"I'm the Normal One", queste le parole che hanno catturato l'attenzione di tutti i media nazionali, e non, questa mattina nella conferenza di presentazione di Jurgen Klopp, insediatosi ieri alla guida di una delle squadre più importanti d'Inghilterra, il Liverpool. Ma sarebbe davvero riduttivo nei confronti del neo-allenatore dei "Reds" soffermarsi esclusivamente su una battuta, soprattutto dopo quanto dimostrato in Germania alla guida del Mainz e del Borussia Dortmund.

Nonostante l'aria sorridente che lo ha caratterizzato in questi anni, è palpabile l'emozione di Klopp, che inizia il suo discorso proprio dalle due squadre che gli hanno permesso di affermarsi a livello mondiale: "Sono diventato un manger grazie alla prima società che mi ha permesso di gestire un club che per me resterà per sempre speciale. I 7 anni alla guida del Mainz mi hanno permesso di crescere e di migliorarmi, dandomi poi la possibilità di allenare il Dortmund, un club davvero speciale. In sette anni ho provato a dimostrare il mio valore (due scudetti e due secondi posti, ndr), ma lo scorso giugno era arrivato il momento di cambiare".

"Ma ora sono qui al Liverpool, e spero di godermi il nuovo lavoro e l'atmosfera di questa città. Tutti sanno della difficoltà della Premier, ma io credo nelle mie potenzialità e in quelle della squadra. E' per questo che vi chiedo di darci il giusto tempo: possiamo vincere il titolo in quattro anni, ma non si può paragonare questa situazione a quella del Borussia Dortmund. Io allenatore del Liverpool? Sono veramente fortunato. Non sono un sognatore ma questo è il posto ideale per chi è un romantico del calcio e io lo sono. Questo è uno dei campionati più difficili del mondo ma dobbiamo cambiare atteggiamento e diventare ottimisti. Qui non stiamo parlando di un club normale, ma di una società speciale. Sono orgoglioso di allenare una squadra come questa". In questi commenti c'è tutto il carattere di Jurgen Klopp, affabile con la stampa, ma determinato lavoratore, pronto a grandi sacrifici per portare la sua squadra a traguardi davvero importanti. Ed è il suo palmares a parlare per lui: i due titoli vinti alla guida del Borussia non sono puro caso (vincere in Germania contro lo strapotere del Bayern non è da tutti, ndr), ma frutto di un lavoro certosino che punta sempre al top.

"Vincere è importante, ma anche come si vince e come si gioca. Io credo in una filosofia di gioco molto emotiva, molto veloce e molto forte. Le mie squadre devono giocare con grande intensità e sempre al limite in ogni singola partita", ha spiegato ancora Klopp. "Sono molto eccitato dalla sfida che mi attende e non vedo l'ora di iniziare il lavoro ed attuare le nostre idee e il modo di lavorare con questo team. Il Liverpool ha tifosi straordinari e Anfield è uno stadio di fama mondiale, con un'atmosfera incredibile. Voglio creare un eccellente rapporto con questi tifosi e dare loro ricordi indimenticabili", questa invece la chiosa della conferenza.

Adesso non ci resta che aspettare appena 8 giorni per vedere all'opera il primo Liverpool di Klopp, al quale spetta un battesimo di fuoco in quel di White Hart Lane, dove ad attenderlo ci sarà l'agguerrito Tottenham di Kane e Pochettino.