contro il PSG nella fase a gironi di Champions, in questa stagione. | Fonte immagine: Psg Talk

Inter - Discorso simile può valere per l'Inter, altra squadra accostata all'attuale numero sette dell'Arsenal. Fortissima ambizione, proprietà con elevato potere economico, tradizione, ma non tantissime certezze. Scegliesse il nerazzurro, Sanchez dovrebbe rimettersi in gioco come leader, sostanzialmente in una veste che già lo ricopre in quel di Londra. Non cambierebbe granché, anzi, con ogni probabilità non giocherebbe nemmeno in Champions League l'anno prossimo. E il prossimo dicembre compirà 29 anni. Il tempo è tiranno, Alexis ha voglia di vittorie. Qualcosa con cui il biscione, in questo momento storico, non ha un'enorme affinità.

Chelsea e Manchester City - Al netto delle differenti filosofie, le due compagini sono accomunate da due aspetti, oltre ovviamente al campionato di appartenenza: la filosofia di gioco ben delineata e la possibilità di offrire ingaggi forse fuori mercato, soprattutto per quanto riguarda il Manchester City. Gli Sky Blues sono una squadra dal talento smisurato, ma con enormi lacune difensive che già quest'anno sono costate l'eliminazione in Champions e - forse - la corsa alla Premier. Lacune difficilmente colmabili, ragion per cui la squadra di Guardiola (tecnico con cui Alexis ha condiviso una stagione al Barcellona) potrebbe essere, tra le due, quella con meno appeal. Il Chelsea, dovesse mantenere Conte sulla propria panchina, sarebbe forse la squadra ideale per schemi, libertà di azione degli avanti, ambiente, ambizioni. Il dubbio che aleggia sul tecnico salentino, unitamente al gran tradimento che Alexis compirebbe nei confronti dell'Arsenal a cui tanto ha dedicato, lascia però un interrogativo difficilmente cancellabile prima di giugno, soprattutto conoscendo i cambiamenti di decisione repentini a cui Conte è soggetto. Citofonare in corso Galileo Ferraris a Torino.

Alexis Sanchez e Pep Guardiola durante l'incrocio tra Arsenal e City, nella stagione in corso. | Fonte immagine: The Sun

Juventus - Riallacciando il discorso al Chelsea, anche il bianconero donerebbe al Nino Maravilla. Sarebbe tecnico-tatticamente perfetto come ala sinistra nel 4-2-3-1 Allegriano, posizione che Mandzukic ricopre con buon successo, ma con evidenti lacune dettate dalle proprie caratteristiche intrinseche. Il cileno, oltre ad avere fisico, capacità di tagliare e soprattutto di sacrificarsi all'indietro, garantirebbe velocità, fantasia ed imprevedibilità, cioè pareggerebbe l'apporto di Cuadrado sulla destra, aggiungendovi inoltre più facilità di trovare la rete e fisicità. Avrebbe, insomma, il physique du role nella definizione più pura del termine. Inoltre, conosce benissimo la Serie A, dato il suo passato all'Udinese. Le disponibilità economiche per sostenere il costo del cartellino ci sono, il problema sarebbe però l'ingaggio: il più pagato della Juventus è Higuain, a 7.5 milioni netti l'anno. Sanchez ne chiederebbe almeno tre in più. Marotta e Paratici, volessero regalare un (altro) sorriso a tutti i tifosi, saranno attesi da un duro affare, ma che varrebbe la pena di intraprendere.

Bayern Monaco - Economicamente in Baviera non hanno problemi di alcun tipo, potrebbero sostenere ogni tipo di spesa per il cartellino e - moderatamente - anche per l'ingaggio. L'aumento del tetto ingaggi sembra routine per una squadra alle prese con un ricambio generazionale piuttosto importante, sempre partendo da certezze, tra le quali Carlo Ancelotti in panchina e il 4-3-3, con gli esterni. Con l'età di Ribery e Robben che avanza, Sanchez potrebbe essere la soluzione "tramite" ideale per passare poi il testimone ai vari Brandt e Coman, probabili successori e ali del futuro. Il dominio in patria lascia pensare che il cileno potrà quasi certamente rimpinzare la bacheca, mentre l'assalto alla Champions è sempre d'attualità, in casa bianco-rossa. Forse il Bayern la soluzione ideale, non fosse che gli altri richiami siano decisamente forti...