Il prosieguo della 3a giornata di Bundesliga ha visto il Bayern Monaco e il Bayer Leverkusen superare in casa non senza qualche difficoltà rispettivamente un buon Norimberga e un mai domo Borussia Mönchengladbach. Entrambe raggiungono il Borussia Dortmund sulla vetta (ancora piuttosto bassa) della classifica. A punteggio pieno anche il Mainz, sorpresa iniziale del campionato, che vince contro il Wolfsburg alla Coface Arena. Pareggio apocalittico tra Hoffenheim e Friburgo mentre è ormai crisi nera per Schalke 04 e Amburgo che vengono sconfitti da Hannover e Hertha Berlino.

Bayern Monaco - Norimberga  2 - 0
Ribery 69', Robben 78'

Bayern Monaco (4-1-4-1): Neuer; Lahm, Boateng, Dante, Alaba; Schweinsteiger; Robben, Thiago Alcantara (Müller, 62'), Götze (Kroos, 68'), Ribery (Shaqiri, 80'); Mandzukic. All. Guardiola
Norimberga (4-4-1-1): Schäfer; Chandler, Nilsson (Dabanli, 35'), Pogatetz, Pinola; Feulner (M. Frantz, 72′), Stark (Esswein, 71′), Balitsch, Plattenhardt (Kiyotake, 75'); Drmic; Ginczek. All. Wiesinger

Dopo l'ultima gara ufficiale del 30 aprile (ritorno di semifinale di Champions League tra Borussia Dortmund e Real Madrid) torna in campo dal primo minuto Mario Götze per il suo esordio in Bundesliga con la maglia del Bayern nel derby di Baviera-Franconia. Fuori Javi Martinez per ritardo di condizione e panchina per Thomas Müller. Nel Norimberga torna Nilsson dall'infortunio procurato durante l'amichevole della sua nazionale (anche se verrà sostituito nel primo tempo da Dabanli poiché non ancora a posto) e fuori a sorpresa Kiyotake dall'undici iniziale. Wiesinger predispone con molta prudenza un 4-4-1-1 affidando compiti chiave a Drmic, cerniera tra i reparti di centrocampo e offensivo.
Il Bayern non ci mette molto a prendere l'iniziativa con il suo pressing alto ma nei primi minuti pressa anche il Norimberga che sembra non lasciarsi intimorire. Il leitmotiv basato su pressing, sovrapposizioni, inserimenti del Bayern ha però ben presto la meglio e costringe la squadra di Wiesinger a difendersi, cosa che riesce comunque bene al Norimberga e quando riesce a uscire dalla propria metà campo diventa pericolosissimo, specialmente con Ginczek che al 15' spara una bordata da fuori area che Neuer riesce a malapena a deviare sulla traversa. Prima di uscire Nilsson regala un rigore al Bayern franando su Robben ma Alaba (nuovo rigorista) dal dischetto fallisce il rigore con Schäfer (grande protagonista ieri all' Allianz Arena) che intuisce. Sul finale del primo tempo il Norimberga riesce a rendersi molto insidioso con il Bayern che ha abbassato un po' i ritmi di gioco.
Ripresa di tutt'altro tenore con il Bayern che diviene molto più incisivo cercando di verticalizzare maggiormente il suo gioco e di andare alla conclusione con più frequenza. Il Norimberga appare più appannato in difesa e il Bayern continua a essere un martello pneumatico con Ribéry e Robben indiavolati e con Schweinsteiger che si sacrifica tantissimo nelle retrovie per far ripartire la manovra. L'ingresso di Müller al posto di Thiago diviene fondamentale per garantire molta più fluidità negli ultimi 25 metri. Il finale di gara è un assolo del Bayern che trova prima il vantaggio con Ribéry su colpo di testa e poi lo legittima con un gol da antologia di Robben dopo uno slalom ubriacante.
Troppo Bayern per un Norimberga comunque tenace e molto ben organizzato che dovrebbe però osare qualcosa di più nelle ripartenze con squadre di questo livello.

Bayer Leverkusen - Borussia Mönchengladbach  4 - 2
Kiessling (B) [r] 23', Sam (B) 28', Stranzl (M) 54', Arango (M) 57', Sam (B) 60', Castro (B) 72'

Bayer Leverkusen (4-3-3): Leno; Hilbert (Donati, 61'), Toprak, Spahic, Boenisch; Bender, Reinartz, Castro; Sam , Kiessling (Hegeler, 83′), Son (R. Kruse, 88'). All. Hyypiä
Borussia Mönchengladbach (4-2-3-1): ter Stegen; Jantschke, Stranzl, Dominguez, Daems; Kramer, Xhaka (Hrgota, 75′); Hermann (De Jong, 87'), Raffael, Arango (Younes, 75′); Kruse. All. Favre

Festival del gol alla BayArena inondata da un acquazzone con il Bayer Leverkusen che naturalmente vuole tenere il passo del Borussia Dortmund e lo fa con autorità dopo esser stato raggiunto sul duplice vantaggio. Il Borussia Mönchengladbach viaggia un po' a corrente alternata e quando la coppia Raffael-Kruse sembra non brillare, c'è un grande Arango a trascinare la squadra. Borussia che aveva iniziato il match con molta aggressività per non concedere spazi e gioco al Leverkusen ma che non ha saputo dare continuità al proprio gioco come aveva fatto contro l'Hannover nella gara della scorsa settimana. Ma il Leverkusen è squadra di ben altro livello.
Fino al vantaggio di Kiessling su rigore il gioco di entrambe le squadre stava funzionando molto bene su un unico binario: quello presidiato rispettivamente da Jantschke e Boenisch ma dopo il gol del cannoniere del Leverkusen il M'gladbach ha accusato il colpo andando un po' in confusione. Il Bayer ha approfittato immediatamente con Sam per irrobustire il vantaggio. Raffael e Kruse non riescono ad essere reattivi infilandosi in un cono d'ombra mentre il Leverkusen fallisce il colpo del definitivo k.o. sempre con l'attivissimo Sam sul finire del primo tempo.
Nella ripresa il Borussia aprofitta della pausa per riorganizzare le proprie linee e per pensare a una controffensiva efficace. Il Leverkusen abbassa il proprio ritmo di gioco ma non rinuncia a verticalizzare. Al 53' Arango sciupa la palla del 2-1 con un diagonale di poco a lato della porta difesa da Leno ma un minuto dopo è Stranzl ad accorciare le distanze. Cambia di nuovo l'inerzia della partita con il M'gladbach che vuole il pareggio. Lo trova subito con Arango pronto ad approfittare di una papera di Leno in uscita.
La reazione del Leverkusen però è istantanea e Sam dopo solo tre minuti batte ter Stegen con un rasoterra a fil di palo. Il Borussia malgrado questa doccia fredda rimane comunque pimpante e cerca ancora di alimentare l'offensiva con squadre lunghissime che concedono moltissimi spazi per le ripartenze. Da una di queste, dopo aver rischiato il pari, la squadra di Hyypiä trova il gol della sicurezza con Castro che da fuori area lascia partire un destro imprendibile per ter Stegen.
Sugli spalti si nota di nuovo Joachim Löw, probabilmente in veste di osservatore ufficiale e chissà che non si decida a convocare Kiessling o Boenisch come alternativa a Schmelzer sulla sinistra.

Hannover - Schalke 04  2 - 1
Huszti (H) [r] 15', Diouf (H) 42', Szalai (S) 55'

Hannover (4-4-2): Zieler; Sakai, Marcelo, Sane, Pocognoli; Stindl, Andreasen (Schmiedebach, 79'), Prib, Huszti; Diouf (Haggui, 94′), Sobiech (Ya Konan, 72'). All. Slomka
Schalke 04 (4-3-3): Hildebrand; Hoogland, Matip, , Höwedes, Fuchs; Goretzka (Santana, 38'), Neustädter (Meyer, 80′), Jones; Clemens (Barnetta, 83'), Szalai, Draxler. All. Keller

Match che sottende la voglia di riscatto da parte dei due club: l'Hannover dopo una performance sbiadita e non all'altezza contro il Borussia Mönchengladbach nella 2a giornata di campionato, lo Schalke 04 in seguito a un inizio di stagione, tra Bundesliga e Champions, a dir poco problematico. Slomka opta per uno schieramento più prudente, conoscendo il potenziale offensivo dello Schalke, arretrando il raggio d'azione di Huszti e promuovendone il gioco a ridosso di Diouf e Sobiech. Jens Keller irrobustisce il centrocampo con una linea a tre sostituendo Höger, duttile ma macchinoso, con il giovane e talentuoso Goretzka per garantire fluidità alla manovra e giocandosi il tutto per tutto con un tridente che dovrà però tutelare la squadra anche in fase di non possesso. Ovviamente rigore contro ed espulsione del capitano Höwedes a un quarto d'ora dal fischio d'inizio fanno saltare tutti i piani tattici di Keller che in inferiorità numerica si trova a dover fare quello che lo Schalke sa fare meno: difendere. Keller è costretto anche a sacrificare un centrocampista (Goretzka) inserendo un difensore (Santana) per ripristinare la linea a quattro. La squadra di Gelsenkirchen tenta di arginare come può ma l'Hannover trova il secondo gol sul finale della prima frazione di gioco. Nella ripresa lo Schalke gioca veramente col cuore in mano cercando di riacciuffare un match impossibile. Szalai riesce ad accorciare le distanze e addirittura a divorarsi la rete dell'insperato pareggio prima che la gara s'incattivisca del tutto con le espulsioni di Huszti e Fuchs, più ammonizioni varie da una parte e dall'altra.
Crisi di risultati e di morale, certo, per lo Schalke 04, ma è anche da queste prove di carattere che si può intravvedere la luce in fondo al tunnel.

Hoffenheim - Friburgo  3 - 3
Salihovic (H) [r] 9', Sorg (F) 13', Volland (H) 25', Guede (F) 29', Freis (F) 65', Strobl (H) 77'

Hoffenheim (4-2-3-1): Casteels; Beck, Vestergaard, Abraham, Johnson; Polanski (Schipplock, 72′), Salihovic; Volland (Herdling, 83′), Firmino, Elyounoussi (Strobl, 33′); Modeste. All. Gisdol
Friburgo (4-4-2): Baumann; Mujdza (Höfler, 83′), Diagne (Krmas, 75'), Ginter, Sorg; Schmid, Schuster, Fernandes, Coquelin; Freis, Guede (Mehmedi, 72′). All. Streich

Partita che si è trasformata nella sagra del gol e del cartellino questa tra Hoffenheim e Friburgo e in cui è successo davvero di tutto e di più con i padroni di casa che cercavano di dare continuità di risultati al loro buon inizio stagionale e Friburgo che al contrario pretendeva una svolta decisiva ad un inizio stagione da incubo dopo due sconfitte caratterizzate da notevoli problemi di gioco. Pareggio che alla fine scontenta tutti anche se per come sono andate le cose, a ben vedere, è un punto prezioso per entrambe le squadre, il primo, tra l'altro, per il Friburgo. Il rigore al 9 min. porta subito in vantaggio la squadra allenata da Gisdol ma dopo la trasformazione Salihovic, non nuovo a queste alzate d'ingegno, perde la testa tirando in malo modo le orecchie a Schuster. Cartellino rosso per lui e Hoffenheim in dieci. Il Friburgo dopo lo sconquasso generale tra le fila dell'Hoffenheim pareggia subito i conti con Sorg. Ma anche in inferiorità numerica l'Hoffenheim continua ad attaccare a testa bassa riportandosi in vantaggio con Volland. Saltano tutti gli schemi di Gisdol e l'Hoffenheim continua a riversarsi scriteriatamente nella metà campo avversaria lasciando ampi spazi liberi per le controffensive del Friburgo che non ha difficoltà a riequilibrare le sorti del match. L'espulsione per doppia ammonizione di Coquelin riporta l'equilibrio anche a livello numerico nelle squadre e nel secondo tempo, le due compagini allungate e stanche trovano ancora la via del gol (e dei cartellini) prima con Freis per gli ospiti e poi con Strobl per l'Hoffenheim che approfitta di uno scivolone difensivo di Fernandes fissando il risultato sul definitivo 3-3.

Mainz 05 - Wolfsburg  2 - 0
Choupo-Moting 60', N. Müller 78'

Mainz (4-2-3-1): H. Müller; Pospech, Svensson, Noveski, Park; Baumgartlinger, Geis; N. Müller, Zimling (Soto, 87′), Choupo-Moting (Polter, 90'); Okazaki (Moritz, 76'). All. Tuchel
Wolfsburg (4-2-3-1): Benaglio; Träsch, Naldo, Knoche, Rodriguez; Koo (Schäfer, 69′), Luiz Gustavo ; Vieirinha, Diego, Perisic (Polak, 67′); Olic (Hasebe, 84') . All. Hecking

Il Mainz prosegue lungo il suo sorprendente percorso lastricato di eccellenti risultati, tre vittorie nelle prime tre giornate, con grande umiltà e impegno. Incontra un Wolfsburg rigenerato dopo il grande acquisto di mercato, Luiz Gustavo (che salterà malauguratamente la gara casalinga del 31 agosto contro l'Hertha a causa dell'improvvida espulsione rimediata per somma d'ammonizioni), in cerca comunque ancora d'identità e risultati. Wolfsburg che da un punto di vista del gioco sembra addirittura trasformato con Hecking che non sappiamo bene cosa abbia fatto ma quella in campo negli ultimi due incontri di campionato è una squadra molto più presente, attenta, ordinata e intelligente nelle due fasi, riuscendo a mettere in seria difficoltà anche una compagine estremamente solida e organizzata come il Mainz. Però l'affiatamento e l'alchimia raggiunti tra Tuchel e i suoi è qualcosa di tangibile. Il Mainz è una squadra che non perde mai la testa e sa trovare soluzioni efficaci ad ogni situazione di gioco. Chiaramente da un punto di vista tecnico è oggettivamente inferiore a tante squadre di Bundesliga, ma tatticamente è una macchina dai meccanismi molto ben oliati, capace di prendere le misure agli arrembaggi del Wolfsburg essendo in grado di rispondere tranquillamente al fuoco grazie a una difesa ben disposta e un centrocampo che sa verticalizzare al momento giusto trovando spesso soluzioni convincenti allargando il gioco con Nicolai Müller (un autentico gioiello a Magonza) e Choupo-Moting, autore del gol del vantaggio. La situazione di inferiorità numerica pesa ovviamente sul Wolfsburg che tenta di reagire ma viene infilato nel più classico dei contropiedi con Müller che sul lancio millimetrico di Geis non ha difficoltà ad infilare Benaglio in uscita.

Hertha Berlino - Amburgo  1 - 0
Ramos 74'

Hertha Berlino (4-2-3-1): Kraft; Pekarik, Langkamp, Brooks (Niemeyer, 23'), Schulz; Lustenberger, Hosogai; Allagui (Ronny, 63′), Baumjohann (, 83′), Ben-Hatira (Wagner, 88′); Ramos. All. Luhukay
Amburgo (4-2-3-1): Adler; Diekmeier, Sobiech, Westermann, Lam (Tah, 90'); Arslan, Badelj (Calhanoglu, 86'); Zoua, van der Vaart, Beister (Jiracek, 90′); Rudnevs. All. Fink

Serve una prova d'orgoglio per l'Amburgo dopo questo inizio stagionale da incubo. Fink e van der Vaart in settimana si sono fatti sentire per caricare la squadra. La società ha anche punito esemplarmente i vacanzieri Aogo e Rincon che hanno dimostrato di prendere troppo sottogamba la situazione: niente convocazione in vista di Berlino. Continua invece l'ottimo momento dell'Hertha che dura ormai da un anno a questa parte con un club che sta dimostrando in tutto e per tutto di valere questa Bundesliga.
Fink dopo una buona pre-season decide di premiare finalmente Rudnevs inserendolo nell'undici titolare al posto di Cahlanoglu, purtroppo però il centravanti lettone non mostra di ripagare la fiducia quando all'8° min. non sa approfittare di uno sciagurato retropassaggio al portiere di Schulz. Dopo una prolungata fase di studio da parte delle due squadre, senza troppi affondi e con un Amburgo timoroso di scoprirsi troppo nei confronti di un Hertha risaputamente pericoloso, la squadra di Luhukay inizia gradatamente a prendere possesso delle operazioni, giungendo con una certa frequenza nell'area avversaria. È un Amburgo in evidente sudditanza psicologica che non riesce a giocare con tranquillità, non è capace di imbastire manovre ragionate e spesso si affida ai lanci di Westermann a scavalcare il centrocampo con van der Vaart che si fa vedere poco. Quando gli amburghesi azzardano sortite offensive poi scoprono puntualmente il fianco alle ripartenze dell'Hertha con squadre che si allungano dopo la prima mezz'ora di gioco.
Nella ripresa la squadra di casa sa di poter prendere in mano la partita e comincia a insistere con più decisione nelle azioni offensive. Adler deve arginare due tiri ravvicinati in sequenza da parte di Ben-Hatira e Ramos. L'orgoglio dell'Amburgo però riesce a tenere in partita la squadra che nella parte centrale del secondo tempo riesce a dare anche una certa continuità alla propria spinta offensiva approfittando di un momento di disorientamento e calo di concentrazione da parte della difesa e del centrocampo della squadra guidata da Luhukay. Ma dalla trequarti in su l'Hertha è sempre pericolosissimo e con Ramos sfiora la rete del vantaggio al 64'. L'Amburgo cerca di riaccorciare la squadra ma rischia tantissimo con la difesa troppo alta e alla fine la miglior organizzazione di gioco dell'Hertha riesce ad avere la meglio sull'Amburgo con un'azione a tre nell'area amburghese ordita da Schulz e Ronny finalizzata da Ramos.
Zoua che inizialmente variava di posizione con Beister, è troppo statico al centro a ridosso di Rudnevs col quale non riesce a dialogare pur dandosi un gran da fare. Fink non è in grado di trovare soluzioni adeguate e attende fino allo spasimo per effettuare dei cambi che a quel punto non possono produrre cambiamenti. Nuova sconfitta e crisi nera dalle parti di Amburgo.

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