Vince e convince il Manchester United di Josè Mourinho che ad Old Trafford batte con pienissimo merito il Sunderland dell'ex di giornata David Moyes. I Red Devils comandano dall'inizio alla fine dell'incontro, sbloccando con Blind al quarantesimo dopo una lunghissima serie di occasioni. Gli ospiti sono maggiormente propositivi nella prima frazione, mentre nella seconda rarissimamente si proponono dalle parti di De Gea, capitolando ai gol di Ibrahimovic e Mkhitaryan negli ultimi minuti. Soltanto per la gloria personale il gol di Borini al novantesimo che sigilla il punteggio sul 3-1 finale. 

Mourinho sceglie Carrick davanti alla difesa, con Herrera e Pobga alle spalle di Ibra centralmente, mentre Mata e Lingard agiscono sulle fasce laterali. Rispondono gli ospiti con un ermetico 5-4-1: Defoe isolato di punta, Borini e Anichebe ai lati di Ndong e Larsson, Djilobodji, Kone e Denayer davanti a Pickford. 

Tema tattico del match chiaro fin dalle prime battute di gioco: il Sunderland si rintana con nove uomini a protezione dei pali difesi da Pickford, mettendo in evidenza la difficoltà degli uomini di Mourinho a palleggiare con rapidità ed efficacia. Pogba trova l'inserimento al quinto, ma il suo tiro-cross è preda del portiere ospite. In contropiede gli uomini di Moyes provano a prendere di sorpresa la retroguardia dello United: la velocità di Anichebe e soprattutto di Defoe mette in soggezione Valencia e Blind. Van Aanholt approfitta di un fallo di Blind su Anichebe per impegnare De Gea, ma il portiere spagnolo risponde presente sul mancino dell'olandese al ventesimo. Il Manchester prova ad alternare le soluzioni sulle corsie laterali, soprattutto sulla destra con le sovrapposizioni di Valenica, a quelle centrali, dove Pogba sembra ispirato: l'ex Juve scambia con Lingard, ma il suo destro esalta i riflessi di Pickford. I Red Devils si sbilanciano, lasciando praterie alle spalle dei terzini dove Defoe e Anichebe si inseriscono perfettamente: il cross del primo trova l'inserimento del secondo che, unito a Borini, non trova la deviazione vincente a tu per tu con De Gea. Dalla parte opposta la squadra di Mourinho non sembra riuscire ad andare oltre la muraglia eretta dagli ospiti. E' dalle retrovie che arriva però la chiave per sbloccare la gara: prima Pogba ci prova dopo una corta respinta della difesa, poi Ibra fa spazio all'arrivo di Blind che con il diagonale mancino trafigge Pickford per il vantaggio United. Gli ospiti accusano il colpo e nei minuti finali è ancora la squadra di casa a chiudere in avanti, ma l'occasione per Pogba - ancora - e la punizione di Mata trovano ancora un Pickford in giornata a negargli il raddoppio.

In avvio di ripresa il tema della contesa non cambia: è sempre il francese ex Juventus a rendersi pericoloso dopo cinque giri di lancette, ma la sua girata è fuori misura. Rispetto al primo tempo gli ospiti raramente riescono a mettere la testa fuori dal guscio e soffrono trementamente le avanzate dei padroni di casa: sull'asse Ibra-Pogba lo United sfonda sulla destra, ma Mata in area non ne approfitta; qualche minuto dopo è Mkhitaryanappena entrato, a sfiorare il raddoppio, ma il duo destro termina di poco a lato. Legittima, senza quasi mai soffrire, la squadra di Mourinho: Ibrahimovic viene smarcato in area di rigore, ma il suo destro in diagonale, potente ma poco angolato, viene deviato con i piedi da solito encomiabile Pickford. I padroni di casa rifiatano a metà frazione, concedendo qualche ripartenza al Sunderland che tuttavia non riesce ad impensierire De Gea. I cambi spezzano il ritmo alla gara, ma non quello nelle gambe di Valencia che sulla destra va via al dirimpettaio e offre a Ibra l'occasione del raddoppio, ma lo svedese col tacco non trova la deviazione. Gol che però è rimandato di qualche minuto: stavolta Ibrahimovic non fallisce a tu per tu con Pickford, beffandolo con un perfetto diagonale dopo essere scappato sul filo dell'offside. Il Sunderland, ed il guardalinee, si rilassano fin troppo presto e, sugli sviluppi di un cross dalla destra di Ibra, Mkhitaryan si inventa un gol con lo scorpione fantastico, seppur in offside. Prima del triplice fischio finale la gioia di Fabio Borini, che timbra il gol della bandiera per gli ospiti agli albori dei quattro di recupero. E' l'ultima emozione del match, assieme ad una punizione di Ibra, prima del triplice fischio finale.