
Esattamente un mese dopo il piacevole 2-2 della gara d’andata a White Hart Lane, il pazzo calendario britannico rimette di fronte due protagoniste deluse di questa prima parte di stagione: lo United di Moyes e il Tottenham di Sherwood, 34 punti ciascuno, sesto e settimo posto provvisorio, che si affrontano nell’incontro che chiude la 20^ giornata di Premier, quella di Capodanno. Davanti non rallenta nessuno e così il vero obiettivo per entrambe sembra essere diventato la qualificazione alla prossima Champion’s League. Entrambe arrivano allo scontro diretto decisamente bene dal punto di vista dei risultati, meno da quello de gioco espresso: 6 vittorie consecutive per Moyes tra campionato e coppe, 7 punti nelle ultime 3 giornate per l’allenatore che ha rilevato André Vilas Boas sulla panchina del Tottenham. I Red Devils e Rooney sono storicamente le bestie nere degli Spurs: un successo dei Whites nelle ultime 25 sfide di Premier all’Old Trafford, 7 gol nelle ultime 6 partite giocate contro i londinesi per l’ex Everton.
Moyes e Sherwood non stravolgono il proprio sistema di gioco, così United e Tottenham si presentano con uno speculare 4-4-2 tutto corsa e possesso palla. Rooney ce la fa, Van Persie non è nemmeno in panchina. Titolare dal 1’ il talentino Januzaj, classe ’95. Nel Tottenham numerose le defezioni, su tutti Vertonghen, Holtby, Defoe e Paulinho, che dovrà stare fuori almeno un mese per un infortunio alla caviglia. Solo panchina per Lamela, nel mirino dell’Inter. Da segnalare la 400esima presenza in carriera tra i professionisti per capitan Dawson.
PRIMO TEMPO - I primi 30 minuti di gioco sotto la pioggia battente sono un monologo Red Devils, così dopo 37 secondi di gioco Lloris è già costretto a uscire con i pugni al limite dell’area, allontanando in rimessa laterale un lungo lancio dal centrocampo. Il replay non chiarisce se il numero 25 degli Spurs tocchi la sfera dentro la linea dei 16 metri o meno: questione d’opinione. Al 5’ un'altra palla alta di Valencia trova pronto lo scatto di Welbeck. Il Red Devil controlla in corsa e tenta di saltare Lloris, ma il portierone francese si frappone tra uomo e pallone. L’inglese va giù, per Webb è tutto regolare. Resta il dubbio. Passano pochi secondi e Valencia imbecca Smalling. Con il tiro sulle ginocchia di Lloris, il numero 12 ricorda a tutto Old Trafford di essere un difensore centrale. Poco più tardi Rooney alza troppo la punizione dai 20 metri, concessa per fallo di Capoue sull’imprendibile Januzaj. Al 14’ gli Spurs si affacciano per la prima volta dalle parti di De Gea, e poco ci manca che passino in vantaggio: Soldado riceve palla sulla trequarti, dà un rapido sguardo ai compagni e poi inventa un filtrante rasoterra per Lennon, che taglia fuori Evra. Il tiro a botta sicura si rivela centrale e De Gea respinge fortunosamente con un piede. Al 21’ Dawson, in stato di grazia, spazza in angolo un traversone radente e ambizioso di Valencia, anticipando Welbeck. L’ecuadoregno fa passare una bruttissima prima parte di gara al novellino Rose. Esemplare la palla persa al 25’ dal terzino mancino. Valencia gli ruba il pallone, l’azione si raffredda ma continua fino a quando l’esterno non mette nel mezzo il suo ennesimo cross da destra, prontamente chiuso dalla difesa Spurs. Ma che fatica. Alla mezz’ora si rivede Adebayor, che tenta un gol impossibile incocciando di destro dai 20 metri: palla fuori di un’eternità.
Gli Spurs sono comunque in crescita, lo United non pressa più i portatori di palla come nella prima mezz’ora e il Tottenham ci prova sornione. Sorpresa: in vantaggio all’Old Trafford ci va il Tottenham. Corre il minuto 35 quando Eriksen rientra sul mancino e crossa sul secondo palo: Adebayor giunge puntuale, svettando sopra Smalling e mandando la palla sul montante più lontano. De Gea non può nulla, e il Tottenham ora guida 1-0. Le idee offensive dello United diventano confuse e il Tottenham prova il gancio destro del ko. Lennon scappa sulla destra, mette in mezzo per Soldado che c’arriva col piedone, ma la palla è un filo troppo lunga e la deviazione dell’attaccante spagnolo finisce alta sulla traversa. Rooney viene ammonito al 41’ per aver trattenuto Dembélé in avvio di ripartenza. Welbeck prova una rovesciata alla Rooney, ma tutti i diritti riservati restano al suo compagno di reparto. Sul finire del primo tempo, uno Smalling privo di concentrazione appoggia di braccio-spalla-petto all’indietro per De Gea, spedendo oltretutto la palla oltre la linea di fondo. Webb un po’ non vede, un po’ lascia correre, così per gli Spurs c’è solo il calcio d’angolo. Nella coppia di minuti di recupero concessi dal fischietto più famoso d’Inghilterra non accade praticamente nulla, e si chiude il primo tempo.

SECONDO TEMPO - Stessi ventidue in campo. Al 50’ spiovente di Carrick per Welbeck, ma tiro al volo di esterno destro è velleitario e Lloris raccoglie docilmente il pallone. Nove minuti più tardi lo slalom in area della punta dello United viene interrotto dal paletto Chiriches. Il contatto c’è, la punta accentua la caduta e Webb non concede il rigore, regalando altro materiale alle moviole del post partita. Oltre a questo i Red Devils nel primo quarto d’ora non creano nulla o quasi, e Moyes si gioca il tutto per tutto con il doppio cambio Kagawa-Hernandez per Carrick-Smalling, il modulo resta il medesimo ma gli interpreti hanno caratteristiche decisamente più offensive. Al 65’ prima mossa anche per Sherwood, con Bentaleb per Capoue. Gli ospiti approfittano e il minuto dopo raddoppiano: letale contropiede 3 - 3, palla larga sulla destra per Lennon che conclude, il tiro deviato diventa un cross perfetto per Eriksen, che in anticipa Valencia terzino destro di testa e fa 0-2.
Il Manchester non perde la testa, meno di sessanta secondi e Januzaj lancia sul filo del fuorigioco Danny Welbeck, che un tocco morbido scavalca Lloris in uscita. 1-2, non è finita. Adebayor è costretto a uscire in barella, lasciando spazio a Chadli. I Red Devils sembrano aver digerito il cenone, e così il Teatro dei sogni diventa incandescente spingendo i Diavoli alla rimonta. Poco dopo Januzaj sfiora il palo con un piazzato mancino da fuori area. A un quarto d’ora dalla fine ultimo cambio Spurs, con Kane per Soldado. Al 77’ ancora Januzaj salta tutti, entra in area dal lato corto e chiama al miracolo collettivo la difesa Tottenham, ormai aggrappata con le unghie e con i denti al minimo vantaggio. Due minuti più tardi giallo per Dembélé, reo di aver interrotto un contropiede, anche se l’intervento è sul pallone. All’84’ Lennon ha l’occasione per chiudere i conti dopo una serpentina ad alta velocità: De Gea è attento sul tiro potente, rasoterra ma non angolato. La terza sostituzione United vede Cleverley cedere il posto ad Ashley Young. Con l’esterno sono 6 i giocatori offensivi contemporaneamente in campo per i Red Devils. La retroguardia londinese salva la propria porta con qualsiasi mezzo a propria disposizione, per esempio il colpo di kung fu di Lloris su Young dopo il pallonetto dello stesso neo entrato. Lascia correre ancora Webb. Il portiere si supera al 90’ sul tiro di Rooney e sull’incornata di Vidic, poi ci pensano Lennon sulla linea e il secondo colpo di testa, alto, del difensore serbo a far respirare il Tottenham.
Cinque minuti di recupero non bastano allo United per evitare la sconfitta interna. Vince il Tottenham, più cinico, più fortunato e finalmente capace di soffrire da squadra. Per gli Spurs, ora a 37 punti, il quarto posto occupato dal Liverpool ora dista solo 2 lunghezze. Lo United precipita invece a -5 dagli eterni rivali, a -11 dalla vetta. Per Moyes le note positive sono l’evidente dominio delle azioni offensive, assente nelle stentate vittorie esterne con Hull e Norwich, e la prestazione individuale di Adnan Januzaj. Il giovanissimo belga-kosovaro ha tutti i numeri per divenire uno dei migliori giocatori del panorama europeo nel medio e nel lungo periodo.

