L'antipasto del Boxing Day di Premier League non porta grosse novità agli occhi di tutti i calciofili: i limiti, le amnesie, la disorganizzazione e la conseguente sconfitta del Manchester United non fanno più clamore ormai. Lo Stoke City si aggiudica i tre punti in palio e si avvicina alle zone europee stabilendosi a quota 26 (-3 dai red devils) mentre la squadra di Van Gaal (per quanto ancora?) cola a picco e non vince in campionato da oltre un mese, dal 1-2 sul campo del Watford nel 21/11. A rovinare anche questo meraviglioso giorno di festa ai supporters del Man United ci hanno pensato Bojan Kirkc e Marko Arnautovic, con un pesantissimo uno-due nella prima mezz'ora di gioco che ha tagliato le gambe a De Gea e compagni.   

Le formazioni 

#SCFC - Mark Hughes si affida al solito modulo, il 4-2-3-1 che ampie garanzie ha fornito ai Potters (a parte l'ultima sconfitta con il Crystal Palace). La retroguardia difensiva ritrova sulla destra lo statunitense Geoff Cameron, ed il buon Glen Johnson viene dirottato in mezzo al campo a discapito di Van Ginkel. La linea a quattro davanti a Butland è quindi composta da Cameron a destra, Shawcross e Wollscheid in mezzo e Pieters sulla sinistra; la cerniera di centrocampo è affidata a Johnson e Whelan mentre il quartetto lì in avanti è presidiato da Xherdan Shaqiri a destra, Bojan "in the middle", Afellay sul versante mancino, dietro all'unico puntero: Marko Arnautovic.

#MUFC - Louis Van Gaal, appeso ad un filo, prova a giocarsela con il suo assetto preferito (tralasciando i modulo pazzi con la difesa a tre) e quindi speculare a quello dello Stoke City: il quattroduetreuno. Ancora fuori Wayne Rooney, reduce da problemi alla caviglia e tenuto in panchina per evitare guai più grossi. Il peso dell'attacco è per l'ennesima volta sulle spalle di Martial. A supportare il baby francese ci saranno Juan Mata e Memphis Depay, oltre Fellaini che si occuperà sia della fase offensiva sia di quella difensiva dando man forte ai due mediani di centrocampo, Herrera e Carrick. In difesa, davanti De Gea, ci sono Ashley Young, Smalling, Jones e l'onnipresente Daley Blind.

Cronaca

Il Britannia Stadium, stracolmo per questo Boxing Day, fa sentire la proprio calore sin dai primi minuti della gara. I Potters partono alla grande, grintosi e con la ferocia di chi vuol regalarsi e regalare al pubblico "amico" un gran pomeriggio di calcio. La prima occasione non tarda ad arrivare: è il 9' di gioco sul cronometro del direttore di gara, Kevin Friend, quando Arnautovic lascia partire una gran botta su calcio di punizione che termina non di molto alla destra di De Gea. Lo squillo sveglia in qualche modo l'appisolato Manchester che tenta di reagire, imbastendo fievoli pressing di massa che per poco non portano agli errori degli avversari: un controllo errato di Butland su retropassaggio poteva costar caro ai Potters. L'errore che costa davvero caro, ai red devils però, è quello di Memphis Depay al 19' che apre ai padroni di casa la strada per il vantaggio. Lancio lungo dello Stoke, il tentativo viene ben controllato dalla diagonale difensiva di Depay che suo malgrado appoggia male e lentamente verso il portiere; l'ex liverpool Johnson si avventa sulla sfera, mette in mezzo per la corrente Bojan Krkic che non sbaglia: 1-0. Il raddoppio è nell'aria e si manifesta pochi istanti dopo, al 25', quando Arnautovic butta giù la porta difesa da De Gea con un missile terra-aria che si infila nel sette. Il tiro devastante, avvenuto dopo la ribattuta della barriera sulla punizione calciata da Bojan, sotterra i diavoli rossi moralmente e psicologicamente. Il tracollo sembra materializzarsi alcuni secondi dopo, quando, sempre Arnautovic, a tu per tu con il numero 1 avversario, calcia di un soffio fuori: al riposo è 2-0. 

Nella seconda frazione di gioco, il Manchester United prova a tessere qualche trama in avanti ma la sterilità e l'inconsistenza dei ragazzi di LVG è disarmante. Neanche il ritorno in campo di Rooney (per il deludente Depay) riesce a scuotere la vena realizzativa della squadra, ma quantomeno l'undici conquista aggressività e furore agonistico con l'ingresso del numero 10 sul campo del Britannia Stadium. Una delle pochissime fiammate dal rientro degli spogliatoi è quella di Marouane Fellaini, con la sua conclusione rasoterra che ha impegnato Butland. I Potters non affondano e cercano il momento propizio per colpire in ripartenza e chiudere definitivamente l'incontro: la chance si presenta sui piedi Afellay che da ottima posizione calcia malamente fuori. Nel finale, prima Martial e poi Mata, azzardano le conclusioni dalla distanza e provano a riaprire un match che sembra morto, ma sulla loro strada trovano i guantoni di Butland. Ed ora van Gaal trema, e non poco.