Il futuro di Chris Paul è un grosso punto interrogativo. Sarà uno dei pezzi pregiati della prossima estate del mercato NBA. Prima di decidere se firmare o meno con la sua attuale franchigia d'appartenza, i Los Angeles Clippers, CP3 ha lasciato intendere che incontrerà i front-office di quattro squadre. Ovviamente i Clips, per un eventuale rinnovo al massimo salariale, e poi i San Antonio Spurs, gli Houston Rockets ed i Denver Nuggets. Per quanto riguarda il possibile rinnovo con LA, si parla di una cifra intorno ai 205 milioni di dollari, spalmabili in 5 anni, mentre le restanti tre opzioni non potranno garantirgli questo ingaggio. Le altre tre contendenti possono arrivare ad offrire 'solamente' un contratto quadriennale da 152 milioni di dollari.

A 32 anni, Paul si trova davanti ad un bivio: inseguire i soldi o andare a caccia di un titolo NBA? Una cosa è certa. Intono al profilo di CP3 c'è tanto rumore. I Clippers, con un'offerta spaziale, potrebbero ricoprire d'oro il playmaker, ma i losangelini, con la probabile partenza verso altri lidi dell'ala forte Blake Griffin, difficilmente si ritroveranno a compatere per il Larry O'Brien Trophy, o quanto meno essere una contender. Il sentiero che conduce agli Spurs, invece, è una bella suggestione, senza dubbio, ma è una strada difficile da percorrere, in quanto i texani non hanno una flessibilità salariale tale da poter garantire le identiche cifre che gli verrebbero offerte dai Clippers. Però, Paul avrebbe l'oportunità di lottare per il titolo in quanto un'eventuale accoppiata con Kawhi Leonard porterebbe in dono la possibilità di spezzare l'egemonia dei Golden State Warriors nella Western Conference, potendo inoltre sfruttare la mentalità vincente di un coach, tale Gregg Popovich, che rapprensenta indubbiamente l'èlite della lega.

Chris Paul attacca Dante Exum. Fonte: NBA

In questo scenario, si sono inseriti Rockets e Nuggets. Entrambe le franchigie colloquieranno con il forte playmaker, sperando di riuscire a convincerlo con l'esposizione dei rispettivi progetti, e dunque fargli esercitare la play option 'opt out', in modo tale da poter diventare a tutti gli effetti free agent. Ovvio, questa possibilità non significa che automaticamente Paul possa scegliere la sua nuova squadra, in quanto LA continuerebbe ad avere una sorta di corsia preferenziale nella riacquisizione del giocatore, ma questa è l'unica eventualità che hanno le altre squadre succitate per tentare di accaparrarsi la raffinata point guard. Sia il proprietario Steve Ballmer, sia coach Doc Rivers cercheranno di mettere sul piatto tutto ciò che è nelle loro possibilità, ma Paul ascolterà altre 'melodie', questo è certo. A Houston potrebbe andare a comporre un backcourt da favola con James Harden, seppur a naso i texani più che un palymaker, abbiano bisogno di un'ala forte in grado di abbinare ad una buona fase offensiva, anche una buona dose di difesa dura. Più Paul Millsap che Danilo Gallinari, seppur Daryl Morey non abbia sufficiente spazio salariale per potersi muovere liberamente. In Colorado, invece, il play andrebbe ad alzare il tasso tecnico della squadra, ma difficilmente, con il solo innesto del classe 1985, Denver diventerebbe una contender, malgrado possa annoverare giocatori che sono in rampa di lancio, pronti alla consacrazione. Un nome: Nikola Jokic.

La free agency si avvicina, il 1 luglio inizia ad incombere, e come avrete potuto notare, sono già una miriade le voci che circolano sul suo conto. Gli anni passano, ma l'innegabile talento resta sempre racchiuso nei suoi 183 centimetri. Un talento puro, cristallino, appetito da molti.