The show must goes on. La Florida, South Beach e Miami avranno ancora bisogno di qualche giorno (o forse settimana) per metabolizzare la separazione da quello che è stato il suo Re per quattro stagioni, a Pat Riley questo non era concesso.

Il General Manager non poteva star lì a piangere lacrime di coccodrillo o avrebbe rischiato di veder tutti i free-agent appetibili firmare altrove. Così si è subìto rimesso all'opera dopo aver accettato a malincuore l'addio di LeBron James. La prima mossa è stata quella di mettere a sicuro quello che sarà il primo violino degli Heat l'anno prossimo. Firmato con un contratto enorme Chris Bosh, finora in ombra per la presenza del #6. Sventato l'assalto degli Houston Rockets che offrivano a Bosh 88 milioni in 4 anni, un viaggio in post-season probabilmente più duraturo rispetto a quelloche faranno gli Heat nel 2015 ed il ritorno a casa, in Texas. CB1, nonostante l'addio di James, ha preferito rimanere a Miami, grazie - sopratutto - ai 118 milioni in 5 anni offerti da Riley.

Sistemata la rifirma di Bosh, Riley (che già aveva messo a segno i colpetti Granger, con room exception, e McRoberts, mid level exception) ha dato l'assalto a colui che - almeno in campo - prenderà il posto di LeBron James. Sin dall'addio del Prescelto si è ben capito come fra i profili delle ali piccole sul mercato quello di Deng fosse il più consono al sistema di Spoelstra. Dopo qualche giorno di titubanza Miami si è inserita in maniera prepotente sul fronte Deng, il quale aveva in divenire parecchi discorsi fra i quali quelli con Atlanta, Dallas e Phoenix, e - dopo un incontro sostenuto fra sabato e domenica notte fra Riley ed il suo agente Shade - ha chiuso per la firma dell'inglese per 2 anni a 20 milioni. Nel contratto dell'ex Chicago che l'anno scorso ha giocato anche - guardacaso - a Cleveland è presente un player-option per la stagione 2015-16. 

Riempito, anche se in parte, il buco lasciato da LeBron, l'obiettivo di Pat Riley è diventato quello di riunire i pezzi del puzzle, rifirmando tutti i giocatori presenti nel roster dell'anno passato che scadevano quest'estate, in modo da non mandare tutto all'aria. Da Dwyane Wade a Udonis Haslem, da Mario Chalmers a Chris Andersen per finire a Lewis, Beasley, James Jones, Toney Douglas, Allen ed Oden (ammesso che gli ultimi sei siano ancora nei piani degli Heat: Allen pensa al ritiro, ad esempio).

Per Rio e Birdman sono stati fatti grossi passi avanti nella notte italiana appena passata. Andersen tornerà all'American Airlines Arena con un contratto non ancora ben precisato: molto probabilmente si tratterà di un biennale a 10 milioni. L'accordo per Chalmers invece si aggira intorno agli 8 milioni per due anni. Una volta formalizzati questi due accordi, Miami si concentrerà sui restanti "rinnovi", con priorità a Wade e Haslem