Gli Utah Jazz sono stati una delle squadre più interessanti della scorsa stagione NBA. Sotto la guida dell’ head coach Quinn Syder, la franchigia di Gail Miller è stata capace di compiere la miglior stagione degli ultimi anni, chiudendo la regular season con l’ottimo record di 51 vittorie e 31 sconfitte e accedendo ai playoff come quinta forza ad ovest.  Playoff conclusi nella semifinale della western conference contro i Golden State Warriors, poi campioni NBA, ma che non hanno in alcun modo scalfito l’ottimo lavoro di Snyder e dei giocatori, capaci di offrire un gioco solido, caratterizzato da una fase difensiva d’elite (con il miglior rim protector della lega Rudy Gobert), e dalla valorizzazione di molti giocatori che, appena entrati in NBA, non avevano esattamente la nomea di superstar.

Joe Ingles

Uno degli elementi fondamentali del roster della squadra di Salt Lake City è stato sicuramente Joe Ingles, swing man Australiano, per lo più utilizzato subentrante dalla panchina, che ha fornito un ottimo contributo sia offensivo che difensivo alla causa dei Jazz, mantenendo per tutta la stagione un impressionante 44% da tre punti. Questo fondamentale contributo e la volontà dei Jazz di continuare questo processo di crescita, hanno spinto la dirigenza ad offrire ad Ingles (Unrestricted free agent) un contratto quadriennale da 13 milioni a stagione per un totale di 52, cifre importanti accettate dal nativo di Happy Valley, che testimoniano il suo ruolo indispensabile all’interno del sistema ideato da Snyder.

Joe Ingles e Gordon Hayward

Il rinnovo dell’australiano, tuttavia, non è da considerarsi un’operazione isolata: come anche il resto del mercato attualmente portato avanti dai Jazz lascia intendere, questa operazione, come anche la trade che ha portato nello Utah Ricky Rubio, è da inserire in un disegno tecnico e societario ben più ampio che avrebbe come punto focale la permanenza di Gordon Hayward. Il prodotto di Butler è sicuramente uno dei pezzi più pregiati della free agency in corso, con molte franchigie desiderose di annettere la stella dei Jazz al proprio roster. Tra le pretendenti spiccano i nomi dei Boston Celtics,dell’ex coach di Hayward a Butler Brad Stevens, e i Miami Heat, già in contatto nelle ultime ore con lo swing man nativo dell’Indiana. I Jazz perciò stanno correndo ai ripari, cercando di costruire una squadra competitiva che possa in qualche modo convincere Hayward, sommata ad un max contract di 190 milioni in 5 anni, a rimanere a Salt Lake City e continuare la scalata verso le prime posizioni dell’Ovest. In questo senso il rinnovo di Joe Ingles assume una valenza particolare, considerata la grande amicizia che lega i due atleti, seguiti anche dallo stesso agente Mark Bartelstein.

George Hill e Gordon Hayward

A complicare le cose potrebbe essere sicuramente la situazione di George Hill, point guard titolare dei Jazz e anche lui free agent da qualche giorno e ultimamente, secondo ESPN,  bersaglio di franchigie come i New York Knicks, pronte ad offrirgli contratti importanti pur di aggiudicarsi i suoi servigi per le stagioni future. La perdita di Hill, reduce dalla miglior stagione della sua carriera in maglia Jazz, potrebbe rivelarsi un vuoto difficile da colmare anche dopo l’acquisizione di Rubio e, indirettamente, potrebbe avere anche una forte risonanza sulla decisione che Hayward è chiamato a prendere per questa free agency.